Cronaca San Pietro Vernotico

Rubata collanina d'oro dalla tomba di un giovane, per prenderla il ladro si ferisce

Una collanina d’oro appartenente a un giovane strappato alla vita sette anni fa è il vergognoso bottino di un furto compiuto nel cimitero di San Pietro Vernotico tra ieri e oggi. Per prenderla lo scellerato che si è reso autore di questo gesto così vile, che di certo non ha portato grossi benefici al suo portafoglio, si è anche tagliato a una mano

SAN PIETRO VERNOTICO – Una collanina d’oro appartenente a un giovane strappato alla vita sette anni fa è il vergognoso bottino di un furto compiuto nel cimitero di San Pietro Vernotico tra ieri e oggi. Per prenderla lo scellerato che si è reso autore di questo gesto così vile, che di certo non ha portato grossi benefici al suo portafoglio, si è anche tagliato a una mano. La collanina, uno dei pochi ricordi materiali che i famigliari conservano IMG-20151028-WA0026-2ancora del loro congiunto, infatti, era custodita in una teca di vetro, sigillata con viti dove oltre al monile d’oro c’erano altri effetti personali del giovane che raccontano la sua vita e le sue passioni. Lo scrigno è appoggiato sull’altarino che ospita altri oggetti della memoria, fotografie, piante e fiori. La tomba, piena zeppa di ricordi che i famigliari custodiscono gelosamente, si trova nei pressi di uno degli ingressi secondari del cimitero che si affaccia sulla provinciale per Torchiarolo, in uno dei viali più frequentati. La cappella non è chiusa ma è ben visibile. Non è il primo furto che la famiglia subisce, in passato sono stati sottratti diversi oggetti oltre che fiori. Per questo è stato deciso di rinchiudere gli effetti personali, quelli più importanti che raccontano e ricordano la storia del giovane (tra qualche giorno ricorre l’anniversario della sua scomparsa), in un contenitore di vetro e di sigillarlo con viti.

IMG-20151028-WA0028-2Un furto, quello della collanina, che ha richiesto tempo per metterlo in atto e anche rischi visto che il responsabile (o la responsabile) si è anche tagliato a una mano, sulla tovaglietta è stata trovata una macchia di sangue. La scoperta è stata fatta questa mattina dalla madre del giovane: ha trovato la tomba a soqquadro, gli oggettini spostati, la teca aperta, le viti sull’altare. Una scena che al dolore costante per la perdita di un figlio, ha aggiunto rabbia e delusione. Certamente i controlli nel camposanto dovrebbero essere intensificati ma violare l’intimità del dolore, profanare tombe, impossessarsi degli unici ricordi rimasti di una persona che non c’è più e privare i famigliari dell’effimera consolazione che porta la deposizione di un oggetto sulla tomba di un congiunto, è uno dei gesti più vergognosi di cui si può macchiare l’essere umano. Del fatto è stato informato il custode ed è stata sporta denuncia contro ignoti presso la locale caserma dei carabinieri. 

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