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San Vito, sequestrata area di 15mila metri quadri

SAN VITO DEI NORMANNI - Durante un controllo effettuato presso un oleificio ubicato a S. Vito dei Normanni, gli Agenti del Comando Stazione di Brindisi del Corpo Forestale dello Stato hanno sottoposto a sequestro giudiziario tre terreni per un totale di mq 15.000 sui quali venivano illecitamente smaltite le acque di vegetazione provenienti dalla lavorazione delle olive.

SAN VITO DEI NORMANNI - Durante un controllo effettuato presso un oleificio ubicato a S. Vito dei Normanni, gli Agenti del Comando Stazione di Brindisi del Corpo Forestale dello Stato hanno sottoposto a sequestro giudiziario tre terreni per un totale di mq 15.000 sui quali venivano illecitamente smaltite le acque di vegetazione provenienti dalla lavorazione delle olive.

Dalla visione dei documenti attestanti il trasporto delle stesse acque prodotte dall'opificio, non era possibile risalire all'esatta ubicazione dei siti di spandimento in quanto, contrariamente a quanto previsto dalla normativa di settore, i documenti non riportavano la destinazione finale delle stesse acque. Tale condotta non permetteva quindi la loro tracciabilità e consentiva, quindi, di eludere gli eventuali controlli effettuati presso l'impianto. Le acque di vegetazione, infatti, possono essere smaltite mediante loro spandimento su terreni che devono essere preventivamente comunicate dai produttori ai sindaci competenti per territorio. Al fine di verificare se vi fossero stati degli spandimenti, è stato compiuto un sopralluogo in alcuni terreni limitrofi, constatando che all'interno di un vigneto le acque di vegetazione, in precedenza scaricate, venissero convogliate in una cavità naturale posta al centro di un avvallamento e successivamente percolate nel sottosuolo. Gli altri terreni posti sotto sequestro sui quali vi era stato lo spandimento delle medesime acque, non erano stati oggetto della preventiva comunicazione al sindaco competente per territorio. Il titolare del frantoio oleario e i proprietari dei terreni sono stati deferiti alla Procura della Repubblica.

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