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Piazza Tiepolo, rione Sant'Elia a Brindisi

Piazza Tiepolo, rione Sant'Elia a Brindisi

Sant'Elia, sparatoria in un condominio: processo per padre e figli

Rinviati al giudizio del Tribunale Ivano Cannalire, Tiziano Cannalire il genitore Maurizio Cannalire: il fatto avvenuto nella palazzina di piazza Tiepolo, rione Sant'Elia, il 7 marzo 2015. Giallo sul movente, pistole mai trovate

BRINDISI – Padre e figli sotto processo per una sparatoria avvenuta in un condominio del rione Sant’Elia a Brindisi: i fratelli Ivano e Tiziano Cannalire e il genitore Maurizio, sono stati rinviati al giudizio del Tribunale con l’accusa di porto di armi da fuoco.

CANNALIRE-Ivano-2Tiziano CannalireL’udienza preliminare di fronte al gup si è svolta questa mattina. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Luca Leoci, Daniela d’Amuri e Ladislao Massari. La contestazione si riferisce a quanto avvenuto la sera del 7 marzo 2015 nella palazzina di piazza Tiepolo dove risiede parte della famiglia Cannalire: secondo la ricostruzione della Procura, Ivano Cannalire, 33 anni, avrebbe raggiunto il fratello Tiziano, 26, e il padre Maurizio, 56, nella palazzina del rione Sant’Elia per un chiarimento che sarebbe sfociato nell’esplosione di colpi di pistola a cui i due avrebbero risposto. (nelle foto accanto i due fratelli e in basso il padre).

Il primo a impugnare l’arma, stando all’ipotesi accusatoria, sarebbe stato il 33enne. Il fratello e il genitore avrebbero risposto al fuoco lungo le scale della palazzina e nell’androne. Nessuno si è ferito in quella circostanza, i cui contorni non sono stati precisati nel capo di imputazione: resta oscuro il movente, né sono state trovate le armi. Quando gli agenti della Mobile arrivarono, non fu possibile neppure raccogliere testimonianze precise, se non le dichiarazioni di chi riferì di aver sentito colpi di pistola.

CANNALIRE Maurizio, classe 1960I poliziotti accertarono che Ivano Cannalire aveva lasciato la sua abitazione senza autorizzazione essendo in quel periodo in regime di arresti domiciliari per scontare la pena conseguente a una sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Lecce il 27 giugno 2014. E per questo nei suoi confronti è stata mossa questa seconda contestazione. Analoga accusa è stata mossa a carico di Maurizio Cannalire, anche lui in regime di arresti domiciliari per il provvedimento del Tribunale di Brindisi del 13 ottobre 2014.

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