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I sub dei Vigili del Fuoco su una barca affondata

I sub dei Vigili del Fuoco su una barca affondata

Rischio tagli anche per i Vigili del Fuoco

BRINDISI – I vigili del fuoco di Brindisi rischiano di perdere il Nucleo sommozzatori e di subire una drastica riduzione delle unità impiegate nel distaccamento porto. A paventare questo rischio è il segretario provinciale del sindacato autonomo Confsal, Andrea Etna.

BRINDISI - I vigili del fuoco di Brindisi rischiano di perdere il Nucleo sommozzatori e di subire una drastica riduzione delle unità impiegate nel distaccamento porto. A paventare questo rischio è il segretario provinciale del Confsal, Andrea Etna, attraverso una lettera aperta indirizzata al sottosegretario di Stato, Gianpiero Bocci, al prefetto di Brindisi, Nicola Prete, ai senatori e ai parlamentari brindisini e ai vertici nazionali e locali del Corpo dei Vigili del Fuoco.

A detta del Confsal, "linee di indirizzo per il riordino delle competenze e dell'organizzazione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco", presentate lo scorso 6 febbraio, si caratterizzano per una "totale discordanza tra le attuali dotazioni del comando provinciale vigili del fuoco di Brindisi e la realtà del territorio di competenza". A preoccupare è soprattutto la prospettata soppressione del nucleo sommozzatori.

Un'ipotesi "scellerata", in quanto non terrebbe conto di una serie di questioni elencate punto per punto dal Confsal: "I nuclei pugliesi, oltre a coprire la regione Puglia, che a qualche distratto ricordiamo essere una penisola con circa 800 chilometri di costa, hanno competenza anche sulla regione Basilicata ed occasionalmente raggiungono la fascia ionica della Calabria".

"Il nucleo di Brindisi ha una posizione baricentrica per tutto il territorio della penisola salentina essendo in grado di raggiungere velocemente tutti gli scenari incidentali sia adriatici che ionici nonché tutte le acque interne".

L'importanza del porto di Brindisi "per le caratteristiche uniche della conformazione visto che al suo interno fa convergere il cono di atterraggio e decollo della pista principale del locale aeroporto del Salento, scelto oggi, come in passato, anche come bacino naturale per ammaraggio e decollo di idrovolanti per Albania, Montenegro e Grecia", mentre lo scalo aeroportuale militare "Pierozzi" ospita una base strategica del Wfp (World food program) dell'Onu.

"Il territorio di competenza è caratterizzato, insieme al resto della Puglia, come il più carsico d'Italia con la concentrazione più elevata di grotte e cavità marine". "Il flusso turistico, ormai destagionalizzato, fa aumentare il rischio in modo sproporzionato rispetto ad altre realtà nazionali, considerando un territorio che vanta al proprio interno oltre al porto di Brindisi e Gallipoli il porto di Otranto in fase di ampliamento".

"In ordine ai paventati risparmi di gestione, si evidenzia come l'età media dei componenti il nucleo sia la più bassa rispetto a tutti gli altri nuclei che invece inevitabilmente negli anni dovranno essere potenziati e rimpiazzati. Il Nucleo già oggi conta 8 unità e con un piccolissimo sforzo potrebbe da subito coprire addirittura 2 turni rispetto a quello unico oggi ricoperto".

"La demotivazione indotta dall'assenza di certezze e prospettive future genera quel malcontento che non dovrebbe contraddistinguere persone altamente specializzate, fiore all'occhiello del Corpo nazionale, che vedono tra l'altro precluse tutte le prospettive di avanzamento di carriera".

"La prospettiva della chiusura, volendo scongiurare scenari di ulteriore pendolarismo, potrebbe portare ad una richiesta unitaria di dimissioni dal brevetto, con un danno incolmabile per il Corpo di quelle professionalità e competenze maturate negli anni. La presenza in tutto il canale d'Otranto di flussi di natanti sia da diporto che commerciali e l'incessabile presenza di quei flussi migratori (clandestini) dall'Oriente e dal Nord Africa evidenzia tutta l'importanza di una presenza fondamentale per la sicurezza dell'interno Paese".

Per ragioni analoghe, il Confsal si oppone anche alla possibilità che venga ridotto a 4 unità l'organico del distaccamento portuale. Ma più in generale, il sindacato rivendica come l'organico complessivo del comando di Brindisi sia già sottostimato rispetto a una provincia di circa 403mila abitanti, caratterizzata dalla presenza di un polo petrolchimico, di aziende attive nei settori della chimica e dell'aeronautica e del più grande deposito Gpl d'Italia, collegato direttamente al porto.

Piuttosto che tagliare le già risicate risorse a disposizione del comando di Brindisi, anzi, il Confsal rimarca l'importanza di istituire un ulteriore distaccamento nel Comune di San Pancrazio Salentino, "oggi fortemente penalizzato dalla distanza e dai collegamenti con il resto delle sedi, rendendo di fatto impossibile l'intervento nei tempi stabiliti per tutti i territori circostanti". "Tutte queste considerazioni - conclude il sindacato - sommate ad un aumento dei rischi e alla contestuale diminuzione della sicurezza della cittadinanza, portano a chiedere una maggiore considerazione per il nostro territorio".

In effetti, un comando provinciale, con tutte le sue specialità, che opera in un territorio complesso dal punto di vista infrastrutturale come quello di Brindisi, città che ospita cinque insediamenti industriali a rischio di incidente rilevante, dovrebbe essere potenziato, e non certamente sottoposto a riduzioni di organico. Questo particolare può offrire al prefetto un'ottima ragione per chiedere al ministero di non sopprimere o ridurre nuclei di pronto intervento nell'area.

 

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