Salvataggi, quei terribili minuti /Video

BRINDISI – La paura è dietro le spalle, lontana solo due giorni. Arrivano le testimonianze dei soccorritori e dei protagonisti dei salvataggi di domenica mattina sul litorale di Apani battuto da una mareggiata. Non hanno bisogno di commento, raccontano esperienze dirette, da una parte e dall’altra dell’emergenza. Non abbiamo i nomi di tutti i soccorritori, meriterebbero di essere citati, ma l’esito positivo di quei lunghissimi e terribili minuti è dovuto al loro coraggio ed altruismo.

Una sequenza drammatica di uno dei salvataggi

BRINDISI – La paura è dietro le spalle, lontana solo due giorni. Arrivano le testimonianze dei soccorritori e dei protagonisti dei salvataggi di domenica mattina sul litorale di Apani battuto da una mareggiata. Non hanno bisogno di commento, raccontano esperienze dirette, da una parte e dall’altra dell’emergenza. Non abbiamo i nomi di tutti i soccorritori, meriterebbero di essere citati, ma l’esito positivo di quei lunghissimi e terribili minuti è dovuto al loro coraggio ed altruismo.

“Ho letto quasi con orgoglio (solo ora me ne sono reso conto) il vostro articolo circa il racconto del salvataggio “terribile” come da voi giustamente intitolato. Ho letto anche che una signora di Bari voleva ringraziare la persona che le ha salvato la vita (aveva una maglietta grigia, capelli rasati e occhi chiari). Bene, è stata proprio un’avventura terribile nel vero senso della parola. Ma andiamo per gradi. Erano le 14,15 circa di domenica scorsa quando d’un tratto, allertato dalle grida di mio cognato Ivan che si era accorto di quanto stava accadendo in mare, senza perdere nemmeno un secondo, gettavo via il mio borsello e mi tuffavo in mare per aiutare alcuni bagnanti, da me non conosciuti, che, a causa del mare fortemente agitato, rischiavano di morire”.

“Sinceramente ancora non mi rendo conto neanche io di come abbia potuto fare per salvare non una, ma contemporaneamente tre persone di quelle che erano in difficoltà. Cosa ancor più grave è che essendo in difficoltà iniziale almeno altre 4 persone gli altri soccorritori si sono ritrovati anch’essi a rischiare la vita. Fortunatamente a mio cognato è venuta l’idea di organizzare dalla riva una catena umana che potesse raggiungere me e gli altri in bisogno d’aiuto. Comunque tranne una grandissima paura (ancora mi tremano le gambe), fortunatamente possiamo raccontarla. Un’ultima cosa, ma giusto per soddisfare la domanda della signora di Bari da voi intervistata: mi chiamo Antonio Bianco, ho il brevetto di bagnino (ma ero in vacanza) e mi onoro di far parte della Capitaneria di Porto di Brindisi”.

La turista barese, Carmelinda  Dibenedetto, che attraverso un commento sulla nostra pagina Facebook  aveva espresso il desiderio di sapere chi fosse la persona che l’aveva tirata fuori dall’acqua in tempo, ora sa chi è il suo soccorritore. “Il mio ragazzo ha cominciato a gridare e dalla riva si sono lanciati in mare in tanti. Personalmente – ha scritto la signorina Dibenedetto - sono stata tirata fuori da un ragazzo con una maglia grigia addosso, testa rasata e occhi chiari (non lo dimenticherò mai, l'ho cercato ma non sono riuscita a trovarlo....gli devo la vita). I bagnini da soli non credo sarebbero mai riusciti ad aiutarci! volevo ringraziare tutti....è stata un'esperienza orribile!!!”.

Poi ci sono Mino De Santis, tra i soccorritori volontari, e c’è un poliziotto di Mesagne che fa servizio ad Alessandria, Antonio Crisci, che è riuscito a portare a riva con il primo salvataggio quattro persone ma é arrivato sfinito e non si é potuto lanciare nuovamente in mare. E ci sono tutti coloro che hanno dato vita alla catena umana che ha cercato di agevolare gli interventi dei bagnini di Lido Finanze e di Lido Arca di Noè e dei volontari.

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