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Il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi

Il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi

Rossi: “I mieri progetti per Brindisi. La Provincia? Ce la farò”

I primi 102 giorni da sindaco e i prossimi passi: bando per assunzioni nella Multiservizi, a Energeko gestione impianti rifiuti, Pug entro il 2019. Il 20-30 per cento dei brindisini non paga le tasse locali. Su Cannalire, ritenuto il chi per lui: “E’ anche un amico, ma decidono giunta e consiglio”

BRINDISI – Sette milioni di euro da trovare a stretto giro per far quadrare i conti del Comune di Brindisi. Il Pug da portare in Consiglio, il ciclo dei rifiuti da chiudere, oltre alle emergenze quotidiane dalle strade ridotte a colabrodo alla pubblica illuminazione a singhiozzo. Un lavoraccio che il sindaco Riccardo Rossi non immaginava fosse effettivamente tale, per sua stessa ammissione. Eppure, nonostante le turbolenze vissute a Palazzo di città in questi primi 102 giorni al timone, dopo la proclamazione del 29 giugno, cinque giorni dopo la vittoria la ballottaggio, non solo si dice pronto alla candidatura come presidente della Provincia, ma vuole la vittoria. “Ce la farò”. Masochista, politicamente?

Brindisi, il palazzo della Provincia Sindaco, non le bastano le difficoltà vissute ogni giorno al Comune? Come pensa di riuscire a gestire anche l’amministrazione provinciale, nel limbo della sopravvivenza, con fondi che non ci sono ed emergenze continue?

“Intanto una premessa: per me la legge va cambiata. Ma vista la situazione attuale, ritengo che sia giusto che la presidenza sia ricoperta dal sindaco del comune capoluogo non perché Brindisi debba fare asso piglia tutto, ma per fare gioco di squadra con tutte le amministrazioni cittadine, partendo dal fatto che su alcuni temi importati per lo sviluppo, sia economico che culturale, c’è una stretta correlazione con Brindisi. Vedasi la questione rifiuti e il potenziamento dell’Università o la Cittadella della Ricerca: le ripercussioni sono un vantaggio per tutta la provincia, quindi non si tratta di vedere Brindisi come campanile, se è questo quello che intende”.

No, non intendo questo. Mi riferisco alla mole di lavoro e all’assunzione di responsabilità: non è uno scherzo. A maggior ragione se si considera che a Brindisi il Comune è alle prese con la gestione dell’ordinario che dovrebbe essere la regola e che è diventato, nel tempo, un’eccezione. Vedasi la pulizia delle strade, solo per fare un esempio.

“L’impegno come candidato alla presidente della Provincia, per il centrosinistra, va proprio in direzione dell’assunzione di responsabilità. Non mi spaventa. Tutt’altro. Era già previsto nel programma elettorale. Si faceva riferimento a un discorso complessivo, con la rivendicazione di un ruolo centrale per Brindisi”.

Cosa è stato fatto in questi 102 giorni di governo? Si è parlato di progetti, di dialoghi con la Regione. In concreto cosa c’è?

“Tanto, mi creda. Abbiamo fatto tanto per la quotidianità della città, partendo dalla restituzione della dignità alle strade e ai parchi di Brindisi, con un lavoro sul decoro, sul quale c’è stata sinergia tra Multiservizi ed Ecotecnica, quartiere per quartiere. E’ stato il primo intervento perché quando ci siamo insediati, la situazione non era affatto ordinaria. E stiamo proseguendo in questa direzione, per rendere ancora più efficiente la Multiservizi con una ristrutturazione interna”.

Cosa vuol dire?

MULTISERVIZI SEDE-2“L’idea è pubblicare un bando per assumere forza lavoro alle dipendenze della Multiservizi, in modo tale da creare una graduatoria a cui attingere in caso di necessità, per i prossimi tre o quattro anni”.

I dipendenti ad oggi sono 158 e non sono stati confermati quelli interinali.

“Ai lavoratori interinali dovrebbe essere riconosciuto un punteggio aggiuntivo. Quanto al numero dei dipendenti, riteniamo che 170 sia il punto di equilibrio per garantire efficienza, ora che la società è tornata in utile”.

Il primo bilancio in positivo dopo sette anni consecutivi in perdita. Con conseguenze sulla tenuta dei conti del Comune. La Corte dei Conti ha mosso rilievi?

“Al momento non c’è alcun rilievo della magistratura contabile sulla Multiservizi e sul salvataggio. Nel caso in cui dovessero esserci obiezioni, non credo siano nulla di terrificante perché la partecipata ha prodotto un piano industriale che ha dato i suoi frutti con il nuovo amministratore (Giovanni Palasciano, ndr), confermato. Ricordo che ci sono società, anche a Roma, che sono da anni in perdita. Qui siamo riusciti a invertire la rotta”.

Ma la rotta, secondo la Corte dei Conti, non poteva essere invertita per il salvataggio della società Servizi farmaceutici: la Procura contesta un danno erariale pari a mezzo milione di euro e ha chiesto a che lei, come ex consigliere di opposizione, la restituzione di circa 19mila euro.

La farmacia comunale di Brindisi“C’erano le condizioni legislative per salvare la farmacia e i fatti, poi, hanno dato ragione alla scelta del Comune. In ogni caso, il mezzo milione di euro doveva essere versato per pagare fornitori e altro. Nel frattempo c’è stato un dividendo di centomila euro e adesso la società ha un suo valore. Forse due milioni di euro, accertamento che abbiamo chiesto per presentare una memoria alla Corte dei Conti”.

Multiservizi, Energeko e Farmacia in positivo. Il bilancio del Comune, invece, è a rischio asfissia se è vero che mancano sette milioni di euro.

“Purtroppo ci sono una serie di criticità che non sono imputabili alla gestione commissariale, ma derivano da anni precedenti. Intanto, c’è una oggettiva difficoltà nella riscossione dei tributi: il 20-30 per cento dei contribuenti brindisini non paga le tasse. Ci sono residui attivi per 60 milioni di euro. Situazione analoga a quella che si registra nella maggior parte dei Comuni del Sud”.

C’è anche un’oggettiva difficoltà a coprire le spese correnti del Comune. E c’è un patrimonio comunale difficile da gestire: è andata deserta la gara per la vendita del complesso di via Cappuccini.

“Vero anche questo. E’ un’altra criticità che abbiamo ereditato. La situazione non è facile, noi ce la stiamo mettendo tutta. Il punto è che mancano all’appello le entrate previste dalla riapertura della discarica di Autigno e quelle derivanti dalle alienazioni di immobili di proprietà del Comune”.

A che punto è il progetto per la bonifica della discarica, passaggio necessario per il dissequestro?.

Il sequestro della discarica di Autigno-2“E’ uno dei progetti sul quale abbiamo lavorato in questi 102 giorni: è un discorso inserito nel dialogo con la Regione Puglia e con l’Ager per chiudere il ciclo dei rifiuti con la realizzazione di impianti pubblici. Mi riferisco a quello per il compostaggio, al Remat (per la frazione indifferenziata, ndr) e alla discarica”.

Progetti da milioni di euro. Su quali importi può contare, oggi, il Comune?

“Complessivamente si tratta di progetti per almeno 30 milioni di euro. La metà arriva da fondi Cipe, per la restante serve un piano di finanziamento con Ager: l’obiettivo è che l’Agenzia regionale realizzi gli impianti da assegnare in gestione alle società partecipate del Comune di Brindisi”.

Alla società  Energeko, visto che la società ha modificato di recente il proprio statuto.

“Sì, c’è stata una modifica dell’oggetto sociale in questa prospettiva. Ma il primo passo è legato alla riapertura della discarica: stiamo aspettando gli ultimi dati sulla caratterizzazione del sito. Ci vorranno 28-24 mesi per avere la conferma del finanziamento dal Cipe”.

Con il governatore Michele Emiliano è tornato il sereno?

Michele Emiliano-3“I rapporti sono buoni. Il disaccordo c’era e resta sull’approdo del gasdotto Tap perché qui a Brindisi non lo vogliamo ed Emiliano lo sa, come lo sa il Governo nazionale. Abbiamo vedute diverse sul potenziamento dei voli civili per l’aeroporto di Grottaglie e qui stiamo lavorando per far ottenere a Brindisi nuove rotte: il dialogo è con Enav e deve necessariamente coinvolgere il Governo, visto che detiene quote di maggioranza.

Resta in piedi il nuovo progetto per lo shuttle: abbiamo chiesto di modificarlo trasformandolo in un collegamento su ferro e non più su gomma. Ecco la capacità progettuale è il fiore all’occhiello di questi primi 102 giorni, merito di un lavoro di squadra. In giunta ci sono assessori validi. C’è anche un progetto con la base Onu per potenziare la scuola europea. Siamo aggressivi nella ricerca dei fondi, vogliamo avere investimenti e per questo ci rapportiamo con tutti, vogliamo che ci sia un patto per Brindisi”.

Ci sarebbe anche un assessore "fuori Giunta", a sentire alcune voci delle opposizioni. C’è qualcuno che riprende un parallelo con la sindaca Angela Carluccio. Ricorda "il chi per lei", espressione che ha usato diverse volte come consigliere di opposizione all'epoca? Ora si parla di un chi per lui riferendosi a Rossi sindaco: Francesco Cannalire, segretario cittadino del Pd, prima forza della coalizione, la seconda della città dopo i Cinquestelle.

Francesco Cannalire e Riccardo Rossi-2(Sorride) “Ma no. Non scherziamo, siamo seri. Cannalire è il segretario del Pd e in questi mesi è diventato anche un amico. Ma sia chiaro: le decisioni spettano alla Giunta e al Consiglio comunale. Chi mi conosce, sa bene come sono e sa perfettamente che valuto con la mia testa, avendo capacità e competenze. Quanto ai rapporti con il Pd sono ottimi, così come sono quelli con Leu, Bbc e Ora Tocca a Noi. Ci vediamo ogni settimana”.

Tra i suoi contestatori, ci sarà qualcuno che proprio non sopporta, politicamente, intendo. Dica la verità.

“Onestamente non c’è nessuno che mi dà fastidio. Però non sopporto chi fa della strumentalizzazione la ragione dei suoi interventi in Consiglio comunale o sulla stampa, diffondendo notizie non aderenti alla realtà. Ecco, questo sì che mi fa arrabbiare, soprattutto se gli attacchi sono quotidiani. Io sono stato all’opposizione e ora come allora credo che la politica debba risolverli i problemi”.

Altro nodo da sciogliere c’è il Piano urbanistico generale. Del  Pug se ne sono perse le tracce. Brindisi riuscirà ad averne uno?

“Il 29 ottobre inizia il ciclo di otto appuntamenti per raccogliere suggerimenti, proposte e opinioni sullo sviluppo urbanistico della città. L’assessore Borri (titolare dell’urbanistica, ndr) dice sempre che il piano urbanistico deve essere espressione del territorio e la conoscenza della realtà può arrivare solo da chi lo vive ogni giorno. Per questo motivo ascolteremo tutti”.

Il punto di partenza resta il Documento programmatico preliminare che risale all’amministrazione di centrodestra di Domenico Mennitti. E’ ancora valido?

“Di base sì, ma va necessariamente attualizzato tenuto conto della nostra idea di sviluppo economico e culturale. Vanno inseriti gli interventi di rigenerazione urbana al Paradiso e quelli per Parco Bove. Credo che entro il 2019 una bozza sarà pronta”.

Ma resta il punto interrogativo sul futuro del villaggio Acque Chiare: c’è il rischio della confisca, si attende la pronuncia della Cassazione.

Acque Chiare e l'albergo“Il villaggio esiste e credo che debba essere mantenuto, ma il problema resta l’incognita della Cassazione perché nel caso in cui dovesse essere disposta la confisca, ci sarebbe un problema di gestione di quel patrimonio. Aspetto che va necessariamente approfondito. Al momento, tirando la somma di questo primo giro di boa, sono soddisfatto anche se i cittadini possono essere di avviso contrario, ma ci vuole tempo”.

Fra altri cento giorni, altro giro di boa. E bilancio di quel che è stato fatto e di quanto è rimasto sulla carta. Intanto, il 31 ottobre, Rossi per il centrosinistra affronterà le elezioni per la presidenza della Provincia: lo sfidante del centrodestra è Pasquale Rizzo, primo cittadino di San Pietro Vernotico.

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