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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Ruspa selvaggia sulla falesia: oltre la denuncia della riserva, anche quella di un privato

BRINDISI - Salgono a due le denunce per lo sbancamento della falesia avvenuto nella zona di Apani. Dopo l'esposto indirizzato dal Consorzio di gestione di Torre Guaceto parte la denuncia del privato, proprietario del terreno attraversato dalle ruspe che hanno smantellato il tratto di costa. L'area sulla quale sono stati effettuati gli interventi, secondo entrambe le denunce non autorizzati, è infatti solo parzialmente demaniale. Una porzione della stessa è di proprietà dell'imprenditore aeronautico Teodoro Grasso, affidata in gestione al club Kitesurf Pro, di Brindisi. Almeno fino allo scorso anno dato che, l'imprenditore annuncia: “Da quest'anno non concederemo più l'area in gestione, data la pericolosità del tratto”. Che infatti è interdetto dalla nuova ordinanza sindacale.

BRINDISI - Salgono a due le denunce per lo sbancamento della falesia avvenuto nella zona di Apani. Dopo l'esposto indirizzato dal Consorzio di gestione di Torre Guaceto parte la denuncia del privato, proprietario del terreno attraversato dalle ruspe che hanno smantellato il tratto di costa. L'area sulla quale sono stati effettuati gli interventi, secondo entrambe le denunce non autorizzati, è infatti solo parzialmente demaniale. Una porzione della stessa è di proprietà dell'imprenditore aeronautico Teodoro Grasso, affidata in gestione al club Kitesurf Pro, di Brindisi. Almeno fino allo scorso anno dato che, l'imprenditore annuncia: "Da quest'anno non concederemo più l'area in gestione, data la pericolosità del tratto". Che infatti è interdetto dalla nuova ordinanza sindacale.

Gli autori al comando delle ruspe, al momento ancora ignoti, potrebbero aver percorso due strade. O accedendo attraverso la porzione di costa aperta, oppure attraversando un cancello posto a simbolico sigillo della proprietà privata in questione. Il punto è che il lucchetto con il quale l'inferriata è chiusa, non risulta essere stato forzato, ma regolarmente aperto con la chiave e richiuso. Gli investigatori sono al lavoro per identificare gli ignoti contro i quali entrambe le denunce sono rivolte, il primo per presunta "violazione degli articoli di tutela contenuti nei decreti istitutivi delle due aree protette", il secondo per "violazione di proprietà privata".

l primo esposto, a firma del Consorzio Torre Guaceto, rileva "i danni inferti alla falesia di argilla, già interessata da fenomeni erosivi che ne hanno determinato l'interdizione alla fruizione, stabilita tramite ordinanza del sindaco di Brindisi. Tali danni hanno interessato due aree specifiche dove mezzi cingolati hanno operato con lo scopo di abbattere in due punti distinti il ciglio superiore della falesia, originariamente oltre i due metri, e portarlo a livello della battigia; i mezzi cingolati, inoltre, hanno modellato la falesia creando due veri e propri scivoli".

Prosegue il comunicato del Consorzio: "Il sopralluogo effettuato ha evidenziato, in aggiunta, verso sud , al confine dell'Area marina protetta un'ulteriore azione di sbancamento, che ha interessato un ampio tratto di duna caratterizzato da vegetazione arbustiva, anch'essa operata tramite mezzi cingolati". Dice Enzo Epifani, presidente del Consorzio di Torre Guaceto: "L'individuazione di questa azione abusiva, operata in un'area fragile da un punto di vista geologico, evidenzia quanto sia necessario un intervento di tutela della fascia costiera da parte degli enti pubblici interessati. Si ricorda che l'Autorità di Bacino della Puglia ha prodotto una nuova perimetrazione di pericolosità geomorfologica di alcuni tratti della fascia costiera del territorio comunale di Brindisi, per la quale il Consorzio di gestione di Torre Guaceto, a seguito di richiesta di accertamento da parte del Comune di Brindisi per l'area inclusa all'interno dell'area protetta, ha espresso parere positivo" .

Detto, fatto. L'attesa ordinanza del sindaco Mennitti è arrivata esattamente questa mattina, e il divieto di "balneazione per le persone e di accesso e stazionamento, per uomini e mezzi, sull'arenile nonché sulla battigia", interessa anche l'area in questione, con soddisfazione del consorzio che ha da tempo lanciato l'allerta. In attesa che l'assessore regionale Fabiano Amati risponda a sua volta alla richiesta di incontro richiesta ad aprile, per la individuazione delle "strategie e delle azioni necessarie per una fruizione sicura di tutte le aree interessate dalla presenza di falesie".

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