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Santa Teresa: la Provincia non blocca i licenziamenti, venerdì corteo dei lavoratori

Tutti e 120 i lavoratori della partecipata sfileranno nel centro di Brindisi contro i licenziamenti. Anche stamani i dipendenti sono saliti sul tetto della Provincia. In corso il consiglio provinciale

BRINDISI – I lavoratori della ditta Santa Teresa scendono in strada contro i licenziamenti. Tutti e 120 i dipendenti della società in house della provincia domani, alle ore 8,30 , sfileranno nel centro di Brindisi, partendo da piazza Cairoli. A promuovere la mobilitazione sono stati gli stessi lavoratori, insieme alle organizzazioni sindacali.

Anche stamani, intanto, un gruppo di lavoratori ha occupato, per il terzo giorno di fila, il tetto del palazzo della Provincia, mentre si svolgeva una seduta del consiglio provinciale dedicata alla vertenza Santa Teresa. I lavoratori chiedevano il ritiro della delibera approvata nel corso di una precedente seduta del consiglio provinciale, attraverso la quale gli affidamenti alla società in house vengono interrotti a partire dal 31 dicembre.

Ma attraverso una nota diramata in tarda mattinata alle organizzazioni sindacali, la Provincia ha ribadito che non si possono fare passi indietro rispetto alla procedura di licenziamento e che inoltre non vi è alcuna possibilitò di ottenere la cassa integrazione in deroga da parte della Regione Puglia. 

"La Provincia - si legge in una nota del Cobas - demanda  alla società Santa Teresa l'atto conclusivo di questa situazione che è l'invio delle lettere di licenziamento". Il Sindacato Cobas è  impegnato anche nelle vertenze riguardanti altre partecipate sull'orlo della dismissione (l'Isola Verde di Taranto, l'Albaservice di Lecce). In queste ore si sta discutendo la possibilità di indire una manifestazione prima dele festività natalizie, a Montecitorio.

Lavoratori della Santa Teresa durante il consiglio provinciale-2

Perché a Roma "nascono i problemi dei lavoratori con i tagli effettuati nel corso di questi anni e di una mala politica che non vi ha saputo porre rimedio , nonostante la evidenza dei fatti in relazione alla vicenda della chiusura delle province". "L'unico problema che ci si trova di fronte  - prosegue il Cobas - sono le lunghe ferie dei parlamentari che di fatto sono già iniziate".

L'opera di pressing dei lavoratori, dunque,  continua incessantemente in queste ore di disperazione nei confronti del Governo, della Regione Puglia , della task force regionale sulla occupazionale, della Provincia di Brindisi. La richiesta di incontro con il Ministro peril Mezzogiorno, Claudio De Vincenti , continua ad essere richiesta con forza”. “I lavoratori chiedono la partecipazione dei cittadini , per poter dire che questa città ,questa provincia ,  mostra finalmente di voler cambiare un futuro che si mostra sempre più scuro”.

Una piccola vittoria, però, i sindacati oggi l’hanno ottenuta. La Provincia infatti ha prorogato fino al 19 dicembre il termine a decorrere dal quale scatteranno i licenziamenti, utilizzando tutti e 120 i giorni a disposizione del datore di lavoro per far partire le lettere, dopo i canonici 75 giorni di trattativa previsti dalla procedura di licenziamento. La proroga sarà a costo zero per l’ente di via Annibale De Leo, in quando i lavoratori si metteranno in aspettativa dall’1 al 19 gennaio. L’importante, infatti, sarà mantenere il rapporto di lavoro con l’azienda, nella speranza che arrivino risorse economiche per la sopravvivenza della società.

E anche su questo fronte qualcosa si sta muovendo.  Il 22 dicembre infatti le parti in causa sono state convocate presso la sede della Regione, per discutere sulla possibilità di concedere la cassa integrazione in deroga. Il giorno successivo, il presidente della Provincia, Maurizio Bruno, si incontrerà con l’assessore regionale al Lavoro, Sebastiano Leo. Anche a Roma si sta lavorando per tenere in vita le società in house delle Province. I parlamentari brindisini, infatti, confermano che a breve verrà sbloccato un finanziamento per le Province pari a 650 milioni di euro, ai quali potrebbero aggiungersi 200 milioni di euro da investire nella manutenzione della strade. Rispetto a una paio di giorni fa, insomma, lo scenario pare meno fosco. 

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