Scoperto scarico abusivo nell'Area marina protetta di Torre Guaceto

Esposto innesca indagini della Guardia Costiera e sequestro di un ettaro e mezzo di area privata a ridosso della spiaggia

BRINDISI – Uno scarico abusivo è stato localizzato dalla Guardia Costiera sul versante brindisino dell’Area marina protetta e Riserva naturale dello Stato di Torre Guaceto, ad Apani, e in piena zona di tutela integrale. L’area di circa un ettaro e mezzo è stata sottoposta a sequestro, e i reflui scaricati in mare sono stati oggetto di prelievi da parte di tecnici del dipartimento di Brindisi dell’Arpa. I risultati sono attesi a breve.

Il piccolo pantano di origine dello scarico abusivo-2I reati ipotizzati dal magistrato di turno della procura che ha disposto il sequestro preventivo sono quelli previsti dal comma 3 dell’articolo 19 della legge quadro sulle aree protette, la 394/91; dall’articolo 4 del decreto interministeriale del 4 dicembre 1991 istitutivo della Riserva naturale di Torre Guaceto; dagli articoli 635, 674, 734 del codice penale (danneggiamento, distruzione e deturpamento di bellezze naturali); e dall’articolo 27 comma 1 della legge 979/82 sulla Difesa del Mare.

L’operazione è stata condotta all'interno della Riserva Naturale e dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto dal Nucleo operativo di Polizia ambientale della Direzione Marittima di Bari – Nucleo di Brindisi,  che sta anche procedendo all’identificazione compiuta dei responsabili, dal committente all’esecutore dei lavori abusivi

ll campionamento dei reflui scaricati a Torre Guaceto-2I militari, fa sapere una nota della Capitaneria di Porto di Brindisi, nei giorni scorsi a seguito di esposto hanno condotto una serie di accertamenti che hanno consentito al pm di sequestrare un’area di circa 14.000 metri quadrati “e uno scarico abusivo proveniente da un terreno privato adiacente all’area demaniale marittima in agro di Brindisi, località Apani”.

In particolare, prosegue il comunicato della Capitaneria,  “si è constatata la presenza di uno scarico a mare abusivo il quale tramite un sistema di collettamento consistente in un tubo in Pvc, avente un diametro di circa 15 centimetri, collegava senza soluzione di continuità una laguna-stagno naturale presente sul terreno in questione, e luogo di migrazione di specie faunistiche protette, con la ‘Zona C’ dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto, ivi scaricando acqua di colore giallastro”.

Chi ha effettuato questo intervento abusivo non ha esitato ad utilizzare una ruspa sulla spiaggia per scavare la parte terminale dello scarico. I militari del nucleo specializzato hanno infatti rilevato sulla sabbia le tracce di un cingolato. Sarà la procura della Repubblica ora a procedere contro i responsabili, una volta segnalati dagli investigatori della Guardia Costiera.

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