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Sacra corona unita, ricorso in Cassazione dopo le condanne Last minute

Sei imputati con l’accusa di essere affiliati al sodalizio mafioso: il blitz dopo le dichiarazioni di Ercole Penna, primo pentito della frangia mesagnese

BRINDISI – L’accusa imbastita sulle dichiarazioni del pentito della Scu, Ercole Penna, approda in Cassazione: sei imputati brindisini ritenuti l’affiliati al sodalizio di stampo mafioso, hanno presentato ricorso dopo la condanna in Appello scaturita dai fermi Last Minute, eseguiti dagli agenti della Mobile il 28 dicembre 2010.

Benito Leo

Gli imputati in Cassazione

In attesa del terzo e ultimo grado di giudizio sono: Lucio Annis, 48 anni, difeso dall’avvocato Francesco Cascione, condannato alla pena di dieci anni di reclusione; Cosimo Leto, 65 anni, difeso dall’avvocato Gianvito Lillo, condannato a dieci anni e sei mesi; Benito Leo (nella foto in alto), 59 anni, difeso dall’avvocato Livio Di Noi, condannato a otto anni e otto mesi; Antonio Centonze (nella foto in basso), 50 anni, difeso dagli avvocati Giuseppe Guastella e Ladislao Massari, condannato a dieci anni e sei mesi; Angelo Buccarella, difeso dall’avvocato Ladislao Massari, condannato a sei anni; Antonello Raffaele Gravina, 50 anni, difeso dall’avvocato Laura Beltrami, condannato a sette anni.

Antonio CentonzeLa pronuncia spetta alla Quinta sezione penale della Corte di Cassazione: i penalisti hanno impugnato la sentenza della Corte d’Appello di Lecce presieduta da Vincenzo Scardia, pronunciata il 13 gennaio 2016, dopo il verdetto del gup del Tribunale salentino, di fronte al quale si svolse il giudizio con rito abbreviato, strada processuale che garantisce la riduzione di un terzo della pena, in caso di condanna.

I fermi Last minute e il pentito Penna

Furono fermati dagli agenti della Mobile di Brindisi, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Alberto Santacatterina della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, subito dopo le prime dichiarazioni messe a verbale dal mesagnese Ercole Penna, alias Linon u’ biondo.

Penna venne arrestato nel blitz Calypso, l’8 novembre 2010 e a distanza di qualche giorno decise di collaborare con la giustizia e iniziò a rendere dichiarazioni in prima persona, accusandosi di diversi omicidi, partendo da quello di Ezio Pasimeni dal quale era stato assolto.

Ercole PennaNel timore che la notizia del pentimento potesse portare alla fuga dei brindisini dei quali Penna aveva fatto i nomi come affiliati al gruppo, furono disposti 28 fermi eseguiti tre giorni prima della fine del 2010, poi convalidati con l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare. Il collaboratore, da allora, ha ottenuto la patente di credibilità in diversi processi tra Brindisi e Lecce e di conseguenza gli sono state riconosciute le attenuanti speciali previste per chi collabora, sotto forma di riduzione delle pene.


 

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