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Il procuratore Marco Dinapoli

Il procuratore Marco Dinapoli

Riserva Csm sul procuratore Dinapoli

ROMA - Decisione rinviata. Sul procedimento disciplinare e quindi su un eventuale trasferimento del capo della procura di Brindisi, Marco Dinapoli, ascoltato questa sera sui veleni che hanno scandito le fasi principali dell'inchiesta sulla tragedia della Morvillo Falcone, il Csm si è riservato ogni decisione e motivazione. Il procuratore è stato convocato a Palazzo dei Marescialli per fornire la propria versione dei fatti riguardo un presunto contatto avuto nel bel mezzo delle indagini sui fatti del 19 maggio, con Franco Orlando, l'avvocato dello stragista reo confesso dell'attentato di Brindisi.

ROMA - Decisione rinviata. Sul procedimento disciplinare e quindi su un eventuale trasferimento del capo della procura di Brindisi, Marco Dinapoli, ascoltato questa sera sui veleni che hanno scandito le fasi principali dell'inchiesta sulla tragedia della Morvillo Falcone, il Csm si è riservato ogni decisione e motivazione. Il procuratore è stato convocato a Palazzo dei Marescialli per fornire la propria versione dei fatti riguardo un presunto contatto avuto nel bel mezzo delle indagini sui fatti del 19 maggio, con Franco Orlando, l'avvocato dello stragista reo confesso dell'attentato di Brindisi.

Dinapoli, inoltre, sulla base di un'intercettazione ambientale, è finito per la stessa ragione sotto inchiesta a Potenza (competente per i magistrati brindisini) per abuso d'ufficio e favoreggiamento, inchiesta poi archiviata dal gip su richiesta del pm che non ha ravvisato alcun rilievo penale nella condotta di Dinapoli, pur osservando che i suoi comportamenti andassero comunque apostrofati perché forse poco opportuni.

Il nocciolo della questione va ricercato in una conversazione tra Orlando e la moglie del killer di Melissa Bassi, avvenuta all'interno dell'abitazione di Copertino nella quale gli investigatori avevano piazzato le cimici. Orlando confidava a Giuseppina Marchello di essere stato contattato da Dinapoli. Le aveva anche detto che a breve ci sarebbe andato a parlare. Si discorreva poi dell'eventualità che la titolarità delle indagini, dopo una decisione favorevole del tribunale del Riesame, passasse alla procura di Brindisi: bastava che i giudici escludessero l'aggravante della finalità terroristica.

E' stato poi rilevato che gli allegati al ricorso al Riesame presentati dal legale di Giovanni Vantaggiato, erano gli stessi che il procuratore aveva inviato via mail al gip Ines Casciaro al momento della convalida del fermo. Identiche le sottolineature. La chiacchierata, oltre che le valutazioni sulle similarità fra carte, sono state girate dalla Dda salentina a Potenza e contestualmente anche al Consiglio superiore della magistratura dinanzi al quale oggi il procuratore ha affrontato la vicenda, parlandone a lungo.

Franco Orlando, ascoltato come persona informata dei fatti nell'ambito del procedimento penale chiuso con un nulla di fatto, aveva dichiarato di aver ricevuto quelle copie, su sua richiesta, da uno dei magistrati brindisini da cui era stato ricevuto in quei giorni. Questo pomeriggio l'audizione al termine della quale si attendeva un pronunciamento sul trasferimento, prospettato come possibile provvedimenti disciplinare, del numero uno della procura di Brindisi. Bisognerà aspettare ancora per conoscere il verdetto. Questione di pochi giorni.

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