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Scempio al Sant'Elia dopo il mercato: residenti su tutte le furie

Strade invase di buste e grucce. Numerose chiamate alla polizia municipale. Intanto il sindacato Cobas chiede la revoca dell'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti alla ditta Ecologica Pugliese

BRINDISI – I marciapiedi sono disseminati di buste e grucce. In un angolo giacciono persino delle foglie di insalata e alcuni pomodorini. Non è uno scenario inedito quello in cui i cittadini si sono imbattuti transitando fra viale Caravaggio, viale Leonardo da Vinci e via Ligabue nel primo pomeriggio di oggi (4 maggio).

Ogni giovedì si ripete la stessa storia al rione Sant’Elia, dopo il mercato. La sala operativa della polizia municipale è stata inondata di segnalazioni da parte di residenti andati su tutte le furie. I vigili urbani, recatisi sul posto per un sopralluogo, hanno constatato che la ditta ecologica Pugliese aveva a disposizione due sole squadre per ripulire l’area.

Troppo poco. Lo scempio che si registrava oggi al Sant’Elia è l’emblema dello stato di degrado in cui versa l’intera città. Dopo la revoca dell’affidamento dalla azienda Falzarano è sceso in campo il sindacato Cobas, che domani (5 maggio) incontrerà l’amministrazione per chiedere quali decisioni si stia pensando “di adottare in relazione alla crisi della raccolta differenziata”. Il Cobas, come si legge in una nota del segretario provinciale, Roberto Aprile, chiede di “chiudere il rapporto con Ecologica Pugliese e affidare intanto ad altra azienda il servizio della raccolta dei rifiuti, nelle more di scelte ponderate”.  

Il Cobas inoltre chiederà come l’Amministrazione intenda “fronteggiare il problema dei pagamenti”. Non solo. Il Cobas lamenta anche “la scarsa sicurezza sul posto di lavoro, con un parco mezzi con cui è pericolosa la sola circolazione per possibilità di uscire da soli fuori strada”. Altra problematica è il licenziamento di 15 dei venti lavoratori che erano stati assunti con contratti a tempo determinato fra i disoccupati, per aumentare la percentuale di raccolta differenziata. “Insomma – conclude Aprile - un bel disastro a cui il Comune deve mettere fine perché altrimenti potrebbe diventare la tomba di questa esperienza amministrativa.

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