Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca San Vito dei Normanni

Il parco eolico tra gli ulivi: Riesame respinge ricorso Enel, restano i sigilli

Nulla da fare per Enel Green Power. Il Tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Enel (tra cui l'avvocato Tommaso Marrazza) per ottenere il dissequestro del parco eolico in fase di realizzazione a San Vito dei Normanni, tra gli ulivi.

BRINDISI - Nulla da fare per Enel Green Power. Il Tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Enel (tra cui l’avvocato Tommaso Marrazza) per ottenere il dissequestro del parco eolico in fase di realizzazione a San Vito dei Normanni, tra gli ulivi monumentali. Restano i sigilli all’area che ricomprende sei future torri le cui basi erano già state realizzate. Sono cinque in tutto le persone iscritte nel registro degli indagati dal pm Milto Stefano De Nozza e destinatarie il 5 dicembre scorso di un provvedimento del gip Maurizio Saso eseguito dalla guardia di finanza della compagnia di Ostuni.

Si tratta di Salvatore Sciuto, responsabile dell’unità progetti e impianti geotermici ed eolici di Enel Spa; Wilhel Ingmar, responsabile dell’area Sviluppo Italia di Enel Green Power Spa; Domenico Pecere, di Ostuni, 41 anni, che ha redatto la perizia agronomica per conto di Enel Green Power, allegata all’istanza di rilascio dell’autorizzazione unica; Vincenzo Paolo Cavallo, ingegnere, di Ostuni, 54 anni, direttore dei lavori, redattore dello studio di impatto ambientale, nonché colui che ha sottoscritto la dichiarazione di assenza dei vincoli dell’area; Francesco Giudice, di San Vito dei Normanni, capo dell’Ufficio tecnico del Comune di San Vito dei Normanni.

Tutti rispondono di lottizzazione abusiva per la realizzazione di un parco eolico composto da 6 aerogeneratori alti 80 metri, dotati di 3 pale, ognuno dei quali con potenza di 3 megawatt per una potenza complessiva di 18 megawatt.

L’impianto sarebbe stato eseguito in difformità rispetto all’autorizzazione unica regionale, sarebbero state rilevate divergenze anche tra le coordinate geografiche per cui vi era stato l’ok e quelle invece relative alla reale ubicazione del parco. Il progetto sarebbe stato ritenuto da non sottoporre a Via, anche sulla base della valutazione dei rischi da rottura accidentale sulla base delle dimensioni dichiarate delle pale. Per altro vi sarebbero stati una relazione “non veritiera” dell’Utc di San Vito riguardo il “lieve” impatto paesaggistico, oltre che pareri illegittimi di conformità.

L’agronomo avrebbe inoltre dichiarato che sui terreni non v’erano colture agrarie assoggettate a vigilanza e tutela, mentre invece c’erano gli ulivi. Mancherebbe, infine, la valutazione di natura geomorfologica. Tutto ciò accertato, anche fotograficamente, sulla base di consulenze tecniche disposte dalla procura di Brindisi.

A rappresentare alla magistratura l’incompatibilità presunta delle opere autorizzate e in fase di esecuzione da parte di Enel Green Power (avviate in ritardo e con autorizzazione scaduta secondo l’accusa) era stato il Comitato contro il parco eolico industriale di San Vito dei Normanni che aveva presentato un esposto corredato anche di fotografie.  Scavando tra le carte, è emersa poi una “difformità” tra la realtà dei fatti e quanto invece contenuto nel progetto. Oltre che una sorta di estraneità al contesto ambientale e rurale dei luoghi dell’insediamento condiviso anche dalla Soprintendenza. Una “trasformazione” del territorio non solo incompatibile, emerge dalle indagini, rispetto alla vocazione del territorio in quelle aree, ma in grado di stravolgerne l’assetto. I lavori sarebbero poi iniziati in ritardo, non prima della fine del 2013, nonostante le autorizzazioni fossero ormai “scadute”.

Il cantiere, il cui iter autorizzativo era stato avviato nel 2012, è quindi ancora sotto chiave. Si trova tra masseria Iacucci, masseria Paretone Vecchia, all’interno di un paesaggio agrario denominato “Campagna brindisina”, ritenuta zona di protezione faunistico ambientale. Circondata, tra l’altro, da fabbricati agricoli e da antiche masserie. Oltre che, come documentato dalle foto, da una distesa di alberi di ulivo.

La nota di Enel. 

"Enel Green Power prende atto della decisione e si riserva di valutare le motivazioni della stessa ribadendo la propria fiducia in tutte le istituzioni e la propria convinzione di aver operato con correttezza". 

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