“Festa musulmana del Sacrificio”: intervengono i carabinieri, 12 denunce

Sono accusati di macellazione clandestina di animali e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti e dai locali appositamente deputati

SAN VITO DEI NORMANNI – Dodici persone sono state denunciate dai carabinieri per macellazione clandestina di animali e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti e dai locali appositamente deputati: sono stati sorpresi mentre stavano macellando clandestinamente cinque agnelli, in occasione della “Festa musulmana del Sacrificio” (Id al-adha) che quest’anno ricorre dall’11 al 15 agosto. Si tratta dei giorni dedicati alla tradizionale celebrazione del calendario islamico. La festa prevede la preghiera comunitaria, ma anche la macellazione dell’agnello in ricordo del gesto biblico compiuto da Abramo.

Quando sono intervenuti i carabinieri c’erano anche quattro pecore ancora vive in procinto di essere macellate. I denunciati sono i proprietari della masseria, sito in contrada Carroni a San Vito dei Normanni, e dieci marocchini tutti residenti in vari comuni del Brindisino.

I militari hanno sorpreso gli indagati nelle aree e terreni adiacenti alla masseria mentre macellavano clandestinamente 5 agnelli, senza osservare le previste procedure di tutela e stordimento nei confronti degli animali né quelle igieniche per il trattamento delle carni. Nell’ambito dell’attività, effettuata anche con personale del Servizio veterinario dell’Asl di  Brindisi, sono state sequestrate 4 pecore ancora vive in procinto di essere macellate, nonché  un pugnale di 25 cm, altra attrezzatura e un gonfiatore elettrico, utilizzati rispettivamente nelle attività di uccisione e scuoiamento degli ovini. Le carni degli animali macellati sono state sequestrate e saranno distrutte nell’inceneritore. Dagli accertamenti è emerso che i cittadini stranieri di origine marocchina sono tutti regolari sul territorio nazionale.

Per quanto riguarda il reato di macellazione clandestina di animali, di preparazione e produzione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti o dai locali a tale finalità riconosciuti, la norma  è contemplata dal decreto legislativo 193 del 2007, ed è punita con l’arresto da sei mesi ad un anno o con l’ammenda fino a 150mila euro in relazione alla gravità dell’attività posta in essere.

La tradizione religiosa mussulmana vuole che nel giorno della “festa del sacrificio” i mussulmani sacrificano un animale che può essere un ovino, caprino, bovino o camelide che viene ucciso mediante sgozzamento con la recisione della giugulare che permetta al sangue di defluire.

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