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Rogo doloso per le vie di Mesagne: incendiario condannato a due anni

E' stato giudicato con rito abbreviato nella mattinata di oggi (7 luglio) dal gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, Alessandro Muscio, mesagnese di trentotto anni, ritenuto responsabile dell'incendio avvenuto a Mesagne in Via Bologna

MESAGNE - E' stato giudicato con rito abbreviato nella mattinata di oggi (7 luglio) dal gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, Alessandro Muscio, mesagnese di trentotto anni, ritenuto responsabile dell'incendio avvenuto a Mesagne in Via Bologna nella notte del 25 gennaio di quest'anno. L'uomo, difeso dall'avvocato Dario Budano, è stato condannato alla pena di due anni e quattro mesi di reclusione oltre al risarcimento dei danni subiti dalle parti civile da quantificarsi separatamente.

Nessun risarcimento a titolo di provvisionale, tranne le spese legali per la costituzione in giudizio, è stato quindi riconosciuto alle parti civili, le quali dovranno ricorrere alla giustizia civile per vedersi quantificare e liquidare gli importi per i gravi danni subiti. Muscio era stato arrestato su disposizione del gip  Luigi Forleo il 30 marzo scorso dagli agenti del commissariato di  Mesagne coordinati dal vicequestore Rosalba Cotardo, perché accusato del reato di incendio doloso pluriaggravato.

I fatti si riferiscono al grave atto incendiario occorso a Mesagne in Via Bologna che nella notte del 25 gennaio aveva visto coinvolto ben tre autovetture, alcune abitazioni, un lampione ed alcuni cavi della pubblica illuminazione. L’arrestato fu individuato immediatamente dopo il fatto attraverso la visione da parte degli inquirenti delle immagini di un impianto di videosorveglianza posto nelle vicinanze del luogo dove era avvenuto il fatto. L'uomo avrebbe incendiato l'auto del cognato del fratello utilizzando della “diavolina” dopo un litigio avvenuto la sera prima del fatto.

L’incendio dell'auto presa di mira dall'incendiario si era propagato ad altre due autovetture andate completamente distrutte ed all’intera facciata di un abitazione all’interno della quale si trovavano alcune persone rimaste intrappolate fortunatamente senza conseguenze, poste in salvo grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco e dei sanitari del 118.

Sulla base delle evidenti risultanze investigative il pubblico ministero chiese ed ottenne il giudizio immediato, a seguito del quale l'imputato, anche allora difeso dall'avvocato Dario Budano, chiese che l'uomo venisse giudicato allo stato degli atti con rito abbreviato.

Il pm Manuela Pellerino, dopo la discussione di oggi aveva chiesto la condanna dell'imputato a tre anni e otto mesi di reclusione. L'avvocato Budano, per contro, aveva concluso chiedendo l'assoluzione e, in seconda battuta, il riconoscimento di una fattispecie di reato meno grave oltre all'esclusione delle aggravanti. Dopo la discussione delle parti è arrivata la condanna dell'imputato a due anni e quattro mesi di reclusione, in attesa dell'eventuale giudizio di appello.

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