Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Furto di rame, processo per direttissima e scarcerazione

Rimessi in libertà Germano Delle Grottaglie, 60 anni, e Francesco Barbuti, 28, di Brindisi: per entrambi, obbligo di dimora

BRINDISI – Processo per direttissima e scarcerazione immediata per i due brindisini arrestati ieri dai carabinieri con l’accusa di furto di 128 chili di rame dallo scalo ferroviario di Carovigno: Germano Delle Grottaglie 60 anni e Francesco Barbuti, 28, sono stati rimessi in libertà a distanza di qualche ora e sono stati sottoposti all'obbligo di dimora.

La direttissima

Il pubblico ministero, Raffaele Casto, ha chiesto la custodia in carcere ritenendo sussistenti, in aggiunta ai gravi indizi di colpevolezza, esigenze cautelari che, invece, non sono state ravvisate dal giudice Ambrogio Colombo, di fronte al quale è stato fissato il processo per direttissima. Il pm ha trasmesso tutti gli atti raccolti dai carabinieri e per questo ha chiesto il giudizio subito dopo l’arresto. Per entrambi risultano precedenti specifici, per uno  negli ultimi cinque anni.

La difesa

Il giudice, di fronte alle istanze dei difensori Laura Beltrami  per Delle Grottaglie e Mauro Masiello per Barbuti, secondo i quali non sussiste il pericolo di reiterazione del reato, ha convalidato gli arresti sostituendo la custodia in carcere con quella dell'obbligo di dimora. I penalisti hanno chiesto al giudice termini a difesa per il processo che, di conseguenza, è stato rinviato a giugno.

L’arresto

Barbuti e Delle Grottaglie, parenti tra loro, sono accusati di furto aggravato. Sono stati arrestati dai carabinieri della Sezione radiomobile della compagnia di Brindisi: i militari li hanno intercettati mentre facevano ritorno a Brindisi a bordo di un’auto. La perquisizione ha portato a scoprire che portabagagli c’erano rotoli di cavi elettrici in rame, di cui una parte con la guaina di colore nero e la restante sguainata.

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