Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Rapina Eurospin, la prova del Dna vacilla: scarcerati i due indagati

Il riesame annulla l'ordinanza di custodia cautelare a carico di Cosimo Morleo e Giuseppe Ferrarese. Trovati altri profili genetici sugli abiti indossati dai rapinatori

BRINDISI – La prova del Dna non ha retto al riesame. Sono stati scarcerati i due brindisini indagati per la rapina perpetrata il 24 agosto 2019 ai danni del supermercato Eurospin situato in via Enrico Fermi, nella zona industriale di Brindisi. Si tratta del 23enne Cosimo Morleo, difeso dall’avvocato Laura Beltrami, e del 25enne Giuseppe Ferrarese, difeso dall’avvocato Emanuele De Francesco. I due hanno lasciato la casa circondariale di Brindisi e sono tornati presso le rispettive abitazioni in regime di domiciliari, ma per altre vicende. Il riesame ha infatti annullato l’ordinanza di custodia cautelare eseguita nei loro confronto lo scorso 29 maggio. Se non fosse stato per pendenze pregresse, quindi, sarebbero liberi. 

A incastrarli fu il reperimento di tracce di Dna corrispondenti ai loro profili genetici su alcuni indumenti che i carabinieri ritrovarono in un cassonetto della raccolta differenziata situato nei pressi del supermercato. Ma su quegli abiti, presumibilmente gli stessi indossati dai due individui che assaltarono l’attività commerciale, sono state trovate anche altre tracce di profili genetici differenti. Questo ha fatto vacillare i gravi indizi di colpevolezza contestati ai due ragazzi, scarcerati anche in virtù dell’assenza delle esigenze cautelari, ossia il pericolo di reiterazione del reato.

La rapina venne perpetrata intorno alle ore 19:30 da due uomini armati di pistola, entrambi con volto coperto da passamontagna. I malfattori si impossessarono del registratore di cassa, contenente circa 1300 euro, e si dileguarono a piedi verso il rione Perrino. In via Crati, all’interno del cassonetto, i carabinieri ritrovarono gli indumenti indossati dai rapinatori e un blister di monete da 2 euro, per un valore complessivo pari a 50 euro. I rilievi scientifici sugli abiti furono effettuati dai carabinieri del Ris, che tipizzarono due profili genetici riconducibili a Morleo e Ferrarese. Entrambi, in occasione dell’interrogatorio di garanzia, professarono la loro innocenza davanti al gip del tribunale di Brindisi, Valerio Fracassi. 

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