Cronaca

San Pietro Vernotico, inchiesta allargata alla campagna elettorale

Dopo intercettazioni sul fallimento Fiscalità locale: “Gestita con i piedi, non bisogna essere geni per capirlo”. Contestato dissesto per oltre mezzo milione di euro. Il gip: “Danno ingente al Comune”

SAN PIETRO VERNOTICO – Si allarga sino all’ultima campagna elettorale l’inchiesta della finanza che ha travolto il Comune di San Pietro Vernotico, con gli arresti del sindaco (rieletto) Pasquale Rizzo e del predecessore Maurizio Renna, accusati di bancarotta in relazione al fallimento della società partecipata Fiscalità locale, delegata alla riscossione dei tributi.

Gli sviluppi e la campagna elettorale

pasquale rizzo-4Le intercettazioni, sia ambientali che telefoniche, autorizzate all’indomani delle perquisizioni avvenute la primavera dello scorso anno nell’ambito delle indagini sul fallimento della partecipata, avrebbero portato i militari della Finanza ad approfondire alcuni rapporti che sarebbero stati imbastiti in vista della tornata elettorale del 10 giugno 2018. L’avvocato Rizzo, sospeso dal prefetto dopo essere stato destinatario di ordinanza di custodia cautelare, incassò la fiducia degli elettori ricandidandosi con la civica Insieme per Rizzo. Dopo aver governato dal 2010 sino al 2015 venne eletto primo cittadino con il 38,25 per cento dei consensi, superando il diretto avversario Salvatore Mariano, insegnante, espressione della civica Per San Pietro, che rimase al 29,09 per cento. C’erano altri due candidati alla fascia tricolore, rimasti staccati: Alessandra Cursi, avvocato, con la civica E’ ora uniti con Alessandra Cursi, al 21,98 per cento e Cinzia Carrisi, assistente sociale, per il Movimento CinqueStelle, al 10,66 per cento. (Nella foto Pasquale Rizzo)

Il pericolo di reiterazione dei reati

maurizio renna-5I possibili sviluppi dell’inchiesta, già di per sé corposa, emergono dall’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pubblico ministero Luca Miceli e firmata dal gip Stefania De Angelis. Resta il riserbo necessario per garantire la prosecuzione degli accertamenti da parte del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, nel caso in cui dovessero emergere aspetti di rilievo sul piano penale. Vero è che il gip ha fatto riferimento alla recente campagna elettorale a San Pietro Vernotico, nella parte relativa alle esigenze cautelari, per motivare le ragioni poste alla base degli arresti per Rizzo e per Renna, così come per Luigi Conte, quest’ultimo in qualità di presidente del consiglio di amministrazione della società Fiscalità locale. (Nella foto Maurizio Renna)

“Sussiste il pericolo di reiterazione di medesime condotte criminose”, è scritto nel provvedimento. “Gli indagati hanno dimostrato di essere stabilmente asserviti a interessi personali o comunque privati”, sostiene il gip, sulla base dell’informativa di reato depositata dai finanzieri. “In sostanza  il comportamento di Rizzo, Conte e Renna e quello di Cosimo Delle Donne (indagato nel filone relativo ad alcuni appalti indetti dal Comune, ndr) non è certamente occasionale,  ma al contrario pare assurgere a un vero e proprio sistema di vita, nel quale ciò che appare essenziale non è una ottimale gestione della cosa pubblica, ma la conservazione della poltrona e dei vantaggi che possano derivare dalla vittoria dell’uno e dell’altro schieramento politico”, ha scritto sempre il gip condividendo la lettura data dal pubblico ministero.

Il danno per il Comune

“Occorre, poi, ribadire l’assoluta indifferenza dimostrata dagli indagati e da altri soggetti coinvolti nella vicenda relativa al fallimento della società partecipata, rispetto alle gravissime conseguenze delle condotte illecite e dell’ingente danno arrecato alla società e al Comune di San Pietro Vernotico mediante una gestione sconsiderata e clientelare nel settore della riscossione dei tributi”. Tale situazione, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata “resa possibile da tutte le amministrazione comunali e da tutte le compagini societarie succedutesi dalla creazione alla liquidazione di Fiscalità locale”. Danno all’Ente anche “mediante l’illecito affidamento di appalti effettuato all’esito di gare sostanzialmente fittizie”, ha scritto ancora il gip. “Non è dubbio che gli indagati possano continuare a delinquere”.

Il rischio di inquinamento delle prove

Guardia di finanza al municipio di San Pietro Vernotico-2Per il gip c’è anche il pericolo di inquinamento delle prove nella misura in cui dalle intercettazioni sarebbe emerso che qualcuno degli indagati avrebbe posto in essere azioni tali da “ostacolare l’attività di indagine”. Il riferimento è al tentativo di “venire in possesso di tutta la documentazione relativa alla società per elaborare, nella migliore delle ipotesi una comune strategia difensiva e di cancellare le tracce dei documenti presenti sull’hard disk del computer”, si legge ancora nell’ordinanza di custodia cautelare.

Le intercettazioni

Tra le intercettazioni riportate nel provvedimento, c’è quella ascoltata il 16 marzo dello scorso anno, attorno alle 10,15, sull’utenza di una persona che non risulta indagata in questo troncone, ma che è avvenuta a distanza di poco dalle “attività di perquisizioni nei confronti degli attuali indagati”. Parlando con il fratello disse: “Sicuramente hanno fatto schifo, sì e siamo d’accordo, perché è chiaro che ci sono schifezze. Non bisogna essere dei geni per capirlo. Ripeto, è chiaro che è stata gestita con i piedi”. La conversazione è riportata nella parte delle indagini tecniche, a titolo di indizio, così come in ambientale intercettata nell’auto in uso a Luigi Conte, la mattina del 28 maggio 2018, attorno alle 9: “Spero che esce Pasquale, con tutta la situazione che c’è, mi auguro con tutto il cuore”, disse all’interlocutore che non è indagato. “Ma lui può continuare a fare il sindaco, non diventa comunque come sindaco responsabile di tutta la situazione di Fiscalità locale? La prende in mano lui?”.

I documenti acquisiti: i bilanci e il dissesto contestato

Gianvito LilloLe conversazioni si aggiungono ai documenti acquisiti dai finanzieri, a partire dai bilanci della partecipata sino al 2015: “Dalla lettura risultano evidenti specifiche anomalie, espressione di una situazione di crisi”, ha scritto il gip. “La totale perdita del capitale sociale, a decorrere dal 2013 ha determinato la distruzione di altre utilità che la società poteva disporre con continua accumularsi di valori patrimoniali negativi e conseguente pregiudizio dei creditori. L’aggravamento del dissesto è stato quantificato in 535.383, tenuto conto del patrimonio esistenze nel 2009, più 60.576 euro e di quello emerso nel 2015 meno 474.806”.

“Emerge, infine, come i rappresentanti delle amministrazioni comunali cercassero di scaricare le rispettive responsabilità dei confronti dei propri avversari politici”.

La difesa

Massimo Manfreda-2Gli indagati avranno modo di chiarire la propria posizione in occasione dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip, fissato per venerdì prossimo. Rizzo sarà assistito dall’avvocato Gianvito Lillo.

Il sindaco venne già interrogato in fase di indagini e in quella occasione ebbe modo di ripercorrere le tappe della vicenda Fiscalità locale coincidenti con la sua Amministrazione.  Per Renna e Delle Donne sarà presente dall’avvocato Massimo Manfreda e per  Conte l’avvocato Oreste Marzo. A seguire saranno sentiti gli indagati rimasti a piede libero. (Nella foto in alto l'avvocato Gianvito Lillo, accanto l'avvocato Massimo Manfreda)

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