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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

"Sancesario inattendibile", scarcerato Maggio

BRINDISI - E’ tornato in libertà su decisione del Tribunale del Riesame di Lecce Roberto Maggio, 37 anni, una delle cinque persone arrestate per droga il 29 ottobre scorso. Non sarebbero state ben riscontrate e quindi risulterebbero non attendibilile dichiarazioni dell’accusatore, Gianluca Sancesario.

BRINDISI - E' tornato in libertà su decisione del Tribunale del Riesame di Lecce Roberto Maggio, 37 anni, una delle cinque persone arrestate per droga il 29 ottobre scorso su ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri. Secondo quanto dichiarato dall'indagato in sede di interrogatorio di garanzia e poi rilevato dalla difesa, sostenuta dall'avvocato Ladislao Massari, dinanzi al Riesame, non sarebbero state ben riscontrate e quindi risulterebbero non attendibili, nel caso di Maggio, le dichiarazioni dell'accusatore, Gianluca Sancesario, di cui il pm Iolanda Daniela Chimienti ha chiesto l'ascolto, nel corso di un incidente probatorio, ritenendo che vi sia il rischio concreto di una ritrattazione.

Sancesario sarebbe infatti stato minacciato. Maggio aveva ottenuto i domiciliari subito dopo l'interrogatorio di garanzia dal gip. E' tornato ora in libertà. Era finito in carcere insieme a Vincenzo D'Ignazio 35 anni, Francesco D'Urso 33 anni, Giuseppe Di Bello, 34 anni, e Cosimo Santoro, 53 anni. Secondo l'accusa il gruppo discuteva di droga anche davanti ai propri figli ancora bambini. Secondo quanto fu accertato la droga veniva ceduta a gente di tutte le fasce sociali e di tutte le età, anche a chi poi la rivendeva. Ai cosiddetti "assuntori-spacciatori", categoria "emergente", probabilmente condizionata dalla crisi. Ché per permetterti il vizietto, finisci per dover spacciare.

Secondo l'accusa i 5 arrestati e i 22 indagati avrebbero continuato a lungo e forse l'avrebbero anche fatta franca se il 25 ottobre del 2010 presso la caserma dei carabinieri non si fosse presentato un soggetto. Gianluca Sancesario, che faceva parte del gruppo delinquenziale ma che per paura di ritorsioni, per alcune vicende, chiese protezione. L'uomo raccontò tutto: che Salvatore Mazzarella forniva la droga che lui rivendeva ad abituali acquirenti. I carabinieri misero sotto intercettazione i componenti di questa specie di associazione dedita allo spaccio, scoprendo che laddove si vedevano comitive di famiglie a cena, in gita o a bere un aperitivo al bar, c'era un grosso giro di cocaina. Le indagini si sono chiuse nel 2011.

 

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