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Santa Teresa: i sindacati bocciano il piano industriale proposto dalla Provincia

Intanto da Roma si aprono spiragli: "In dirittura d'arrivo il finanziamento da 650 milioni per le Province". Il Cobas: "L'importante ora è ripartire"

BRINDISI – Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro sulle sorti della società Santa Teresa svoltosi stamani in prefettura, in presenza di tutte le parti coinvolte nella vertenza. La Provincia ha proposto un piano industriale che prevede l’occupazione di un quinto dei lavoratori, ad orario ridotto, per gli affidamenti riguardanti la scuola e la viabilità. Ma gran parte delle organizzazioni sindacali chiede maggiori garanzie per i dipendenti. Per questo le parti si sono aggiornate a mercoledì prossimo (18 gennaio), quando potranno contare sulla presenza anche del responsabile della Task force regionale sulle emergenze occupazionali, Leo Caroli.

Preso atto di questa situazione di empasse, la Regione avrebbe dato la propria disponibilità a prorogare oltre i 20 giorni il termine entro cui va approvato il pianto industriale, affinché non venga inficiata la validità dell’accordo sulla concessione della cassa integrazione in deroga sottoscritto lo scorso 22 dicembre a Bari. Il problema di fondo è che non ci sono soldi. Lo stato di estrema difficoltà economica in cui versa l’ente di via Annibale De Leo al momento rende inattuabile qualsivoglia ipotesi di piano industriale: anche quella più al ribasso.

Questa problematica è stata rimarcata, in particolar modo, dal segretario provinciale del sindacato Cobas, Roberto Aprile. “In questo Roberto Aprilemomento – spiega Aprile a BrindisiReport – il piano industriale è un mero impegno che non poggia su basi economiche, perché di soldi non ce ne sono”. Le priorità del Cobas sono quelle di non perdere la cassa integrazione in deroga e di tenere in piedi la Santa Teresa, anche con piccoli affidamenti di breve durata. “In questa fase – rimarca Aprile – potrebbero andar bene anche degli affidamenti limitati, con la speranza che poi questi possano essere incrementati, quando arriveranno le risorse necessarie. L’importante ora è ripartire”.

Già, perché da giorni i circa 120 lavoratori della società in house sono fermi, ad eccezione degli interventi effettuati sulle strade provinciali a seguito dell’emergenza determinata dalle nevicate. Il Cobas insiste sulla necessità di chiamare direttamente in causa la Regione e il governo centrale, portando la protesta fino a Roma. A tal proposito va detto che dalla capitale si sono aperti importanti spiragli.

“Ho contattato in serata il senatore Salvatore Tomaselli (Pd, ndr) – spiega Aprile -  il quale mi ha riferito che è ormai in dirittura d’arrivo il finanziamento pari a 3 miliardi di euro per gli enti locali, di cui 650 milioni da destinare alle funzioni provinciali”. E se a questa cifra si dovesse aggiungere anche un’altra somma di cui si attende lo sblocco (200 milioni di euro per interventi di manutenzione stradale) per la Provincia di Brindisi, e quindi anche per la Santa Teresa, potrebbe arrivare una importante boccata d’ossigeno. 

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