“Rischio idrogeologico? Rimuoviamolo”

FRANCAVILLA FONTANA – Il vincolo del rischio idrogeologico continua a incombere su un’area della zona industriale di Francavilla Fontana. Le soluzioni? O opere di mitigazione del rischio (costose), o rimozione del vincolo, dice l’Asi. Ma chi ha lottizzato in quel punto?

Marcello Rollo

FRANCAVILLA FONTANA – Hanno destinato un’area accanto al più grande corso d’acqua della provincia di Brindisi, il Canale Reale, a lotti per insediamenti produttivi. Vi hanno investito danari pubblici per le infrastrutturazioni,  ed ora che la stessa è stata riconosciuta a rischio esondazioni dal Piano di assetto idrogeologico (Pai), la soluzione proposta è quella di rimuovere tale vincolo che, se tenuto in considerazione dal nuovo Piano urbanistico generale, renderebbe off-limits per ogni genere di insediamento quei terreni.

E’ quanto par di capire da un comunicato del Consorzio Asi di Brindisi, che governa anche le aree industriali di Ostuni, Fasano e quella di Francavilla Fontana, quest’ultima interessata dalla questione, ma anche da un’altra vicenda assai poco edificante di spreco di soldi pubblici come quella del Centro intermodale. Un giorno si dovrebbe scrivere un libro bianco sui fondi sprecati e su quelli persi, in provincia di Brindisi. Nel caso di Francavilla, non certo unico in Italia e nella provincia, perché si lottizza accanto a un corpo idrico. Vedi analogie con la discarica di rifiuti speciali pericolosi fatta chiudere dall’amministrazione provinciale di Michele Errico nel capoluogo, anche quella accanto ad un canale.

Cosa dice l’Asi, per il caso Francavilla Fontana? Che si è tenuto nei giorni scorsi un incontro tra Autorità di Bacino per la Puglia, lo stesso Consorzio Asi, l’Anas e il Comune di Francavilla Fontana,“ per valutare le problematica derivanti dal nuovo vincolo di pericolosità idraulica proposto dall’Autorità di Bacino per la Puglia lungo il tratto del Canale Reale che attraversa la statale 7 e lambisce l’agglomerato Asi”.  Il problema si inquadra, spiega ancora l’Asi, nella definizione delle procedure di presa d’atto, nell’ambito del Piano urbanistico generale, della nuova perimetrazione Pai riveniente da uno studio dell’Autorità di Bacino, “che, se acquisita dal Pug, ai fini della pericolosità idraulica diventa, per le aree interessate, vincolo efficace e sovraordinato agli strumenti urbanistici”.

Come è giusto che sia. Sono passi, i nuovi vincoli, certo tardivi, ma per rimediare ai decenni di pianificazioni e urbanizzazioni che in Italia hanno ignorato i rischi di dissesto idrogeologico. Buon senso urbanistico avrebbe voluto che in molte circostanze i Comuni e le Province avessero fatto ricorso a studi preliminari idrogeologici. Ora ci si ritrova con le patate bollenti: “Detto studio, porterebbe ad individuare una vasta area a valle del rilevato, caratterizzata da una elevata pericolosità idraulica, che interessa totalmente l’area Asi, su cui è presente – si legge nella nota a firma del presidente Marcello Rollo - una infrastrutturazione primaria, sono attivi alcuni insediamenti e sono avviate le procedure per l’assegnazione di lotti per ulteriori insediamenti”.

La soluzione, in poche parole, fare finta che il rischio idrogeologico non ci sia: “Dal tavolo tecnico è emerso che l’approvazione del Pug, potrebbe passare tramite la sospensione dell’adozione di detto vincolo. Data la tempistica stimata dall'Anas, pari a venti anni, per le opere di manutenzione, la paventata apposizione del vincolo da parte dell’Autorità di Bacino creerebbe sicuro un notevole pregiudizio alla gestione dell’agglomerato industriale da parte del Consorzio Asi. Ritengo necessario che il Consorzio Asi ed il Comune di Francavilla Fontana, in quanto soggetti congiuntamente obbligati a subire lo stato delle cose, pongano in essere – dice Rollo - ogni necessario intervento affinché, prima dell’approvazione del Pug, si possa avviare un procedimento che traguardi la rimozione, ovvero la rimodulazione, del vincolo di pericolosità idraulica”.

E a fronte di cosa, tale vincolo dovrebbe essere rimosso o rimodulato? “Il Consorzio Asi, che su dette aree ha utilizzato risorse proprie per l’acquisizione dei terreni, oltre che finanziamenti pubblici per la realizzazione delle infrastrutture, non può prescindere dal richiedere, con chiarezza e fermezza, che la questione venga affrontata e risolta con il coinvolgimento dei vari soggetti istituzionali, in modo da individuare le soluzioni concrete e le relative opportunità di finanziamento per lo studio e la realizzazione di interventi mitigativi che, senza compromettere terzi, possano evitare, in tempi ragionevoli, l’applicazione del vincolo e rendere quindi utilizzabile l’area Asi per il perseguimento degli obiettivi prospettati sia dal Comune di Francavilla Fontana che dal Consorzio Asi”.

Insomma, ammesso che l’Autorità di Bacino della Puglia accetti una simile soluzione, quanti altri soldi pubblici ci vorrebbero per porre rimedio alla scelta di lottizzare per insediamenti produttivi un’area prossima ad un corso d’acqua soggetto ad esondazioni? Quale concorso di responsabilità tecniche e amministrative ha prodotto tutto questo? Questo, il comunicato dell’Asi non lo dice. Ciò che si conosce è che il canale Reale, attraversando il tracciato della statale 7 in quel punto, incontra ostacoli che ne determinano l’esondazione. E’ venuta prima la statale 7, o è venuta prima la lottizzazione oggi a rischio?

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