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Sandro Campana il giorno dell'arresto tra gli agenti della Mobile di Brindisi

Sandro Campana il giorno dell'arresto tra gli agenti della Mobile di Brindisi

Scu, il pentito: “Martena mi chiese di acquistare cocaina per 150mila euro”

Nuovi verbali di Sandro Campana, fratello di Antonio e Francesco: “Mi fece consegnare una sfoglia, io avrei anticipato 75mila euro, lui il resto”

BRINDISI – Verbali inediti sul traffico di droga nel Brindisino, tra canali di vendita e di approvvigionamento, più i nomi. I nomi degli uomini del narcotraffico, affiliati alla Scu, sono stati svelati da Sandro Campana, in veste di collaboratore di giustizia, già ammesso al programma di protezione dallo Stato italiano, essendo stato ritenuto credibile.

I nuovi verbali

MARTENA Raffaele, Classe 1986-2La sua testimonianza è stata considerata “preziosa” dal pool dell’Antimafia di Lecce, guidato dal procuratore capo Leonardo Leone de Castris, nell’inchiesta chiamata Oltre le mura, sfociata il 15 maggio 2018 nell’arresto di 12 persone considerate appartenenti alla frangia della Sacra Corona Unita. Il ruolo di vertice è stato contestato a Raffaele Martena e Antonio Campana, entrambi ristretti nel carcere di Terni, il primo con una serie di condanne definitive per traffico di droga, l’altro condannato all’ergastolo con sentenza passata in giudicato. Antonio Campana è il fratello minore di Sandro. Ed è anche il fratello di Francesco Campana, considerato a capo del gruppo storico dell’associazione di stampo mafioso, in quanto riconducibile a Rogoli e Buccarella.

Sandro Campana “riferisce episodi recentissimi”, secondo i magistrati della Dda di Lecce, essendo stato l’ultimo della Scu a decidere di passare dalla parte della giustizia. Non solo.

Il traffico di droga secondo il pentito

Antonio Campana-2“Confermava come da carcere Martena continuasse l’attività nel capo degli stupefacenti, trattando quantitativi di cocaina quantificabili in decine di chilogrammi”. Circostanza deducibile anche da alcune sfoglie sequestrate nel periodo di detenzione di Martena nel carcere di Terni, dove aveva anche la disponibilità di un telefonino cellulare, assieme a Antonio Campana (nella foto accanto), usato per la gestione delle attività illecite.

Il verbale reso leggibile a distanza di quattro anni dalla fine del periodo della collaborazione è quello che Sandro Campana ha reso il 7 aprile 2014, quando i pm dell’Antimafia gli hanno chiesto i nomi degli affiliati e le attività poste in essere per conto della Sacra Corona Unita. Il primo che si legge è quello di “Raffaele Martena di Tuturano, attualmente detenuto a Terni, che io non ho mai incontrato, ma è conosciuto da mio fratello Francesco”.

La sfoglia con la proposta di acquistare cocaina

“Martena – si legge – è affiliato a Vincenzo De Giorgi e questo mi veniva reso noto durante la mia detenzione nel carcere di Lecce nel 2010”. Il pentito ha anche riferito i nomi di due brindisini come fonte della sua notizia, de relato. “A dicembre 2014, nel periodo in cui ero libero, si presentò presso il deposito dove lavoravo una persona di Tuturano a me sconosciuta”, il cui nome è ancora coperto da omissis. Così come omissato è quello dell’altro uomo che si sarebbe presentato a Sandro Campana. “Mi consegnarono una sfoglia scritta da Raffaele Martena, ove mi chiedeva se fossi interessato all’acquisito di un ingente quantitativo di cocaina. Mi diceva che sarebbe stato necessario investire una somma di 150mila euro. Il trasporto sarebbe stato curato direttamente da chi avevo di fronte”.

L’investimento: anticipo, trasporto e saldo

Campana, prosegue: “Era necessario anticipare la somma di 75mila euro, mentre la restante parte sarebbe stata saldata alla consegna dello stupefacente. Io risposi di essere interessato, unitamente a Martena, ma dopo il periodo delle festività natalizie, in quanto già attivo nel traffico di stupefacente proveniente dalla Calabria”.

“Specifico – è scritto nel verbale – che l’anticipo sarebbe stato messo dal sottoscritto, mentre il saldo sarebbe stato a carico di Raffaele Martena”. La parte successiva del racconto è stata coperta da omissis, a conferma che gli accertamenti sono ancora in corso.

I familiari del pentito

Francesco Campana A distanza di cinque mesi da quel verbale, Sandro Campana conferisce ancora con i pm dell’Antimafia e il 9 settembre 2015, risponde alle domande sui componenti della sua famiglia: “I miei familiari che oltre a me fanno parte della Sacra Corona Unita sono i miei fratelli Francesco e Antonio”, si legge. “Non sono in grado di dire con precisione il grado di quest’ultimo che non ha suoi affiliati. Io e Francesco abbiamo cercato di tenerlo fuori dalla nostra attività per evitargli ulteriori condanne”. Secondo i magistrati, “le intercettazioni telefoniche in questo procedimento testimoniamo, rispetto a quanto dichiarato da Sandro Campana nel 2015, un rinnovato inserimento dell’associazione di Antonio Campana, dopo la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Massimo Delle Grottaglie e al venir meno di quelle ragioni di cautela che ne giustificavano una temporanea astensione dalle attività associative”. Fine pena mai, nel frattempo, anche per Francesco Campana (nella foto accanto il giorno dell'arresto), in relazione all’omicidio di Antonio D’Amico, fratello di Massimo D’Amico, ex uomo tigre della Scu.

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