Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Francavilla Fontana

Scontri durante Virtus - Giugliano: sette richieste di messa alla prova

Otto ultras protagonisti di scontri con i carabinieri. Uno di loro sarebbe è accusato di aver brandito un tubo di fronte al comandante, che ha provato a disarmarlo. E poi, calci e pugni contro gli scudi

BRINDISI - Sette richieste di messa alla prova presentate dalle difese di altrettanti ultras della Virtus Francavilla, protagonisti degli scontri del 5 febbraio 2023 allo stadio comunale di Francavilla Fontana, dopo il match contro il Giugliano. Si è svolta nella tarda mattinata di oggi, venerdì 14 giugno 2024, presso il tribunale di Brindisi, l'udienza predibattimentale relativa a questa vicenda. La difesa di un'ottava persona attende la decisione per un eventuale svolgimento del processo. Il giudice Ambrogio Colombo, ascoltate le richieste, si è riservato di decidere. La prossima udienza è prevista per il 14 novembre 2024. Le indagini sono state condotte dal pm Francesco Carluccio, che nel dicembre 2023 aveva firmato il relativo decreto di citazione a giudizio a carico degli otto ultras.

Gli episodi, come anticipato, risalgono al 5 febbraio 2023, in occasione del match di calcio - Serie C - tra la squadra di casa della Virtus Francavilla e i campani del Giugliano. I biancoazzurri calarono il poker (la partita terminò 4 - 1), ma alcuni "tifosi" si resero responsabili di episodi di violenza, non solo durante il match. Alla fine della partita, un gruppo di facinorosi tentò di forzare i presidi di sicurezza e di raggiungere i tifosi ospiti. I carabinieri della locale compagnia, impiegati nei servizi di ordine pubblico, riuscirono a contenere i violenti, fermandoli e isolandoli. E impedirono, dunque, lo scontro tra tifoserie rivali. Qualche mese dopo, il questore di Brindisi dell'epoca, Annino Gargano, emise ben 15 Daspo per questi episodi (come raccontato in questo articolo).

Naturalmente, all'epoca scattarano anche le denunce. Un 26enne e un 19enne, imputati, sono accusati di aver lanciato e utilizzato bastoni e altri oggetti contundenti in modo da creare concreto pericolo per le persone. Inoltre, devono rispondere di resistenza a pubblico ufficiale in concorso: avrebbero cercato il "contatto" con i tifosi avversari. Il 26enne, di fronte ai carabinieri, avrebbe brandito un tubo in acciaio all'indirizzo del capitano Alessandro Genovese (persona offesa nel procedimento), mentre il 19enne avrebbe colpito con calci e pugni gli scudi dei militari. Poi, un 47enne, un 46enne, un 45enne, un 42enne e un 29enne avrebbero impiegato cappucci, sciarpe e scaldacolli per rendere difficoltoso il riconoscimento. Infine, il 26enne si sarebbe rifiutato di indicare le proprie generalità.

La messa alla prova prevede la sospensione del procedimento: l'imputato viene dunque affidato all'Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna) per lo svolgimento di un programma. Sono previste attività obbligatorie, ovvero lo svolgimento di lavori socialmente utili, non retribuiti, in favore della collettività. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Luca Mangia, Michele Fino, Domenico Attanasi e Vittorio Attanasi.

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