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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Scommesse sportive, assoluzione per 13 imputati

Il giudice: “Il fatto non sussiste”. Il pm aveva chiesto la condanna per tutti a un anno

BRINDISI – Due anni di processo per arrivare alla conclusione che 13 imputati brindisini non esercitavano “attività di gestione e raccolta di scommesse relative ad eventi sportivi”. Sono stati assolti perché il fatto non sussiste.

La sentenza e gli imputati

Il verdetto di primo grado è stato pronunciato dal Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, giudice Adriana Almiento e riguarda: Antonio Parisi di Brindisi, Marco De Pascalis di Brindisi, Giuseppe Oberdan Ramiez di Putignano, Domenico Mancini di Fasano, Giacomo Svezia di Monopoli, Antonio Milone di Francavilla Fontana, Giovanni Massari di San Pietro Vernotico, Vincenzo Brandi di Ostuni, Gabriele Conte di San Pietro Vernotico, Nicola Ancona di Fasano, Cosimo Di Castri di Francavilla Fontana, Antonio Crocifisso Recchia e Domenico Giorgio di Monopoli.

L’accusa

Il pubblico ministero titolare del fascicolo, Simona Rizzo, aveva chiesto la condanna per tutti alla pena di un anno di reclusione. Nella requisitoria, il rappresentante dell’accusa aveva confermato quanto contestato nel capo di imputazione, sostenendo che “ciascuno, nella qualità imprenditoriale, quali affiliati o intermediari di operatori-bookmakers esteri, esercitava le attività di gestione e raccolta di scommesse sportive, in assenza di concessione rilasciata dalla competente amministrazione autonoma dei monopoli di Stato all’operatore Goldbet e all’operatore Betuniq, in presenza della concessione per l’apertura di un solo punto vendita sul territorio nazionale, nonché in assenza di licenza”.

La difesa

L’istruttoria dibattimentale ha portato il giudice a condividere la richiesta di assoluzione avanzata dai difensori degli imputati. Il collegio difensivo è stato composto dai penalisti: Vincenzo Lanzillotti e Donato  Manelli del Foro di Brindisi, Antonio Feriozzi del Foro di Roma, Marco Ripamonti Marco del Foro di Viterbo e Nicola Quaranta del Foro di Catanzaro. Le motivazioni saranno depositate nel termine di novanta giorni.

Parti civili

Parti civile si erano costituite l’Agenzia Ippica Luciano Giove srl e la srl Sascom di Nunzio Giove, rappresentate in giudizio dall’avvocato Stefano Palmisano. Il legale aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati al risarcimento del danno, quantificando la somma in 50mila euro a titolo di lucro cessante patito da ciascuna società, come diretta conseguenza della “illegittima concorrenza supportata dalla srl nel suo stesso bacino di utenza ad opera di altre, come quelle riconducibili agli imputati”. Il penalista aveva chiesto il riconoscimento di una provvisionale di diecimila euro per entrambe le srl.

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