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Scarico di reflui non autorizzato: sequestro in un autolavaggio

Denunciato il proprietario di un autolavaggio di Latiano i cui reflui confluivano nella pubblica fognatura

LATIANO - Nei pressi dell’abitato di Latiano, in contrada Romatizza, i carabinieri forestali della stazione di Ceglie Messapica hanno dato esecuzione ad un decreto del Tribunale di Brindisi, che ha disposto il sequestro di uno scarico di reflui all’interno di un impianto di autolavaggio. Più esattamente è stato posto sotto sequestro un tratto del collegamento tra la rete fognaria pubblica e l'impianto di trattamento delle acque reflue.

Da accertamenti effettuati dagli stessi militari, che avevano quindi redatto dettagliata informativa alla Procura della Repubblica, era risultato che per lo scarico stesso, che confluiva nella pubblica fognatura i reflui industriali provenienti dall’ attività di lavaggio di autoveicoli, non era stata rilasciata autorizzazione alcuna.

Hanno quindi proceduto a denunciare a piede libero il proprietario dell’impianto, F.C. di 34 anni, contestandogli il reato configurato dall’ articolo 137, comma 1, del Codice dell’Ambiente (Decreto legislativo 152 del 2006). Per questo tipo di reato, specifico per gli scarichi industriali, è prevista la pena dell’arresto da due mesi a due anni ovvero dell’ammenda da 1.500 a 10.000 euro.

Per conto del titolare dell'autolavaggio, l'avvocato Cosimo Lodeserto del foro di Brindisi, precisa che l'istanza per l'allaccio è stata presentata e si è in attesa della relativa autorizzazione, alla luce dei risultati delle analisi sulle acque che escludono qualsiasi contaminazione.

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