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Scempio a Torre Guaceto: una duna trasformata in discarica di rifiuti edili

Hanno scelto una delle zone più suggestive dell'oasi di Torre Giaceto per smaltire illecitamente un cumulo di rifiuti edili inerti, sfregiando una delle dune situate nei pressi della spiaggia libera di Punta Penna grossa

CAROVIGNO – Hanno scelto una delle zone più suggestive dell’oasi di Torre Giaceto per smaltire illecitamente un cumulo di rifiuti edili inerti, sfregiando una delle dune situate nei pressi della spiaggia libera di Punta Penna grossa. Gli uomini della Capitaneria di porto, dopo aver scoperto la discarica, hanno subito avviato le indagini volte a identificare i barbari che si sono resi protagonisti di questo inaccettabile oltraggio alla natura.

Il mucchio di solette di calcestruzzo armato, laterizi e quant’altro è stato individuato nella giornata di ieri (20 giugno) nel corso di una serie di controlli delle attività antropiche fra i confini della riserva naturale condotti dai militari della sezione Polizia marittima della guardia costiera di Brindisi. L’area è stata posta sotto sequestro. 

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La discarica si estende su un’area di circa mille metri quadri e ricade interamente in una zona soggetta non solo a vincolo paesaggistico, ma anche a speciale tutela in relazione alla sua specifica esclusività per la presenza di biodiversità uniche.  Una volta messo al corrente dell’accaduto il sostituto procuratore della Repubblica di Brindisi di turno, Giuseppe De Nozza, i militari della Guardia Costiera hanno eseguito il sequestro preventivo d’urgenza del suolo, consegnandolo in custodia al legale rappresentante e presidente del Consorzio di Gestione Torre Guaceto, Vincenzo Epifani.- 

“L’auspicio – si legge in una nota della Capitaneria - è quello che la zona possa essere bonificata e restituita nel più breve tempo possibile alla fruizione dei cittadini, sempre nel rispetto delle norme che disciplinano la corretta gestione e fruizione dell’area protetta; in tal senso, l’ingegnere Epifani ha confermato che, nel rispetto delle disposizioni che la competente autorità giudiziaria emanerà in merito, il Consorzio si adopererà senza risparmio di energie e risorse al fine di poter reperire nell’immediatezza i fondi necessari alla bonifica del sito”.

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Il capitano di vascello Salvatore Minervino, comandante della Capitaneria di Porto di Brindisi, nel sottolineare come tale attività abbia preso spunto da una circostanziata segnalazione, non manca di rinnovare l’invito a riportare tutti quei comportamenti illeciti che ledono le più elementari norme in materia di tutela e rispetto dell’ambiente. Si ricorda che sono attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7 il numero di centralino della Sala Operativa 0831521022 e la casella di posta elettronica cpbrindisi@mit.gov.it mentre, per le sole emergenze in mare, il numero blu 1530.-

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