Cronaca

“Schiavi del fotovoltaico”: 12 imputati e 300 parti civili

Prima udienza del processo in Corte d'Assise a Lecce scaturito dall'inchiesta della Finanza chiamata Sunset sulla multinazionale Tecnova. Gli arresti risalgono al 20 aprile 2011: le indagini partirono da alcuni lavoratori che denunciarono "condizioni disumane come nei campi di cotone"

La protesta dei lavoratori impiegati nei campi del fotovoltaico

BRINDISI – Per la Dda i lavoratori, per lo più stranieri,  che venivano reclutati per l’installazione dei pannelli fotovoltaici della Tecnova sarebbero stati ridotti in schiavitù nei campi tra Brindisi e Lecce: l’accusa contestata nella primavera del 2011 è alla base del processo in Corte d’Assise in cui sono imputate 12 persone. Trecento le parti civili, quei lavoratori che ascoltati dai finanzieri raccontarono le loro giornate sotto il sole e la pioggia, in condizioni “disumane, come quelle nei campi di cotone”.

Il tribunale e la procura di LecceSotto processo, davanti a giudici togati e popolari, competenti per il reato più grave contestato, la riduzione in schiavitù, ci sono: Laura Garcia Martin, di nazionalità spagnola, 35 anni; Luis Miguel Cardenas Castellanos, di nazionalità colombiana, 36; Brahim Lebhiha, magrebino, 29; Josè Fernando Martinez Bascunana, spagnolo, 41; Didier Gutierrez Canedo, spagnolo, 23; Luis Manuel Gutierrez Nunez, spagnolo, 4; Andres Felipe Higuera Castellanos, colombiano, 36.

Cinque i brindisini coinvolti, con imputazioni secondarie, rispetto a quella principale: Cosima De Michele, 60 anni, Marco Damiano Bagnulo, 25 anni, entrambi in qualità di soci della “D.B” a cui la spagnola Tecnova aveva delegato lo svolgimento dell’attività connessa all’inquadramento contrattuale dei lavoratori da destinare nei cantieri per l’installazione dei pannelli fotovoltaici; Manuela Costabile, 40 anni di Brindisi; Tatiana Tedesco, 29 anni  di Brindisi; e Annamaria Brunetti, 30enne di San Pietro Vernotico. Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Fabio Di Bello, Gianvito Lillo e Ladislao Massari.

Prosciolti, invece, in sede di udienza preliminare Martin Denowebu 37enne ghanese,la cubana Guibert Alonso Veronica Yanette, 37 anni e lo spagnolo di 38 anni, Francisco Josè Luque Jimenez. In quella occasione si sono costituiti in 300, tra lavoratori e associazioni, come parti civili con richiesta di risarcimento danni pari a 30mila euro.

Un campo fotovoltaico presso Mesagne-2Il processo è stato rinviato per un difetto di notifica. Scaturisce dall’inchiesta delle Procure di Brindisi e Lecce (Dda) che lavorarono in simbiosi nel 2011, dopo le proteste, anche in piazza, dei lavoratori impiegati dalla Tecnova nei campi scelti per la realizzazione di parchi per la produzione di energia alternativa: alcuni di loro paragonarono le condizioni di lavoro a quelle vissute negli schiavi ai tempi dei campi di cotone dopo aver raccontato di essere costretti a presentarsi in cantiere sotto la pioggia, senza il vestiario necessario. Alcuni anche con stivali di qualche numero più piccolo.

 Nell’ordinanza di custodia firmata dal gip ed eseguita il 20 aprile 2011, sotto la voce Sunset (tramonto) venne posto l’accento su un “vinculum sceleris diretto in maniera stabile alla commissione di una serie indeterminata di delitti preordinati allo sfruttamento lavorativo di cittadini stranieri, spesso reclutati in aperta violazione delle normative vigenti, asserviti alle condotte dei responsabili di Tecnova e destinati in maniera sistematica a lavorare in condizioni disumane”.

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