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Non era caduto in casa ma nel cantiere: titolare e altri sette denunciati

Spesal e carabinieri di Latiano scoprono grave incidente sul lavoro. L'infortunato non aveva contratto

LATIANO – Avevano taciuto per 13 giorni un incidente avvenuto nel cantiere edile, dichiarando al personale della postazione del 118 di Latiano che si trattava di un incidente domestico. Tutto questo perché l’operaio vittima dell’infortunio stava lavorando in nero. Ma hanno scoperto la vera natura del fatto i funzionari del servizio Spesal della Asl e i carabinieri della stazione di Latiano, che alla fine delle indagini, effettuata una puntuale ricostruzione della vicenda, hanno denunciato otto persone.

In cima alla lista c’è il legale rappresentante dell’azienda edile, per lesioni personali colpose gravi originate dalla violazione delle norme di sicurezza sul lavoro, mentre altri sette soggetti sono indagati a vario titolo per concorso in favoreggiamento personale e mancata vigilanza sul rispetto delle norme di accesso al lavoro. L’incidente avvenne nella mattinata dell’11 marzo, ma solo il 24 marzo fu segnalato agli organi competenti. Erano stati altri due operai dello stesso cantiere, hanno accertato Spesal e carabinieri, a trasportate in auto alla postazione del 11 l’infortunato, dichiarando che l’uomo era caduto in casa sua.

In realtà, l’operaio era precipitato da un’altezza di 5 metri, mentre lavorava in un cantiere. Al pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi, e poi nel reparto di Ortopedia, i sanitari accertarono un trauma cranico con frattura delle rocche petrose, del temporale bilaterale e dello sfenoide, con emorragia sub aracnoidea frontale bilaterale e parieto-temporale destra, trauma spinale e un edema papillare. La prognosi fu di 30 giorni.

La prima cosa che il servizio ispettivo della Asl e i militari dell’Arma appurarono, oltre al fatto che l’incidente non era avvenuto tra le mura domestiche ma in un cantiere edile, fu che l’infortunato non aveva alcun contratto di lavoro, un fenomeno purtroppo ancora abbastanza diffuso come dimostrano le verifiche condotte sia dai carabinieri dell’Ispettorato del lavoro, che la Guardia di Finanza in vari settori d’impresa.

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