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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Banchina traghetti insicura: fine lavori in ritardo di quasi due mesi

Appalto aggiudicato il 21 luglio 2017, ricognizione del sito di cantiere effettuata l’8 agosto, termine concesso per la conclusione degli interventi il 26 ottobre. Ma ancora nulla

BRINDISI – Appalto aggiudicato il 21 luglio 2017, ricognizione del sito di cantiere effettuata l’8 agosto, termine concesso per la conclusione degli interventi il 26 ottobre. Ma quei 45 giorni previsti dall’ordinanza numero 6 del 12 settembre scorso del presidente Ugo Patroni Griffi, a quanto pare non sono stati sufficienti per mettere a posto la parte più importante degli accosti traghetti e ro-ro- di Punta delle Terrare. E non sono bastate neppure altre due proroghe successive, l’ultima delle quali in scadenza il 15 dicembre. Inevitabile, a questo punto, la terza dilazione concessa all’associazione temporanea di imprese vincitrice della gara.

Nel frattempo, per i traghetti che collegano Brindisi a Igoumenitsa e Valona Brindisi non ci sono grandi problemi di posto in banchina, perché si sta utilizzando l’ormeggio delle Terrare-Punta e le due rampe destinate alla parte extra-Schengen della testata di Costa Morena Ovest. Ma ci sono problemi di sicurezza in caso di forte vento e mareggiate, perché i posti rimasti sono quelli dove la nevi possono attraccare solo in andana, cioè di poppa alla banchina e la prua all’ancora. La nave di Grimaldi che utilizza Terrare-Punta infatti ha dovuto fare riscorso un paio di volte ai rimorchiatori dell’impresa Barretta per rendere sicura la manovra. E i rimorchiatori costano.

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La storia comincia il 27 marzo con una ordinanza sempre con una ordinanza del presidiente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, che limita per ragioni di sicurezza l’utilizzo dell’area di banchina in questione: il continuo effetto di scavo provocato dalle eliche dei traghetti ha provocato lo spostamento sul fondo dei massi che sostengono i cassoni in cemento armato della banchina stessa. Bisogna intervenire per porre riparo a questo “sgrottamento”. Il 21 luglio scorso, come già detto, la gara viene aggiudicata ad un’Ati tarantina composta dalle imprese Cesub Srl – Walter Bardia Srl.

Il costo degli interventi stabilito è di 400mila euro, 40mila dei quali per attività tecnico-amministrative connesse alla progettazione ( a capo del team di progetto ci sono gli ingegneri Michelangelo Lentini e Alessandro Porretti), 6mila per incentivi, e circa 1500 per la ricognizione subacquea preventiva finalizzata alla ricerca di eventuali ordigni bellici, giustamente prevista dati gli eventi in cui il porto di Brindisi è stato coinvolto nel primo e nel secondo conflitto mondiale, e che teoricamente dovrebbe pertanto essere già stata eseguita, ma non abbiamo notizie su ciò che l’associazione di imprese sia riuscita a fare sino ad oggi.

ritardo lavori banchina punta delle terrare (10)-2Ma il 7 novembre Ugo Patroni Griffi è costretto a concedere la prima proroga perché al 26 ottobre i lavori non sono stati ultimati, anzi ci sarebbero difficoltà dovute alle scarsa visibilità sul fondo e alle avverse condizioni meteo. Con queste motivazioni, il presidente dell’Adsp concede tempo sino al 26 novembre per porre rimedio allo scalzamento dei massi che sostengono i cassoni della banchina. Intanto le navi continuano ad operare negli ormeggi alternativi. Tuttavia neppure il mese di proroga concesso si rivela sufficiente.  E si ricorre ad una seconda proroga.

Questa volta, permanendo i motivi del precedente ritardo, cui si aggiunge – dice l’Adsp – quello della necessità di adottare nuove modalità di intervento, i lavori non sono stati ultimati e Patroni Griffi concede ancora tempo con un’ordinanza del 27 novembre, stavolta fino al 15 di dicembre, venerdì prossimo. Da quanto si sa, però, neppure questa volta l’Ati Cesub Srl – Walter Baria Srl sarebbe riuscita a completare l’intervento. E gli operatori marittimi cominciano a chiedersi quando questi lavori saranno finalmente effettuati e conclusi, stante il fatto che nel porto di Brindisi e in altri l’acqua torbida è una costante permanente, e che la stagione invernale, che presuppone meteo sfavorevole, è ancora lunga.

Annotazione finale, per la storia. Ma il porto di Brindisi non era pieno di ormeggi alternativi a quelli di Punta delle Terrare? Alla prova dei fatti, le cose stanno molto diversamente da quanto sostenuto a suo tempo (epoca della querelle sulla concessione esclusiva a Grimaldi dei tre accosti di Punta delle Terrare) dalla ex Autorità Portuale di Brindisi. I traghetti, al momento, non hanno alternative reali, se non saltuariamente la banchina di S. Apollinare non ancora utilizzabile in maniera continuativa. Alla fine, avevano ragione gli agenti marittimi.

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