Cronaca

Sit-in contro accorpamento scuole "Lasciati soli da chi dovrebbe tutelarci"

Lo avevano annunciato e lo hanno fatto. Decisi ad andare fino in fondo i genitori dei piccoli alunni della scuola elementare Rodari di San Pietro Vernotico

SAN PIETRO VERNOTICO – Lo avevano annunciato e lo hanno fatto. Decisi ad andare fino in fondo i genitori dei piccoli alunni della scuola elementare Rodari di San Pietro Vernotico che si oppongono all’accorpamento della stessa all’istituto comprensivo Valesium di Torchiarolo, per effetto del piano di dimensionamento della rete scolastica regionale attuata in esecuzione dell’articolo 19 comma 4 della legge 111/2011.

Dalle 8.10 alle 13 di oggi, lunedì 21 marzo, un gruppo di mamme, papà e nonni è stato in presidio fisso davanti ai cancelli della scuola, foto di gruppo protesta rodari-2con manifesti, cartelloni e megafono attraverso cui ha urlato il proprio dissenso nei confronti di una disposizione che pregiudicherebbe il futuro scolastico dei loro figli. Una decisione assunta senza il loro coinvolgimento e che sta portando l’amministrazione ad alzare un muro davanti a una protesta che a questo punto dovrebbe essere presa in considerazione. L’aspetto più deludente della vicenda, infatti, è che i cittadini in protesta sono stati lasciati soli e nessun amministratore avrebbe preso a cuore la questione cercando di trovare una soluzione. Anche per questo è stato organizzato il sit-in viale Degli Studi, sede della maggior parte degli istituti scolastici, anche della scuola elementare Rodari. Per fare rumore, attirare l’attenzione di chi potrebbe ancora muovere le pedine giuste.

“I genitori lamentano che le implicazioni del “piano di riordino scolastico” non sono state prese in modo sufficientemente trasparente e coinvolto dalla Pubblica amministrazione. Ci si riferisce in particolare alle procedure complesse previste dalla legge 241/1990 (c.d. Legge sulla trasparenza degli atti amministrativi) che prevede degli appositi tavoli tecnici e “Conferenze di servizi” in cui la pubblica amministrazione deve coinvolgere in modo attivo tutte le parte sociali, prima di prendere una decisione. Nel caso di specie  non possono non essere considerate anche le rappresentanza genitoriali, ed in particolare quelle della scuola Rodari che è quella soggetta al “ridimensionamento”, si legge in un comunicato diffuso a margine della manifestazione.

scuola decroly rodari san pietro-2L’istituto comprensivo Valesium di Torchiarolo ha meno di 600 alunni iscritti, si tratta del numero minimo per mantenere la presidenza, la decisione è stata quella di “prendere” i restanti studenti. Nell’anno scolastico 2012/2013, la stessa sorte è toccata alla scuola materna Decroly, con sede nello stesso edificio della Rodari, edificio frequentato da quasi tutti gli studenti che abitano nella fascia sud del paese. La stessa scuola, come ricorda un’ex insegnante, oggi in protesta in veste di nonna, Rita Sabella, è nata proprio per esigenze del territorio “Quando cominciarono a nascere case, complessi di palazzine e villette si decise di fornire la zona a sud del paese con la scuola materna ed elementare”.

Come già spiegato in un precedente articolo, per la programmazione dell’offerta formativa per l’anno 2016/2017, Comuni e Province sono stati invitati dalla Regione Puglia a presentare le proposte di dimensionamento e distribuzione territoriale della rete scolastica e della programmazione dell’offerta formativa. Le istanze dovevano essere inviate entro fine novembre.

Con delibera 185 del 20 novembre 2015, la giunta comunale di San Pietro ha chiesto la riaggregazione del plesso di scuola dell’infanzia Decroly all’Istituto comprensivo statale “Ruggero de Simone”. Quest’anno mentre però San Pietro ha chiesto la "restituzione" della scuola dell’infanzia Decroly, il comune di Torchiarolo con una delibera simile ha chiesto, invece, l’accorpamento con la scuola elementare Rodari.

Alla manifestazione di oggi ha preso parte l’ex sindaco di San Pietro Vernotico Pasquale Rizzo, ora consigliere di minoranza e alcuni attivisti del M5s che hanno affiancato e sostenuto i genitori nella protesta.

La domanda che più di qualcuno si pone è: ma ad oggi, a iscrizioni chiuse, delibera emessa, si può ancora fare qualcosa? “Certo che si può fare qualcosa”, spiega Rizzo che lo scorso anno si trovò nella stessa situazione e si recò personalmente in Regione per bloccare l’accorpamento, riuscendo a ottenere una sospensione della durata di un anno “L’amministrazione dovrebbe prendere una posizione e chiedere alla Regione di rivedere il piano di dimensionamento portando motivi validi per cui l’accorpamento dovrebbe essere annullato e soluzioni alternative. La Regione potrebbe fare una deroga per Torchiarolo, dato che la situazione in fatto di iscrizioni negli anni è andata sempre peggiorando, e per quel paese abbassare la soglia del numero minimo di iscrizioni. Magari da 600 a 500, le soluzioni se ci si siede a tavolino ci sono o si trovano”.

Ma cosa cambierebbe concretamente agli studenti della Rodari se la scuola passa sotto la dirigenza di Torchiarolo? A spiegarlo alcune insegnanti “Basta guardare il Piano dell’offerta Formativa, ogni scuola lo redige in base al territorio in cui si trova perché ci sono delle attività e momenti di formazione didattica legati proprio al territorio e alle sue tradizioni, è uno scambio continuo”.

Il Piano per l’Offerta Formativa (Pof) è un documento che illustra le linee distintive dell’istituto, l’ispirazione culturale-pedagogica, le scelte didattiche, metodologiche, organizzative operate dalle scuole in coerenza con gli obiettivi specifici di apprendimento indicati dal Sistema Nazionale di Istruzione e sulla base di quanto consentito dall’ autonomia delle singole scuole. Varia, quindi, da istituto a istituto. “Non è vero quando si afferma che per gli studenti e i genitori non cambierà nulla, avremo studenti sampietrani che si ritroveranno, per effetto del Pof dell’istituto Valesium, a studiare il territorio di Torchiarolo e magari a non conoscere quello dove vivono e cioè San Pietro – spiegano alcune insegnanti – c’è anche l’aspetto legato alla settimana corta che a Torchiarolo al momento non si fa, i genitori ormai da due anni organizzati con il sabato festivo potrebbero avere problemi. C’è anche da tenere presente che ci sono famiglie di bambini che frequentano la Rodari che non hanno l’auto, come potrebbero arrivare a Torchiarolo anche solo per ritirare un certificato? Oppure per partecipare a qualche attività legata al territorio? La scelta che faranno gli insegnanti non può al momento essere resa nota semplicemente perché non c’è ancora nulla di ufficiale e la preside non ha ancora convocato nessuno per annunciare i cambiamenti. Resta il fatto che ogni insegnante sceglierà in base alle proprie esigenze sia lavorative che personali. Questo non deve essere messo in discussione. Non deve passare un messaggio sbagliato, l’accorpamento scolastico influenzerà inevitabilmente la continuità didattica, è già accaduto per la Decroly. I genitori che stanno protestando sanno già a cosa andranno incontro perché lo hanno vissuto con il precedente accorpamento. Le loro preoccupazioni sono fondate”.

La nota dei genitori spiega ancora: “Buona parte dei genitori non lamenta l'applicazione di un piano di riordino in quanto tale ma piuttosto le procedure di sua applicazione. Non è dunque una protesta gratuitamente campanilistica tesa a tutelare le prerogative di San Pietro Vernotico rispetto a quelle di Torchiarolo. Si potrebbe far partire il piano di riordino con le sole prime classi (dal settembre prossimo), in modo da non creare nocumento ai bambini che allo stato frequentano le classi seconda, terza e quarta. Ciò perché, persuasi della bontà dei professori di Torchiarolo quanto quelli di San Pietro, i genitori temono esclusivamente  il cambio dei professori che attualmente curano i bambini nel corso degli anni, dalla seconda alla quinta, necessari per il conseguimento della licenza elementare. Se da una parte è vero che i professori teoricamente potrebbero “seguire” i bambini nella nuova scuola che amministrativamente dipenderebbe da Torchiarolo, è vero pure che così facendo si metterebbero nella scomoda posizione di cambiare la loro posizione nelle graduatorie scolastiche, evidentemente diverse fra una scuola. I genitori si dolgono di essere stati resi edotti “a giochi fatti” del ridimensionamento/trasferimento dei bambini da un presidio scolastico ad un altro. Continuano, inoltre, a domandarsi, questa volta con una punta di sarcasmo, se mai tutto ciò sarebbe potuto accadere in una scuola di serie “A”, quella  Ruggero de Simone”. 

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