Accuse su Facebook a sindaco e legale del Comune: cinque condanne

Sette a processo per diffamazione: due assolti. Parti lese: Pasquale Rizzo (all'epoca dei fatti sindaco) e Guido Massari

SAN PIETRO VERNOTOCO – Si è concluso con cinque condanne per diffamazione e due assoluzioni il processo nei confronti di sette persone che nel 2014 pubblicarono commenti ritenuti offensivi sul social network Facebook nei confronti dell’avvocato Pasquale Rizzo (all’epoca dei fatti sindaco del Comune) e del capo dell’ufficio legale Guido Massari.

Sono stati condannati al pagamento di 750 euro di multa, Giuseppe Monteduro 38 anni, Marco Caretto 33 anni, Andrea Gargano 48 anni, Matteo Missere 32 anni e Francesco Ragusa 44 anni. Dovranno anche versare un risarcimento del danno di complessivi 10mila euro nei confronti della parte civile Guido Massari.

Assolti “per non aver commesso il fatto”, invece, Daniele Guglielmo (difesi dagli avvocati Domenico Attanasi e Mauro Calisi) e “perché il fatto non costituisce reato” Daniele Ancora (assistito dall'avvocato Orazio Vesco), all’epoca dei fatti consigliere comunale. Gli imputati rispondevano di diffamazione in concorso fra loro, per aver offeso l’onore, il decoro e la reputazione delle parti lese.

La condotta contestata nel capo di imputazione si riferiva ad “alcuni commenti scritti e postati sulla bacheca pubblica di Facebook, facendo riferimento in generale alla gestione della struttura amministrativa del Comune di San Pietro Vernotico, di cui Rizzo è sindaco e in particolare alla conduzione dell’ufficio legale, di cui Massari è responsabile”. Post pubblicati il 2 e il 14 ottobre 2014.

I post diffamatori

Gli imputati “davano vita a un dialogo nel corso del quale Massari era accusato di un costante assenteismo, di una gestione delle cause per il risarcimento dei danni intentate nei confronti del Comune, inquinata da un enorme conflitto di interessi perché finalizzata a un’autoliquidazione dei compensi alle sulle cause non vinte, ipotizzando anche la percezione da parte di Massari di indennità discutibili”.

Inoltre, “Massari veniva accusato nei post di opporsi sistematicamente a transigere le controversie con i cittadini perché altrimenti ci sono meno parcelle per il legale, ma con l’effetto perverso di generare una triplicazione dei costi come capolavori dell’Amministrazione”.

"Io, sindaco, e il Comune accusati su Facebook di indennità non dovute"

Il tutto “in un generale contesto diffamatorio, di dileggio e di minaccia condivido da  tutti i partecipanti alla chat, avente come destinatario non solo Massari, al cui indirizzo erano rivolte anche accuse di negligenza e ignoranza in materia, ma anche Rizzo, nella sua qualità di sindaco incapace di organizzare la struttura dell’Ente da lui diretto, di porre freno all’aumento delle spese ingiustificate”. Nei post si diceva che “questa Amministrazione è un fallimento totale con un aumento di tasse smisurate per San Pietro Vernotico, arrivando persino ad auspicare ‘cu vu licenzianu, anzi no, speriamo na bomba era buenu lu signore, nu kamikaze. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Banditi nel McDonald's del Brin Park affollato di bambini

  • Incendio in un condominio, in salvo persone bloccate

  • Lite fra vicini sfocia nel sangue: uomo preso a sprangate in testa

  • Lite poi gli spari davanti al mercato della "Corazzata", al Paradiso

  • Oltre 40 grammi di cocaina nascosti in cucina: arrestato un operaio

  • Brindisi "Il porto più bello del mondo". Con i nuovi accosti e un parco urbano

Torna su
BrindisiReport è in caricamento