Cronaca

S.Pietro, sindaco e ragazze madri in assemblea con presidio dei carabinieri

Gli agenti della Polizia locale di San Pietro Vernotico, hanno avuto da ridire sui manifesti affissi sul passamano del palazzo comunale, su cui le mamme "in rivolta" avevano scritto frasi con cui esternavano la loro disperazione

SAN PIERO VERNOTICO – Un sit-in di protesta, pacifico,  dettato solo dalla disperazione di mamme che non riescono a mettere un piatto in tavola per i propri figli, principalmente ragazze-madri, ha rischiato questa mattina, mercoledì 5 maggio, di prendere una piega che avrebbe potuto anche portare a conseguenze penali se il buon senso non avesse preso il sopravvento. Specie perché gli animi, già esasperati dalla mancanza di soldi, si erano scaldati. Gli agenti della Polizia locale di San Pietro Vernotico, hanno avuto da ridire sui manifesti affissi sul passamano del palazzo comunale, su cui le mamme “in rivolta” avevano scritto frasi con cui esternavano la loro disperazione. Frasi per niente offensive. Hanno invitato a staccarli perché illegittimi, non autorizzati.

Si è reso necessario l’intervento dei carabinieri, chiamati dalle stesse donne, per ristabilire ordine e fare chiarezza tra il gruppo di carabinieri davanti al comune di san pietro vernotico-2manifestanti. Non era mai accaduto fino ad ora che i vigili urbani locali si interessassero a far rispettare la legge in materia di affissioni abusive fino a questo punto, specie in proteste di questo genere, dove si rivendica il diritto ad avere un aiuto da parte delle istituzioni. Ma da quanto avrebbero spiegato i due agenti ai manifestanti, il loro intervento era stato richiesto da altri. I cartelloni, per evitare conseguenze che avrebbero potuto peggiorare la situazione di chi già vive in condizioni disperate, sono stati staccati dalla facciata del palazzo comunale e appoggiati su biciclette e panchine.  

È iniziato così il secondo giorno del sit-in di protesta ma pacifico da parte di un gruppo di persone (mamme e papà) che vivono in condizioni disagiate e che da dicembre scorso non ricevono più sostegni economici comunali: sussidio baliatico, contributo per affitti o affidi. Una “protesta” entrata nel vivo la settimana scorsa quando un gruppo di genitori e ragazze madri ha chiesto e ottenuto un incontro con gli amministratori. Prima di oggi, dove hanno avuto la possibilità di parlare con il sindaco Maurizio Renna, ce ne sono stati due, l’ultimo risale a ieri, mercoledì 4 maggio, con l’assessore ai Servizi sociali Francesco Civino e prima ancora anche con il vice sindaco Maria Lucia Argentieri. In entrambi è stato spiegato che da gennaio 2016 il Comune di San Pietro Vernotico non più sostenere spese senza le relative entrate, il bilancio deve essere redatto con voci di entrata e uscita che si pareggiano. Soldi per i contributi non ce ne sono. O almeno non ci sono più le disponibilità economiche di un tempo.

cartelloni su bicilette-2Oggi, dopo giorni di richieste andate a vuoto, le mamme hanno avuto modo di parlare con il sindaco Maurizio Renna, spiegare le loro difficoltà economiche e chiedere ancora una volta un aiuto. L’incontro si è svolto nell’aula consiliare alla presenza delle sole persone interessate dal problema e di alcuni giornalisti. Ma non tutti tra coloro che hanno seguito la vicenda fino a questo momento: un collega è stato mandato via perché gestiste un blog e non fa parte di alcuna testata giornalistica. Un collega con alle spalle oltre 30 anni di servizio, profondo conoscitore del territorio. Secondo il sindaco non era “titolato” per partecipare a un’assemblea con i cittadini. L’incontro per quasi tutta la sua durata è stato presidiato da una pattuglia dei carabinieri della locale stazione.

Renna ancora una volta ha spiegato alla platea composta da genitori in difficoltà economica che da gennaio 2016 non ci sono più soldi, peggio ancora: da ottobre 2015 al Comune di San Pietro Vernotico è stato imposto (dagli uffici amministrativi) di non sborsare più un euro per niente. Si è detto mortificato e realmente interessato a risolvere il dramma di queste famiglie “Oggi stesso faremo una riunione per vedere di attingere dai nostri stipendi i soldi da destinare al sussidio baliatico. In più nei prossimi giorni verrà firmata la determina per liquidare i 13mila euro previsti in bilancio per i contributi ordinari. Farò il possibile per aiutarvi ma dovete sapere che noi non avremmo mai voluto farvi arrivare a questa situazione”.

Renna ha ribadito il suo impegno a contribuire allo sviluppo economico del territorio, solo così, a suo avviso, si possono risolvere i problemi legati alla disoccupazione locale. Ha annunciato che a San Pietro verrà costruita, dopo sue insistenze, una seconda piattaforma Eurospin.

“Se la festa e se tutto quello che si sta facendo voi lo vedete, o qualcuno ve lo inculca, come una spesa inutile, beh allora non avete incontro in aula consiliare-2capito l’indirizzo che vogliamo dare a San Pietro. Io parto da un dato di fatto: al di la del baliatico, che deve essere riconosciuto, del contributo, che deve essere riconosciuto e di tutti gli sforzi che devono essere fatti per aiutarvi, che cosa c’è a San Pietro? Che cosa è stato prodotto a San Pietro in tutti questi anni? C’è una cooperativa? C’è una zona industriale? C’è una ditta in una zona industriale che può assumere qualcuno di voi? C’è un centro servizi? Se devo fare una panoramica devo andare fuori paese. Molti di voi sono venuti a chiedermi la possibilità di lavorare. E io cosa non ho fatto? Io mi sono mosso. A San Pietro Vernotico c’è una grossa realtà lavorativa, Eurospin: ci sono pochissimi dipendenti del posto. Io sono entrato in Eurospin, per cinque anni nessuno era mai andato, mi sono seduto a un tavolo e ho preteso che si continuasse a investire sul territorio e che si assumesse gente del posto. So che è una manovra in qualche modo illegittima ma io sento di doverlo fare, per i miei cittadini. È stata deliberata la costruzione di una nuova piattaforma e io creerò tutte le condizioni affinché questo si possa realizzare, e si deve assumere gente di San Pietro. Mi sto muovendo concretamente affinché la zona industriale, l’unica nella zona povera di aziende, si riempia di officine e aziende di produzione. Solo così, creando le condizioni di lavoro, si può risolvere il problema di molti disoccupati e cambiare direzione. Anche le feste servono, perché portano un altro tipo di economia, l’asta della bandiera è una manifestazione storica, non si può non farla”.

Ognuno ha avuto la possibilità di raccontare le difficoltà che incontra ogni giorno da quando non può più contare sui pochissimi contributi comunali ricevuti fino a dicembre scorso, per tutti c’è stata una risposta. L’incontro si è concluso con la promessa che nel giro di qualche giorno verrà liquidato qualche contributo e con l’impegno di trovare la strada più adatta affinché nessuno debba più umiliarsi a elemosinare i soldi per comprare le scarpe ai propri figli, uniche vittime di questo sistema. I genitori promotori della protesta non hanno intenzione di fermarsi, sono già pronti a tornare in piazza a manifestare nel caso non si dovessero rispettare gli impegni presi.

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