Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Hascisc e marijuana nella camera da letto: brindisino torna in libertà

Disposta la misura dell’obbligo di dimora a carico del 25enne Francesco Vitale. L’avvocato ricorre al Riesame

BRINDISI – Torna in libertà il brindisino che lo scorso 7 maggio è stato sorpreso dai carabinieri della stazione di Brindisi Centro con 52 grami di hascisc e 21 grammi di marijuana, oltre a un bilancino di precisione, nascosti in un paio di mobiletti della camera da letto della sua abitazione. Il gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, ha convalidato l’arresto in flagranza di reato effettuato dai militari e contestualmente ha disposto la misura coercitiva dell’obbligo di dimora a carico del 25enne Francesco Vitale. 

Questo l’esito dell’interrogatorio di convalida dell’arresto cui il giovane, difeso dall’avvocato Giuliano Grazioso, è stato sottoposto nei giorni scorsi. Vitale ha riferito di aver acquistato la sostanza stupefacente esclusivamente per uso personale, spiegando che per l’hascisc aveva speso 220 euro, guadagnati attraverso lavori occasionali. Lo stesso ha inoltre chiarito di non possedere la merce richiesta da sedicenti acquirenti che avrebbero indirizzato i carabinieri presso la sua abitazione, ossia del “fumo buono”. 

Ma tenuto conto della qualità e della quantità della droga sequestrata e del fatto che il ragazzo non abbia un lavoro stabile, il giudice ha bocciato tale giustificazione, legittimando l’arresto operato dai carabinieri. Il gip ha quindi scarcerato Vitale, disponendo l’obbligo di dimora nel Comune di residenza con divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 20 alle 6. 

Contro tale misura l’avvocato Grazioso ha presentato ricorso al tribunale del Riesame di Lecce. Il professionista contesta la sussistenza di indizi tali da escludere l’utilizzo esclusivamente personale della droga trovata in casa dell’assistito. Lo stesso, da quanto emerge dal ricorso, svolge fra l’altro dei lavoretti occasionali che gli avrebbero consentito di spendere la somma di 220 euro per l’acquisto della sostanza stupefacente. L’avvocato inoltre rimarca l’insussistenza delle esigenze cautelari per mancanza di elementi a supporto dell’attualità del rischio di recidiva, in quanto Vitale è “pressoché incensurato”.  

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