Cronaca

San Pietro, si torna in piazza per "salvare l'ospedale Melli": tutti invitati

Continua la protesta del comitato "Salviamo l'ospedale Melli" di San Pietro Vernotico contro il declassamento del locale nosocomio decisa dall'ultimo piano di riordino ospedaliero approvato dalla giunta regionale il 29 febbraio scorso

SAN PIETRO VERNOTICO – Continua la protesta del comitato “Salviamo l’ospedale Melli” di San Pietro Vernotico contro il declassamento del locale nosocomio decisa dall’ultimo piano di riordino ospedaliero approvato dalla giunta regionale il 29 febbraio scorso: per giovedì 17 marzo è stata indetta una nuova manifestazione dove è invitata tutta la cittadinanza ma anche le amministrazioni dei comuni limitrofi, oltre che quella locale, i sindacati e i gruppi di opposizione. L'appuntamento è alle 18 in piazza del popolo. L’ultimo corteo simile ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini provenienti anche dai paesi vicini. Nel frattempo è stata indetta una raccolta firme, a cui hanno aderito oltre 5mila persone e si sta svolgendo un’opera di volantinaggio a tappeto.

Probabilmente è tardi ormai per smuovere le acque e i giochi sono stati fatti, il Melli di San Pietro come spiegato anche dal direttore generale ospedale Melli san pietro-3dell’Asl di Brindisi Giuseppe Pasqualone in una precedente intervista, non chiuderà ma sarà trasformato in modo tale che possa affiancare il vicino ospedale Perrino e diventare più efficiente rispetto allo stato in cui versa adesso. Ma il Melli di San Pietro ha una lunga storia, è nato su volere di un cittadino che ha lasciato tutti i suoi beni proprio per realizzare un ospedale pediatrico in memoria del figlio deceduto in giovane età. Il Melli di San Pietro era il fiore all’occhiello della sanità Brindisina, aveva tutti i reparti che funzionavano eccellentemente. Per i sampietrani vederne la fine è un colpo al cuore. Per questo ora si sta tentando il tutto e per tutto per evitare che venga penalizzato ancora, per mantenere alta l’attenzione su un centro ospedaliero che avrebbe tutte le carte in regola per tornare a essere l’ospedale di un tempo.

“Il nostro ospedale, già colpito da un drastico piano di riordino con il governatore Fitto, è stato nuovamente e ulteriormente penalizzato – si legge nella nota del comitato che invita i cittadini ad aderire alla manifestazione - la provincia di Brindisi ha perso ben tre ospedali (guarda caso gli esponenti della commissione sanità sono della provincia di Lecce e Bari, dove invece la penalizzazione è stata di molto inferiore). Il nostro ospedale è stato da poco ristrutturato investendo e sprecando soldi pubblici (con tanto di gare d’appalto) ed è dotato di una nuovissima sala operatoria mai entrata in funzione (su questo caso indaga la Corte dei conti). Il nostro ospedale gode di una posizione strategica ottimale per servire il bacino di utenza derivante dai paesi limitrofi (Sandonaci, Cellino S. Marco, Torchiarolo, San Pancrazio, Tuturano, ma anche Squinzano (Le). Tra Brindisi e Lecce scompaiono ben due ospedali con la conseguenza che la richiesta di prestazioni dovrà, gioco forza, riversarsi sull’unico ospedale di primo livello (ospedale Perrino) che attualmente versa già in condizioni di superaffollamento e disorganizzazione (Pronto soccorso al collasso con pazienti in codice verde o bianco in attesa per ore prima di essere trattati)”.

anci1-2Anche l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) si sta organizzando per “risolvere” la questione riordino ospedaliero.  L'assemblea dei sindaci dell'Anci Puglia si è riunita oggi (lunedì 14 marzo) a Bari proprio per discutere sul Piano di riordino ospedaliero. “A seguito di un articolato dibattito sviluppatosi tra i Comuni, rimarcando lo spirito costruttivo teso al dialogo per una effettiva razionalizzazione e miglioramento della sanità pugliese, l'Anci chiede al presidente Michele Emiliano di concordare un percorso condiviso che tenga conto dei seguenti cinque punti fondamentali: organizzazione rete dell’emergenza/urgenza; programmazione e pianificazione dei servizi territoriali; rete ospedaliera; indirizzo degli investimenti per ammodernamento delle strutture; organizzazione medici famiglia rispetto al territorio”.

 "Dall'incontro di oggi è emerso che il piano varato dalla giunta Regionale presenta delle criticità, - ha dichiarato il presidente il presidente Anci Puglia senatore Luigi Perrone -  chiediamo, alla Regione di aprire un dialogo e un confronto su alcuni punti che riteniamo fondamentali per rassicurare  le comunità rispetto alla tutela del diritto alla salute e per migliorare e razionalizzare il nostro sistema sanitario"

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