Benvenuti allo Sporting Club: dove non si può nemmeno più giocare a tennis

Niente più tennis a San Pietro Vernotico. E non perché non ci sono istruttori o associazioni sportive, non perché non ci sono appassionati di questo sport, ma perché non c'è più una struttura idonea per praticarlo

SAN PIETRO VERNOTICO – Niente più tennis a San Pietro Vernotico. E non perché non ci sono istruttori o associazioni sportive, non perché non ci sono appassionati di questo sport, ma perché non c’è più una struttura idonea per praticarlo. Quella che per 30 anni è stata la sede Circolo Tennis di San Pietro Vernotico, che ha permesso a centinaia di sportivi di tutte le età di praticare questa disciplina ora è in totale stato di degrado e abbandono. Si tratta dell’ex Sporting Club Jasmine situato sull’ex statale 16 per Brindisi a pochi chilometri dal centro abitato. Un tempo il fiore all’occhiello del paese.

interno sporting-2

Era una vera e propria cittadella dello sport, immersa nel verde: c’erano due campi da tennis, uno di calcio, uno di basket, uno di minigolf e l’altro di bocce. Uno per praticare pattinaggio. C’era il parco giochi, una palestra, due piscine, i percorsi per fare jogging, c’erano spogliatoi, docce, uffici, ristorante, bar, c’erano spazi per organizzare party. Era il miglior centro sportivo del circondario, tutti gli over 30 (ma forse anche i più giovani) di San Pietro Vernotico e dintorni, almeno una volta nella vita hanno trascorso qualche ora nello Sporting club Jasmine sulla strada per Brindisi.

Oggi ci sono solo strutture in degrado. L’ultimo sport che ha ospitato è il tennis, grazie alla tenacia dei soci del locale Circolo fondato nel lontano 1984 che hanno voluto e combattuto per mantenere viva la struttura, nonostante i continui atti vandalici. Tre anni fa ci fu un grosso furto di cavi di rame e l’impianto elettrico che illuminava i campi (nel frattempo erano diventati tre) costato 28 milioni delle vecchie lire, diventò fuori uso. Da allora niente più tennis a San Pietro Vernotico. Questo è il terzo anno consecutivo tra rabbia e dolore di chi ha consumato una vita nei campi dello Sporting e di chi sogna ancora di tornare a giocare alle porte del paese, nella più bella struttura sportiva della zona.

il campo da tennis dello Sporting-2

E’ per questo che ieri, un gruppo di tennisti ha organizzato un incontro proprio nell’ex Sporting Club con un consigliere Comunale di maggioranza Pietro Solazzo, particolarmente attento alla vicenda Sporting, con lo scopo di fare il punto della situazione e capire se un giorno si potrà tornare a inforcare la racchetta su quei campi. Soprattutto perché non tutti possono recarsi nei paesi vicini. C’era anche un consigliere di opposizione, Michele Lariccia, c’erano i soci del circolo Tennis e alcune mamme con le figlie che vogliono avvicinarsi a questo sport o che già lo praticano.

incontro con solazzo-2

Fare il punto della situazione non è facile, certo è che lo stato in cui versa oggi l’ex Jasmine è il frutto di un’inerzia generale che ha coinvolto tutte le amministrazioni che si sono succedute da 20 anni a questa parte. Ognuno non ha fatto il suo e oggi rimetterlo in sesto non è un gioco da ragazzi. A questa negligenza si è aggiunta negli anni l’azione dei vandali e dei ladri che hanno distrutto uffici e strutture varie e rubato tutto ciò che poteva essere asportato. Anche le lastre di marmo che ricoprivano la facciata dell’immobile.

Solazzo si è presentato con una serie di documenti che attestano la possibilità di poter effettuare qualche intervento. C’è una delibera del 2010 che prevedeva la ristrutturazione del campo di calcio e del percorso per raggiungerlo di 57mila euro, i lavori sono già stati appaltati ma le opere non sono state avviate.

sopralluogo con solazzo-2

“Quei soldi sono accantonati per questo motivo, per una serie di situazioni non sono stati utilizzati ma ci sono. Si può cominciare da lì per cercare di dare un senso a questa struttura. Sono pochi, questo lo sappiamo tutti. Da un sopralluogo insieme al sindaco è emerso che servirebbe almeno un milione di euro per ristrutturare tutto, soldi che naturalmente non abbiamo. Il mio impegno è di spingere affinché si possa dare seguito a quella delibera, in modo da cominciare da qualche parte, non posso promettere altro se non di cercare altre soluzioni per far rinascere lo Sporting”.

Nell’era dell’Unione Europea, una soluzione, come suggerisce Michele Lariccia, potrebbe essere quella di intercettare qualche finanziamento ad hoc, sia tra quelli che propone l’Unione Europea che tra quelli messi a disposizione dal Coni: “A San Pietro non c’è mai stata una figura che si occupa di progettazione e oggi più che mai se ne sente la mancanza. Solo attraverso qualche finanziamento esterno si può ridare vita allo Sporting. Sono a favore dell’idea di dare seguito a quella delibera ma per questa struttura servono troppi soldi, che bisogna cercare altrove”. I tennisti sampietrani ma tutti gli sportivi locali non possono fare altro che incrociare le dita e sperare che questa sia la volta buona. 

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