Cronaca

Scu, il pentito: “Questi gli affiliati nella frazione di Tuturano”

In uno dei verbali, Sandro Campana svela i nomi: “Il rito si svolgeva nei passeggi in carcere”. Il testo riportato nell'ordinanza di arresto a carico di Vincenzo Bleve

BRINDISI – “Posso fornire un elenco degli affiliati alla Sacra Corona Unita, da me conosciuti”. Quella lista è stata consegnata dall’ultimo pentito della Scu brindisina, Sandro Campana, in uno dei verbali firmati nel periodo delle dichiarazioni dinanzi ai magistrati del pool Antimafia. Alcuni dei nomi non sono più coperti da omissis, come quello di “tale Vincenzo Bleve, detto ‘zunzino’ di Tuturano’, che secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stato uomo della frangia riconducibile “Salvatore Buccarella”.

Il verbale sulle affiliazioni

vincenzo bleve-2Quel verbale risale al 2 ottobre 2015, ma solo di recente è diventato leggibile. Per lo meno con riferimento alle affiliazioni che, secondo Campana, avrebbero riguardato una particolare zona geografica: la frazione di Tuturano. Per questo motivo, le dichiarazioni rese dal fratello minore di Francesco Campana, considerato a capo di un’omonima frangia del sodalizio mafioso, sono state allegate all’ordinanza di arresto in carcere notificata ed eseguita dagli agenti della Mobile di Brindisi a carico di Bleve, il 2 novembre scorso. Bleve è ristretto in cella con le accuse di estorsione aggravata da modalità mafiose, ai danni di un imprenditore agricolo del Brindisino, e di rapina nell’ufficio postale di Merine, in provincia di Lecce.

L'incontro in carcere

“Ho conosciuto Vincenzo Bleve nel gennaio 2011, nel carcere di Lecce”, disse Sandro Campana, dal quale il fratello Francesco ha preso le distanze, non riconoscendolo più come consanguineo. “Bleve era persona che io sapevo essere affiliata a Cosimo Cafuerio, detto Mino, di Tuturano, quest’ultimo prima affiliato a Salvatore Buccarella”.

Campana fece mettere a verbale anche il racconto di un incontro che avrebbe avuto con Bleve: “Un giorno – si legge – Bleve si è avvicinato alla mia cella e dopo esserci presentati, mi ha chiesto il consenso ad affiliarsi a Salvatore Buccarella, poiché aveva saputo da Andrea Bruno della mia presenza nella struttura carceraria ed era stato invitato dallo stesso a rappresentarmi tale richiesta, alla quale io diedi il mio consenso”. Bruno, a sua volta, è ritenuto affiliato alla Scu e a capo della frangia che per l’Antimafia avrebbe guidato in prima persona a Torre Santa Susanna.

Il rito di affiliazione

Francesco Gravina“A seguito del mio consenso, nel gennaio del 2011, durante l’ora dei passeggi di Bleve, fu effettuato il rito di affiliazione alla presenza di Andrea Bruno e Antonello Gravina”, si legge sempre nel verbale firmato da Sandro Campana. “Una mattina fui avvisato da Andrea Bruno che il rito di affiliazione di Bleve era stato effettuato”.

“So che attualmente è detenuto nel carcere di Sulmona e che in alcune circostanze mi ha mandato i saluti tramite” un’altra persona. Il nome, in questo caso, è rimasto coperto da omissis. Si tratterebbe di un altro detenuto a Sulmona, con riferimento a quel periodo di tempo. Entrambi – secondo il pentito – sarebbero stati “tradotti presso il carcere di Lecce in diverse circostanze per usufruire di permessi premi”.

 “So che Bleve era attivo nel traffico della droga, come confidatomi da” un’altra persona. Un brindisino le cui generalità al momento restano coperte dal segreto istruttorio, essendoci indagini in corso.

Il Gabibbo

Prima di Campana venne chiamato a riferire delle affiliazioni alla Scu, Francesco Gravina, alias il Gabibbo (nella foto in alto), di Francavilla Fontana, per sua stessa ammissione legato al gruppo di Ercole Penna, il primo a scegliere la strada del pentimento, per passare dalla parte dello Stato. “Per il gruppo riconducibile a Salvatore Buccarella, affiliato era Vincenzo Bleve”, disse Gravina il 7 aprile 2011. Anche questo verbale, pieno di omissis per anni, è leggibile ora che è stata eseguita l’ordinanza a carico del tuturanese. “E’ chiamato zunzino, già affiliato a Penna e ora a Mimino Cafueri”. Gravina disse di riconoscere Bleve in una delle foto che i magistrati gli fecero vedere. “Lo riconosco nella foto numero 108”.

Il primo pentito

Ercole PennaErcole Penna (lato al lato) fu il primo a svelare i nomi dei propri affiliati: venne interrogato il 25 gennaio 2011. “Vincenzo Bleve – disse – mi venne a trovare anche dopo la mia uscita da carcere, a Mesagne”. Il pentito che ha ottenuto la patente di credibilità in diversi processi, precisò anche il luogo dell’incontro e la presenza di altre persone, i cui nomi però restano coperti da omissis. “Bleve mi riferì dei problemi che esistevano a Tuturano, dove gli veniva rimproverata l’affiliazione ai mesagnesi. Io lo autorizzai, perciò, a mutare la sua affiliazione, nell’ottica di tenere un basso profilo. Bleve si affiliò a Mimmo Cafueri, il quale all’epoca pur essendo detenuto godeva dei permessi non so per quale motivo”.

Penna precisò l’attività che sarebbe stata portata avanti dal gruppo: “Su Tuturano operava un gruppo composto da Cafueri e altri, i quali acquistavano hashish e cocaina”. E aggiunse: “Devo dire che noi non guardavano tanto all’appartenenza ai vari gruppi, poiché nel commercio dello stupefacente non esisteva una rigida separazione, ma l’importante era lavorare diminuendo il rischio di essere sottoposti a indagini”. Il collaboratore riconobbe Bleve nella foto contraddistinta dal numero 139 dell’album che gli venne mostrato al termine dell’interrogatorio.

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