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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Pistole e auto rubate, scarcerati marito e moglie. Caccia al terzo

Interrogati dal gip: “Non ne sapevano niente, chiunque può entrate nella villa”. I carabinieri sulle tracce dell'altro brindisino ritenuto responsabile delle gambizzazioni: incastrato da intercettazioni assieme ad Antonio Borromeo e ad Antonio Lagatta. Duplice movente: donne e gestione delle attività

BRINDISI – “Di quelle armi e delle auto, non se sappiamo niente: non abbiamo idea di chi siano e chi le abbia portate in villa. L’unica cosa certa è che chiunque può entrare lì dentro, perché noi ci abitiamo solo durante la stagione estiva”.

VANTAGGIATO Vincenzo, classe 1978-2Dopo una notte ai domiciliari sono tornati in libertà i coniugi Vincenzo Vantaggiato, 39 anni, e Annamaria Romano, 38, di Brindisi: secondo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Paola Liaci, mancano i “gravi indizi di colpevolezza” nei confronti di entrambi, in attesa di ulteriori accertamenti, e per questo motivo non ha aderito alla richiesta del pubblico ministero di turno, Giuseppe De Nozza, per il quale c’erano invece tutti i presupposti per l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare per detenzione illegale di armi e munizioni e per ricettazione, dopo il ritrovamento di una pistola semiautomatica calibro 7,62 marca Tokarev con quattro cartucce, una pistola semiatomatica calibro 22 con marca illeggibile con cinque cartucce nel caricatore,  un revolver giocattolo modificato calibro 38 con una cartuccia e una Lancia Delta risultata rubata a Brindisi il 29 ottobre 2017 e un'Alfa Romeo Giulietta rubata a Brindisi il 28 ottobre 2017. 

Il pm chiedeva l’arresto in carcere per la donna e la conferma dei domiciliari per il marito. Il gip, a conclusione dell’interrogatorio reso alla presenza dell’avvocato Cinzia Cavallo, ha scarcerato lei e disposto l’obbligo di presentazione ai carabinieri per lui. ROMANO Annamaria, classe 1979-2Secondo i militari quanto trovato nella villetta in contrada Sbitri è riconducibile agli ultimi episodi di cronaca avvenuti in città, dalle gambizzazioni, alle tentate rapine. Tutto inquadrabile in un contrasto fra gruppi rivali, nei quali sarebbero coinvolte alcuni famiglie brindisine, da regolare a colpi di pistola per motivi che potrebbero essere legati alla gestione di alcune attività e a frequentazioni con alcune ragazze. Resta, anche sotto questo aspetto, il riserbo necessario in attesa che sia chiusa l’inchiesta nella quale il numero degli indagati è destinato ad aumentare dopo i primi due fermi.

Ruolo di primo piano, stando a questa chiave di lettura, l’avrebbero avuto da un lato Antonio Borromeo, 24 anni, e dall’altra Antonio Lagatta, 22, assieme a un terzo giovane residente a Brindisi che risulta ancora irreperibile: è riuscito a sottrarsi all’esecuzione del decreto di fermo firmato dal sostituto procuratore Simona Rizzo. Lagatta e Borromeo si sarebbero anche affrontati in un duello in strada il 13 ottobre: si sono dati appuntamento e hanno fatto parlare le armi, una calibro 7,65 Lagatta e 9x19 Borromeo.

Antonio Borromeo-2La convalida per Borromeo (foto accanto) e Lagatta (foto in basso) è prevista davanti allo stesso gip che si è espresso sulle posizioni della coppia Vantaggiato Romano. Nei confronti di Lagatta, Borromeo e del terzo, sarebbero state raccolte una serie di intercettazioni nelle ultime settimane. Il punto di partenza è costituito dalle raffiche di kalashnikov e pistola semiautomatica esplose contro la palazzina in via Raffaello, quartiere Sant’Elia, dove risiede Cristian Ferrari, la notte fra il 12 e il 13 settembre. Il 4 novembre, in piazza Spadini, due auto incendiate e colpi di pistola contro il garage in uso alla stessa famiglia proprietaria delle utilitarie.

LA GATTA Antonio, classe 1995-2Nello stesso fascicolo d’inchiesta sono stati riuniti i ferimenti di quattro brindisini, nessuno dei quali avrebbe fornito elementi utili alle indagini: Stefano Borromeo, cugino di Antonio Borromeo, raggiunto da colpi di pistola il primo ottobre fra via Oberdan e via Sant’Angelo;  Christian Ferri, bersaglio il 4 ottobre, sulla strada che collega la rotatoria della Statale 7 per Taranto al rione Sant’Elia;  Damiano Truppi, ferito il 2 novembre;  Loriano Marrazza, in questo caso il gruppo di fuoco è entrato in azione il giorno dopo limitandosi a prendere di mira la porta d’ingresso della sua abitazione in via don Guanella.

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