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Volo per Berlino con 4 ore di ritardo: nuova condanna per la Ryanair

La compagnia dovrà versare un risarcimento di 1100 euro a due brindisini che dovettero rinunciare al primo pernottamento in albergo a causa del ritardo accumulato dal volo

BRINDISI – Arrivarono a Berlino con 4 ore e 20 minuti di ritardo, dovendo rinunciare al primo pernottamento in albergo.  Due passeggeri brindisini dovranno essere risarciti dalla compagnia Ryanair, che esce nuovamente sconfitta dal giudice di pace, come si evince dalla sentenza emessa dall’avvocato Francesco Orlando, il quale ha accolto integralmente le richieste risarcitorie avanzate dal difensore dei passeggeri e segretario di “Codici Lecce” (associazione a tutela dei consumatori), l’avvocato Stefano Gallotta.

I due brindisini avevano acquistato i biglietti del volo Ryanair Bari - Berlino del 7 dicembre 2015, con partenza prevista alle 17.20 e arrivo alle ore 19.35.  Giunti all'aeroporto di Palese (Bari), appresero che il loro volo sarebbe partito in ritardo e, senza ricevere altre informazioni sulla durata e sulle cause del disservizio, dovettero attendere circa quattro ore prima di potersi finalmente imbarcare.

L'aeromobile atterrò a Berlino con 4 ore e 20 minuti di ritardo e, concluse le operazioni di sbarco alle 00.30, i due turisti vennero “abbandonati al loro destino” dalla compagnia e, non potendo neppure raggiungere l'albergo con la navetta prenotata dall'Italia, che smette di funzionare alle 23.00, riuscirono solo in extremis a prendere un taxi e giungere a destinazione in piena notte, dovendo così rinunziare alla prima serata del breve soggiorno nella capitale tedesca.

In assenza di riscontro alla legittima richiesta di indennizzo avanzata, i coniugi, associati a Codici Lecce, citarono  la compagnia irlandese dinanzi al Giudice di Pace di Brindisi, chiedendone la condanna agli indennizzi contrattuali (per complessivi 800 euro) e al risarcimento supplementare, quantificato, in via equitativa, in 300 euro per i maggiori danni subiti.

La Ryanair si costituì resistendo alle domande dei ricorrenti ed eccependo, preliminarmente, la carenza di giurisdizione e l'incompetenza territoriale del Giudice adito.

Solo in corso di causa, la compagnia ha corrisposto l'importo parziale di 500 euro e, con la sentenza del giudice di pace, ha accolto tutte le domande dei brindisini condannando la Ryanair al risarcimento integrale dei danni richiesti per complessivi 1.100,00 euro di cui 800,00 euro (400 euro ciascuno) a titolo di compensazione pecuniaria e l'ulteriore somma di 300 euro a titolo di risarcimento supplementare “a causa dei maggiori costi sostenuti per raggiungere l'albergo in taxi anziché con la navetta aeroportuale che cessa dal servizio alle 23.00 e per la perdita della prima serata nella capitale tedesca”, oltre interessi e rivalutazione monetaria dall'evento e spese legali.

Commenta Stefano Gallotta che“questa pronunzia consolida un orientamento giurisprudenziale che, prendendo le mosse dall'art. 12 e dai considerando sub n. 22 del Regolamento CE 261/2004, nonché dalle molteplici pronunzie rese negli ultimi anni dalla Corte di Giustizia Europea, ha ripreso vigore anche in Italia, riconoscendo ai passeggeri, vittime di cancellazioni e ritardi, non solo l'indennizzo di cui al richiamato Regolamento CE 261/2004 (per importi che, per inciso, variano da 250 e 600 euro in base alla lunghezza della tratta e che, a distanza di 13 anni dal dato normativo, andrebbero ormai adeguati al maggior costo della vita), ma anche l'ulteriore ristoro per i disagi subiti dai passeggeri”.

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