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Ruba un'auto e chiede il cavallo di ritorno, individuato grazie a Facebook

Ruba un’auto e poi chiede il cavallo di ritorno e per farlo coinvolge anche un’altra persona ma viene individuato grazie a Facebook e arrestato. Si tratta del 23enne di Fasano Tommaso Bentivoglio e di una ragazza, L.P. Sono accusati di furto aggravato in concorso e istigazione alla corruzione. In cambio della vettura hanno chiesto 1500 euro

FASANO – Ruba un’auto e poi chiede il cavallo di ritorno e per farlo coinvolge anche un’altra persona ma viene individuato grazie a Facebook e arrestato. Si tratta del 23enne di Fasano Tommaso Bentivoglio e di una ragazza, L.P. Sono accusati di furto aggravato in concorso e istigazione alla corruzione. In cambio della vettura hanno chiesto 1500 euro.

Il furto risale al 22 giugno scorso, ed è stato compiuto in un momento in cui la vettura, una Ford Fiesta, è stata lasciata incustodita dalla proprietaria che si era recata nel vicino distributore di acqua in via Fratelli Rosselli. Da quanto è stato ricostruito dai carabinieri Bentivoglio ha agito insieme a un’altra persona, il 21enne I.A.

I carabinieri della compagnia di Fasano, diretta dal capitano Pierpaolo Pinnelli, dopo aver raccolto la denuncia della donna, che era riuscita a vedere l’uomo e a identificarlo attraverso delle foto su Facebook, hanno avviato un’attività investigativa, supportata da indagini tecniche, che ha portato all’arresto su ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. E’ stato anche accertato che Bentivoglio oltre al furto dell’autovettura e al cavallo di ritorno, ha poi cercato di coinvolgere un altro soggetto affinché minacciasse la proprietaria della Fiesta e i suoi famigliari a consegnare la somma di denaro precedentemente richiesta.

Sempre a Fasano i carabinieri hanno seguito un ordine di carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzione Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari, nei confronti di Giuseppe Sisto, 39enne del posto. E’ stato condannato alla pena cumulativa definitiva di mesi 1 anno e sei mesi di libertà vigilata per ”violazione delle disposizioni legislative in materia doganale”. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito in carcere.

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