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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Scu, estorsione e droga: il Comune di Brindisi chiede danni per 100mila euro

L’ente si costituirà parte civile: 13 imputati. L’ergastolano Antonio Campana e Raffaele Martena accusati di aver impartito ordini all’esterno del carcere con Whatsapp

BRINDISI – E’ pronto a presentare il conto dei danni d’immagine, per almeno centomila euro, il Comune di Brindisi, come parte lesa in occasione dell’udienza preliminare a carico di 13 brindisini accusati di aver fatto parte della Sacra Corona Unita contemporanea, attiva nel traffico di droga e nelle estorsioni. A capo del sodalizio ci sarebbero stati l’ergastolano Antonio Campana e Raffaele Martena: avrebbero avuto la disponibilità di telefonini per impartire direttive all’esterno del carcere.

Il risarcimento

Antonio Campana tra gli agenti-2L’Amministrazione sarà rappresentata dall’avvocato interno a Palazzo di città, Emanuela Guarino. E’ a lei che la Giunta ha conferito incarico, su proposta dell’assessore al Contenzioso, alla Legalità e alla Trasparenza, Mauro Masiello, avvocato penalista: la delibera è stata approvata lo scorso 3 aprile. E conferma l'impegno dell'Amministrazione sul fronte della lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso, in linea con la decisione di pubblicare un bando per l'affidamento in gestione dei beni confiscati a Salvatore Buccarella, già condannato al carcere a vita.

L’udienza preliminare si svolgerà dinanzi al gup Simona Panzera nell’aula bunker del carcere di Lecce. I pm della Direzione distrettuale antimafia di Lecce hanno chiesto il processo per tutti i brindisini coinvolti nell’inchiesta tenuta a battesimo con il nome “Oltre le mura”, per indicare la capacità dei presunti capi di restare in contatto con gli affiliati anche se ristretti in cella. Gli arresti sono datati 15 maggio 2018. (Nella foto accanto Antonio Campana)

Le altri parti offese

Parti offese sono anche la Provincia di Brindisi, nella persona del presidente pro tempore, Riccardo Rossi, sindaco della città, e il Comune di Mesagne, commissariato in attesa del ritorno alle urne dopo la caduta dell’Amministrazione. Nell’elenco c’è anche il ministero dell’Interno, domiciliato presso l’avvocatura distrettuale di Lecce.

Il tentativo di fuga e i fili d’angelo nascosti nel pane

Campana, fratello del pentito Sandro e di Francesco, ritenuto a capo della frangia riconducibile a Buccarella, avrebbe progettato la fuga dal carcere di Terni nel quale era ristretto comunicando via telefono, anche con chiamate su WhatsApp con lo zio, Igino Campana, di Mesagne.

Il piano di fuga di Campana, condannato al fine pena mai per l'omicidio di Massimo Delle Grottaglie, è stato scoperto grazie alle intercettazioni telefoniche nella primavera 2018, quando Antonio Campana chiamò lo zio Igino per accordarsi sull’”introduzione di fili diamantati, i cosiddetti capelli d’angelo, per segare le sbarre”. I fili furono poi trovati nell’abitazione di Igino Campana: sarebbero stati ordinati e acquistati su un sito on line. Stando ai piani, quei capelli d’angelo dovevano essere introdotti in carcere a giugno, in occasione di una manifestazione teatrale. Dovevano essere nascosti nel pane.

Gli imputati

MARTENA Raffaele, Classe 1986-2Assieme a Campana, difeso dagli avvocati Ladislao Massari e Francesco Mattaingelo (quest’ultimo del foro di Terni), e a Martena difeso da Daniela D’Amuri e Ladislao Massari, sono imputati: Jury Rosafio, nato a Brindisi, 42 anni, difeso da Danilo Di Serio; Igino Campana (zio di Antonio Campana), nato a Mesagne, 64 anni, difeso da Gianfrancesco Castrignanò; Ronzino De Nitto, nato a Mesagne, 44 anni, difeso da Pasquale Annicchiarico; Fabio Arigliano, nato a Brindisi, 47 anni, difeso da Giacinto Epifani; Mario Epifani, nato a Brindisi, 38 anni, difeso da Fabio Di Bello; Andrea Martena, nipote di Raffaele Martena, nato a Brindisi, 33 anni, difeso da Gianvito Lillo e Dario Budano; Andrea Polito, nato a San Pietro Vernotico, 30 anni, difeso da Pietro Romano; Vincenzo Polito, fratello di Andrea, nato a San Pietro Vernotico, 34 anni, difeso da Francesco Cascione; Enzo Sicilia, nato a Brindisi, 34 anni, difeso da Luca Leoci; Nicola Magli, cognato di Sicilia, nato a Brindisi, 39 anni, difeso da Luca Leoci; Ferruccio Taurino, l’unico rimasto a piede libero, nato a San Pietro Vernotico, 41 anni, difeso da Marco Pezzuto del foro di Lecce

L’associazione di stampo mafioso

Martena e Antonio Campana, condannato al carcere a vita per l’omicidio di Massimo Delle Grottaglie, avvenuto il 16 ottobre 2001, riconducibile alle logiche di vendetta maturate in seno alla Sacra Corona Unita, sono accusati di “aver promosso, costituito, diretto e organizzato l’associazione per delinquere di stampo mafioso dall’interno della casa circondariale di Terni”. Entrambi avrebbero “dato istruzioni ai propri associati all’esterno del carcere, prevenendo l’insorgere di conflitti tra loro e intervento all’occasione per risolverli, determinando i pressi di vendita della droga, le modalità e la destinazione dei profitti”.


 

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