Cronaca Via Papa Giovanni XXIII

Inseguimento si conclude con schianto contro una casa e due arresti

I carabinieri tallonano da San Pietro Vernotico a Cellino San Marco un'Alfa Giulietta che non si ferma all'alt

CELLINO SAN MARCO – Hanno tentato di seminare i carabinieri, ma la loro corsa si è interrotta con uno schianto contro il muro perimetrale di un’abitazione. Un inseguimento mozzafiato è andato in scena nel primo pomeriggio di sabato 23 gennaio fra San Pietro Vernotico e Cellino San Marco. Si è concluso con un incidente e con l'arresto per restisenza a pubblico ufficiale di un 39enne e un 22enne. Quest'ultimo è stato rimesso in libertà. Il primo, Gianmarco Caldiron, inoltre è anche stato denunciato per guida senza patente perché mai conseguita (reiterando medesima condotta contestata nel 2020) e per essersi rifiutato di sottoporsi ad accertamenti per stabilire se guidava in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti.

CALDIRON Gianmarco, classe 1981-4

La vicenda ha avuto inizio intorno alle ore 14 nella zona 167 di San Pietro Vernotico, dove una pattuglia di carabinieri della locale stazione ha intercettato un’Alfa Giulietta di colore nero con due uomini a bordo. Dopo aver notato una manovra sospetta da parte del conducente, i militari hanno intimato l’alt. Ma l’automobilista, anziché fermarsi, ha proseguito la sua corsa lungo la circonvallazione di San Pietro Vernotico, a tutta velocità. La pattuglia si è subito messa all’inseguimento dei fuggitivi, chiedendo ausilio ad altri equipaggi.

Giunta in prossimità dell' incrocio alle porte di San Pietro, la Giulietta ha imboccato la strada per Cellino. L’auto non è mai sparita dai "radar" dell’Arma. Tallonato dai carabinieri, il conducente, arrivato in via Papa Giovanni XXIII, nella periferia di Cellino San Marco, ha perso il controllo del veicolo, andando a sbattere contro il muretto di un’abitazione. A quel punto sia l’automobilista che il passeggero hanno proseguito la fuga a piedi, cercando rifugio in una casa. Ma i carabinieri non li hanno mai persi di vista e a stretto giro li hanno bloccati. Entrambi sono stati condotti in caserma, alla guida c'era Caldiron. La Giulietta, prelevata da un carro attrezzi della ditta Tarantini, è stata posta sotto sequestro per essere sottoposta a tutti i rilievi del caso. 

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