Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Accoltellamento dopo lite in strada, aggressore torna libero: "Ecco come sono andati i fatti"

Manolo De Filippis, il 43enne di San Donaci arrestato dai carabinieri martedì scorso per aver ferito con un coltello il 32enne A.B. del suo stesso paese dopo una lite in strada, nella mattinata di oggi (venerdì 22 gennaio) è stato ascoltato dal gip Giuseppe Licci per l’interrogatorio di convalida. E poi rimesso in libertà

SAN DONACI – “Ho perso il controllo, sicuramente ho esagerato, ma sono una persona per bene e se ho reagito in quel modo è perché anche io sono stato aggredito, ho ricevuto un ceffone, sono stato offeso e la mia auto danneggiata dalla persona che poi ho aggredito”. Manolo De Filippis, il 43enne di San Donaci arrestato dai carabinieri martedì scorso per aver ferito con un coltello il 32enne A.B. del suo stesso paese dopo una lite in strada, nella mattinata di oggi (venerdì 22 gennaio) è stato ascoltato dal gip Giuseppe Licci per l’interrogatorio di convalida. E poi rimesso in libertà, su richiesta del suo legale di fiducia l’avvocato Marina del Foro. Per il giudice non ci sono i presupposti perché venga privato della libertà, si è trattato di un episodio sporadico, non ha precedenti penali.

“Un’intera comunità è addolorata e stupita per quanto accaduto, Manolo De Filippis è un bravo ragazzo, impegnato nel sociale, ha ricevuto attestati di solidarietà da numerose associazioni – spiega l’avvocato – se il coro dei bambini è ancora in piedi dopo 20 anni è grazie a lui, si è sempre prodigato per gli altri, guida un pulmino che trasporta bambini, è votato al sociale. Al gip abbiamo spiegato tutto questo e dimostrato che non è per niente una persona violenta. Non ha precedenti penali, certo in quel momento “si è spenta la lampadina”, non ha ragionato più, ha sbagliato ma perché anche lui è stato vittima di aggressione e danneggiamenti, quello che è accaduto non è uscito dal nulla”.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, le indagini sono state coordinate dal capitano Luca Morrone della compagnia di Brindisi, martedì sera nei pressi della rotatoria di via Appia a Brindisi i due si sono incrociati, entrambi stavano andando nella vicina area dove ha sede il supermercato Dok, il bar Liberty e un caseificio. De Filippis doveva comprare le mozzarelle, A.B. incontrare un amico al bar. Mentre percorrevano il cosiddetto “incrocio della morte”, forse c’è stata una manovra sbagliata, una precedenza non concessa. Si tratta di una rotatoria a più corsie dove è facile confondersi, A.B. (la persona poi accoltellata) per qualche metro avrebbe gesticolato vigorosamente nei confronti di De Filippis. I due poi si son incontrati per caso nel parcheggio di quella mini area commerciale. Secondo quanto raccontato dal 43enne al gip il suo compaesano, che conosceva solo di vista, quando lo ha visto gli è andato incontro mollandogli un ceffone, un amico lo avrebbe anche trattenuto. Poi ha sferrato un calcio contro la sua auto mandando in frantumi i fanalini. È lì che Manolo de Filippis non ha ragionato più. “Si aspettava delle scuse, dei chiarimenti, specie perché non ha ancora capito cosa è successo sulla rotatoria. Non ci sono stati incidenti e le auto nemmeno si sono sfiorate, lui non ricorda di aver commesso manovre sbagliate”.

Il giorno successivo, poi, il 43enne si è recato nel parcheggio del centro sportivo Feelgood di Cellino San Marco per chiarire con il suo aggressore che si stava allenando in palestra. Lì si è scatenato l’inferno, Manolo De Filippis, a suo dire istigato dal comportamento aggressivo del suo avversario, ha preso un bastone e gli ha danneggiato l’auto, “ricambiando” il danno subito. Poi c’è stato l’accoltellamento. A.B. è stato ferito al torace e alle mani e portato in ospedale, ha riportato ferite guaribili in poco più di un mese.

“E’ un ex restauratore appassionato ancora di questo mestiere, la sua auto è piena di attrezzature da lavoro, coltelli e pezzi di legno, ma anche di spartiti e strumenti musicali. Non è andato lì armato o con l’intenzione di uccidere”. Manolo De Filippis nella stessa notte è stato arrestato e oggi rimesso in libertà, dopo l’interrogatorio di convalida. Le accuse da cui dovrà difendersi sono lesioni pluriaggravate e danneggiamento aggravato. 

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