Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Santa Teresa: situazione caotica, incombe l'incubo dei licenziamenti

Incontro stamani fra sindacati e rappresentanti dell'azienda presso l'ufficio provinciale del lavoro. I sindacalisti hanno abbandonato il tavolo e sono andati in prefettura

BRINDISI – Nella giornata di giovedì (22 settembre) potrebbero partire le lettere di licenziamento nei confronti dei 121 lavoratori della ditta Santa Teresa, società in house della Provincia. Il condizionale è d’obbligo perché entro la mezzanotte di oggi c’è ancora tempo per prorogare il termine ultimo della procedura di mobilità, che scadeva appunto oggi. Ma non sembra questo l’orientamento dei responsabili dell’azienda, che stamani hanno incontrato le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cobas, Fesica/Confsal) presso l'ufficio vertenze collettive della Provincia di Brindisi. Insoddisfatti per l’atteggiamento della società, i sindacalisti all’unisono hanno abbandonato il tavolo e si sono recati in prefettura, dove sono stati ricevuti dal capo dell’ufficio di gabinetto, Erminia Cicoria.

Messa in ginocchio dai tagli delle entrate agli enti provinciali, la Santa Teresa versa da mesi in stato di grande difficoltà. Fra maggio e giugno sembrava che una importantissima boccata d’ossigeno dovesse arrivare da un finanziamento di 5,8 milioni di euro sbloccato dalla Regione Puglia. Ma quei soldi che originariamente si era pensato di destinare esclusivamente alla partecipata, poi sono confluiti nel calderone del bilancio provinciale. I sindacati dunque hanno chiesto di prolungare almeno per qualche giorno la procedura di mobilità, poiché si spera che una svolta possa arrivare da due incontri in programma il 23 (quando l’Osservatorio regionale sulle problematiche legate allo scioglimento delle Province si esprimerà sulla proposta di convogliare verso la Santa Teresa un finanziamento rientrante in un progetto venatorio) e il 27 settembre (quando si terrà un nuovo vertice aperto a tutte le parti in causa).

Ma la società, “in merito alla richiesta di aggiornamento e differimento dei termini formulata dai sindacati – si legge nel verbale sottoscritto al termine della riunione odierna dai rappresentanti della Santa Teresa e da quelli dell’ufficio provinciale del lavoro – alla luce delle riserve già espresse in merito in sede di tavolo prefettizio e delle verifiche condotte, dichiara la propria contrarietà in assenza ci qualsiasi valido elemento t4eso a scongiurare o limitare l’esubero”.

Un’unica apertura viene fatta sul fronte dei licenziamenti. La Santa Teresa, infatti, manifesta la propria disponibilità “a differire la comunicazione dei licenziamenti per il tempo strettamente necessario ad attendere le determinazioni eventualmente assunte” nel corso dei due incontri di cui prima. Inoltre secondo la società, come emerge dal verbale, non vi è la possibilità di ricorrere a “strumenti alternativi al licenziamento vista anche la opposizione manifestata da parte delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori ad una riduzione oraria da attuare mediante lo strumento del part-time, nonché l’impossibilità di addivenire ad una riduzione oraria mediante lo strumento del contratto di solidarietà già sottoscritto lo scorso 11 febbraio e revocato lo scorso giugno dai sindacati”.

Alle ore 11,15, i sindacati hanno lasciato il tavolo. L’ufficio vertenze, ad ogni modo, in chiusura, ha chiesto “alla società di valutare attentamente la possibilità, espressamente manifestata in sede di discussione, di non procedere ai licenziamenti prima di conoscere le risultanze degli incontri programmati per il 23 e il 27 settembre”. Una volta abbandonato il confronto, come detto, i sindacati si sono diretti in prefettura, dove è stato raccolto il loro disappunto. La situazione, quindi, è in evoluzione.

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