Cronaca San Pietro Vernotico

A S.Pietro si torna indietro di 500 anni: tutto pronto per "l'Asta della Bandiera"

San Pietro Vernotico si prepara a fare un tuffo nel passato di oltre 500 anni quando il paese, abitato da circa 700 anime, dovette difendersi dall'attacco dei turchi venuti dal mare

SAN PIETRO VERNOTICO – San Pietro Vernotico si prepara a fare un tuffo nel passato di oltre 500 anni quando il paese, abitato da circa 700 anime, dovette difendersi dall’attacco dei turchi venuti dal mare. Era il 1480. Domani, domenica 15 maggio dalle 15.30 si svolgerà la tradizionale "Asta della bandiera" accompagnata dal corteo dei rioni che attraverserà le strade principali del paese, dove parteciperanno cento figuranti che racconteranno attraverso abiti e musiche popolari la vita sociale di secoli e secoli fa, suddivisa tra nobili, clero, popolani, assassini e ladri.

Si racconta che il popolo di allora avvistò dall'alto della Torre Quadrata, sita nell’attuale piazza Del Popolo, l'arrivo dei turchi dal mare e si asta della bandiera 2015-2organizzò per la difesa del paese. I turchi furono sconfitti dai sampietrani, lasciando sul campo di battaglia la loro bandiera. Il vessillo fu deposto ai piedi del Santo Patrono (San Pietro Apostolo). Ogni anno dopo la Pasqua si ripete il rito dell’asta della bandiera: il vessillo viene assegnato al migliore offerente attraverso una sorta di asta itinerante seguita da un corteo che parte dal sagrato della Chiesa Madre e termina sul sagrato della chiesa di San Pietro dopo aver attraversato il centro storico. Il ricavato va nella cassa destinata all’organizzazione della festa patronale.

Quest’anno, su iniziativa del consigliere di maggioranza Davide Marangio, per l’organizzazione della manifestazione, sono stati chiamati in causa anche i cittadini. Sono stati “rispolverati” i rioni, istituiti nel 1998 ma rimasti inattivi per oltre 15 anni, con il compito di ripercorrere e rappresentare la vita sampietrana all’epoca dell’invasione dei turchi.

davide marangio1-2“Le rievocazioni storiche rappresentano uno dei migliori modi per fare cultura, pedagogia, per insegnare ai bambini da dove veniamo, le nostre radici – spiega Marangio (foto a sinistra) – questa manifestazione del punto di vista storico è più importante della festa patronale, perché rappresenta meglio l’incrocio delle culture, occidentale e orientale, e può essere al tempo stesso uno snodo importante per dare alle nuove generazioni il senso di quello che può essere la coabitazione, la convivenza, lo stare insieme tra i popoli non attraverso gli assedi e le guerre”.

Quattro mesi di duro lavoro. “Non è stato facile trovare le persone disponibili a mettersi in gioco, ma poi alla fine attraverso riunioni e collaborazione di molti cittadini siamo riusciti a riportare in vita i rioni. Da statuto comunale sono sette, ho cercato di coinvolgere anche le contrade più periferiche ma ha aderito solo contrada Artisti, così ora sono otto”. Precisamente, "Lu fuessu" (il fosso) zona chiesa di San Giovanni Bosco, "Le forche" (parte di aratro o stalle) zona via Mesagne verso il nord del paese, "la Lèzza" (leccio – albero), zona via Mesagne verso il sud del paese, "Crucicchia" (piccola croce, intesa sia come legame con cui si lega il covone di grano, sia come piccolo crocevia), zona via Lecce, "Le sciardine" (i giardini), contrada "Giardino Grande", "Chiazza Rande" (piazza grande), zona Piazza del Popolo, "la Strata te Brindisi" (la strada di Brindisi), zona via Brindisi e “Gli artisti”. In ogni rione è stato istituito un comitato di cittadini che si è occupato di realizzare di sana pianta o ritoccare gli abiti messi a disposizione dall’associazione Pro Loco e l’allestimento delle strade. Ogni rione ha il suo colore identificativo.

“I rioni non servivano solo per le manifestazioni folkloristiche ma erano delle vere e proprie consulte cittadine all’interno delle quali si potevano preparazione abiti-2ascoltare varie problematiche inerenti diversi aspetti della vita, dall’ordine pubblico al decoro urbano ad esempio. Lo scopo è proprio quello di creare un collante sociale attraverso cui la pubblica amministrazione può svolgere la sua funzione che è quella del controllo del territorio”.

Uno spettacolo imperdibile carico di tradizione e storia quello che si terrà lunedì 25 aprile a San Pietro Vernotico. Oltre al corteo dei rioni, come già detto sfileranno cento figuranti, parteciperanno alla manifestazione gli sbandieratori “Rione Lama” di Oria e il “Gruppo musici medievali di Oria Kalenda Maya”,  il corteo sarà guidato dai cavalieri vestiti con gli abiti tipici dell’epoca.

Il percorso prevede: via Lecce (dalla Grotta della Madonna do Lourdes), via Garibaldi, piazza Regina Margherita, via Mesagne, via Alto Adige, via De Gasperi, via Puglia, via Brindisi, via Stazione, piazza Falcone, piazza Del Popolo. Da qui partirà poi l’asta della bandiera. “Per la prima volta il grande corteo storico toccherà un po' tutto il paese e partirà da via Lecce, una strada importante ma spesso messa ai margini, la strada dove ha sede l’ospedale, che ora sta vivendo un momento difficile. La scelta di partire da via Lecce quindi non è affatto casuale, si vuole lanciare un messaggio ben preciso: ricordare, specie alle nuove generazioni, l’importanza di avere un ospedale a San Pietro, che per anni è stato la “bandiera” del paese, l’orgoglio, la ricchezza”. Un momento storico, culturale ma anche divertente quello legato alla manifestazione dell’Asta della bandiera, che, muovendo le pedine giuste potrebbe fare da trampolino di lancio per portare il paese verso nuovi orizzonti culturali.

preparazione rioni-2“Uno degli obiettivi è quello di togliere questa manifestazione dalle spese della cassa comunale per fa si che entri nel circuito delle rievocazioni storiche – conclude Marangio – non esiste in Puglia una rievocazione che abbia a che fare con l’assedio turco, molte si riferiscono all’epoca di Federico II risalenti quindi al 1200. Solo a Otranto si svolge qualche manifestazione che ricorda quell’epoca. Se presentato un progetto valido alla Regione, potrebbe essere una bella occasione per valorizzare il paese dal punto di vista culturale”. Occorre però l’impegno e la volontà di tutti, collaborazione tra amministrazione al completo e cittadini. È questa la prima scommessa.

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