Cronaca

Salvatori senza paura e per dovere. E semplicemente italiani nel cuore

Qualcuno, per affrancarci da un recente passato ha considerato il comandante del traghetto in fiamme Argilio Giacomazzi un eroe, ma lui, non ha fatto nulla di straordinario, ha fatto soltanto il proprio dovere senza lasciarsi irretire dalla paura

Qualcuno, per affrancarci da un recente passato ha considerato il comandante del traghetto in fiamme Argilio Giacomazzi un eroe, ma lui, non ha fatto nulla di straordinario, ha fatto soltanto il proprio dovere senza lasciarsi irretire dalla paura. Certo, potremmo cominciare l’anno parlando di questo evento, invece vorrei ricordare i tanti uomini, comuni, che non avevano il dovere di salvare altri uomini, ma che a Lampedusa montano sulle loro barche e raccolgono uno ad uno, strappandoli alla morte uomini e donne che cercano la libertà.

Muratori, pescatori, piegati sullo scafo ad afferrare dai pantaloni, dalle maniche, manichini stremati, uomini che rinunciano a parte del loro tempo, per salvare quello di altri, sopravvissuti ed annegati, lungo il confine delle menzogne che taglia in due l’Europa. 

Da un lato, dal basso, l’ascolto che non discrimina amici e nemici, dall’altro, dall’alto, gli inganni che regolano le democrazie malate: funerali di Stato senza bare, reclusioni senza processo di profughi che non hanno commesso reati, le fallimentari gestioni delle cooperative di accoglienza, i minori a dormire tra gli escrementi di cani, i sopravvissuti denudati ed innaffiati di disinfettante, tutte indecenze che a qualcuno, rendono migliaia di euro.

Lo Stato è solo formalmente presente, perché suoi rappresentanti hanno dimenticato - non solo qui -  i loro doveri, laddove sono i richiedenti asilo e non i pubblici ufficiali, a denunciare gli abusi.  Non si tratta di avere gli occhi di un qualunquista, per vedere un Paese saccheggiato, agonizzante, alla mercé della criminalità organizzata dentro e fuori dal Palazzo eppure dotato di risorse straordinarie.  

Quei pescatori, eroi ogni giorno, che ascoltano promesse da anni, esortano l’Europa, attenta a dettare regole di sola finanza, ma sorda, dinanzi alle migrazioni epocali e cieca, davanti alla tragedia di un mondo diviso tra chi ha tutto e chi non ha niente. Tutto ciò che costoro fanno è italiano, sospiri ed idioma sono italiani, l’ispirazione, i gesti sono italiani.

Voglio augurarmi tanta di quest’Italia, di questi uomini, di quelli che fanno qualcosa che non sarebbero tenuti a fare, mentre il “Comandante che comanda”, deve fare sempre ciò per cui è stato assunto.

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