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Scu, torna in libertà D’Amato: decorrenza termini di custodia

Il gip ordina la scarcerazione. Era stato arrestato lo scorso 2 dicembre

SAN DONACI  - Decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare per Daniele D’Amato, 40 anni, alias Cacanachi, ritenuto affiliato alla Scu e impegnato nel traffico di droga, ricostruito nell’inchiesta Omega bis. E, di conseguenza, scarcerazione immediata con restituzione della libertà.

Il gip e la scarcerazione

Daniele D'Amato-3D’Amato (nella foto accanto) ha lasciato il carcere nel pomeriggio di oggi (11 dicembre 2018) con provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, su istanza del difensore, Francesco Cascione. Il penalista ha eccepito un vizio procedurale, poi riconosciuto dal giudice.

Daniele D’Amato, originario di San Donaci, era stato arrestato dai carabinieri il 2 dicembre scorso in esecuzione di un’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale del Riesame di Lecce in accoglimento dell’appello proposto dal pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, Alberto Santacatterina, contro  l’ordinanza con cui il gup del Tribunale salentino lo scorso 13 aprile 2018, aveva disposto la revoca della misura risalente al mese di settembre 2017.

La condanna

Lo scorso mese di giugno D’Amato è stato condannato alla pena di  cinque anni e sei mesi di reclusione più 26mila, a fronte della richiesta a 15 anni, a conclusione del processo con rito abbreviato al quale l’imputato è stato ammesso su richiesta del difensore, Francesco Cascione del foro di Brindisi. Il filone si riferisce all'inchiesta chiamata Omega bis, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce.
E’ stato riconosciuto colpevole di  aver fatto parte di un’associazione mafiosa e del gruppo che, nell’impostazione del pm della Dda, avrebbe fatto riferimento a Pietro Solazzo, fratello di Carlo, indicato come uno dei killer di Antonio Presta (gli altri, presunti, complici, non sono stati ancora identificati). Sarebbero stato affiliato ad Alessandro Monteforte. L'inchiesta partì dall'omicidio di Presta avvenuto a San Donaci.

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