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S.Pietro, il Comune chiede alla società di igiene urbana oltre un milione di euro

Monteco, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti per conto del Comune di San Pietro Vernotico, avrebbe percepito indebitamente una somma di 1.306.980,27 euro

SAN PIETRO VERNOTICO – Monteco, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti per conto del Comune di San Pietro Vernotico, avrebbe percepito indebitamente una somma di  1.306.980,27 euro, riguardanti la gestione di una discarica comunale sequestrata, quindi fuori uso. Il Comune avvia un’azione giudiziaria ai danni della società, per chiedere la restituzione di quanto percepito ingiustamente. È quanto emerge dal “verbale di deliberazione di giunta comunale” n°21 del 22 febbraio scorso, approvato dalla giunta comunale. Si tratta della discarica "Pallitica" oggi ancora da bonificare e pericolosa per la salute umana dal momento che al suo interno si sprigionano fumi causati dall'autocombustione del materiale accatastato. 

La restituzione di questa somma è stata riconosciuta anche dal Tar dopo un lunghissimo contenzioso tra Comune e Monteco, in cui ognuna delle parti ha rivendicato denaro (Monteco ha chiesto “somme ritenute dovute a titolo di revisione prezzi”). La vicenda giudiziaria è andata avanti per anni.

I rapporti tra il Comune di San Pietro Vernotico e la società Monteco sono iniziati il primo luglio del 1998 (all’epoca si chiamava So.Ge.A. Srl quando è stato stipulato il “contratto d’appalto per lo svolgimento del servizio di igiene urbana del centro abitato del Comune di San Pietro Vernotico e della Marina di Campo di Mare, per il corrispettivo annuo di 1.541.442.139 lire oltre Iva per la durata di nove anni”.

A luglio del 2002 la discarica comunale dove, come da contratto, venivano conferiti i rifiuti fu sequestrata. Da quella data fino a febbraio del 2009 Monteco ha “continuato a percepire il canone comprensivo anche di tale costo per la gestione della discarica e tributo regionale”.

Il Tribunale amministrativo regionale di Lecce “evidenziava come la società ricorrente non avesse contestato la circostanza che dalla data del 10.7.2002 non aveva più avuto la gestione della discarica, il cui costo era compreso nel canone di appalto; risultando, quindi, evidente che, non avendo gestito tale servizio, non ne avesse sopportato i relativi costi, non maturando il relativo compenso e non subendo di conseguenza un incremento dei costi e, quindi, non avendo nemmeno titolo al compenso revisionale”.

Così con nota del 29 luglio 2015 prot. 16146 il Comune ha diffidato Monteco “Al pagamento di tutte quelle somme incassate illegittimamente con riferimento alla gestione della discarica, considerata anche la circostanza che lo stesso Tar aveva riconosciuto la fondatezza della pretesa creditoria del Comune”. Non essendoci stata risposta da parte della società di igiene urbana, la giunta comunale ha deciso di promuovere “opportuna e idonea azione giudiziaria per ottenere il pagamento di tutte le somme illegittimamente incassate per la gestione della discarica e tributo regionale”, conferendo l’incarico all’avvocato Guido Massari titolare dell’Ufficio legale del Comune.

Resta da capire come mai dal 2002 al 2009 nessuno si è accorto delle somme versate indebitamente alla società della nettezza urbana (si parla di quasi un milione e mezzo di euro) nonostante la discarica non era in funzione e va ricordato che il 17 febbraio scorso il consigliere di opposizione Pasquale Rizzo, in una nota, aveva sottolineato come l'amministrazione non aveva ancora provveduto a richiedere il rimborso delle somme elargite senza motivo per ben sette anni. E non si può non tenere conto che la discarica in questione non è mai stata bonificata, con danni ai cittadini e all'ambiente. Più volte la redazione di questo giornale si è occupata della questione raccontando il disagio arrecato a chi vi abita intorno. 

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