Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Scu e aziende: 9 condanne. Assolto Pasimeni

BRINDISI - Tutti condannati tranne uno, Massimo Pasimeni, detto Piccolo Dente, assolto da ogni accusa. Per il resto il processo con rito abbreviato sui dieci del clan della Scu che tentava di imporre la propria volontà un po’ ovunque.

BRINDISI - Tutti condannati tranne uno, Massimo Pasimeni, detto Piccolo Dente, assolto da ogni accusa. Per il resto il processo con rito abbreviato sui dieci del clan della Scu che tentava di imporre la propria volontà un po’ ovunque, perfino in seno alle aziende ospedaliere che operavano per la Asl di Brindisi si chiude con un conto salato. Le pene sono pesanti, ben più rispetto a quanto chiesto dal pm Alberto Santacatterina della Dda di Lecce e sono le seguenti, decise dal gup di Lecce Annalisa De Benedictis.

Otto anni (sei anni e mezzo la richiesta) per Rosario Capodieci, 34 anni, di Mesagne, detenuto, difeso dagli avvocati Paolo Antonio D’Amico e Sandra Di Monte; sei anni (4 anni la richiesta) per Antonio Centonze, 45 anni, brindisino, detenuto, difeso da Ladislao Massari e Giuseppe Guastella; 8 anni (6 anni e 8 mesi la richiesta) per Nicola Destino, 25 anni, di Mesagne, detenuto, difeso da Serafino Debonis; 10 anni (7 anni la richiesta) per Francesco Gravina, 34 anni, di Mesagne, soprannominato Gabibbo, agli arresti domiciliari, difeso da Elvia Belmonte.

E ancora, 4 anni, come da richiesta, per Cosimo Giovanni Guarini, 36 anni, di Mesagne, detenuto in località segreta perché collaboratore di giustizia, difeso da Monfredo Fiormonti; 10 anni, conto destinato a ridursi per via della continuazione (6 anni e 6 mesi la richiesta) per Giovanni Longo, 40 anni, di Mesagne, detenuto, difeso da Gianfrancesco Castrignanò; assolto (4 anni la richiesta) Massimo Pasimeni, 45 anni, di Mesagne, detenuto, difeso da Marcello Falcone.

Infine, 4 anni come da richiesta della pubblica accusa per Alessandro Perez, 25 anni, di Mesagne, detenuto, dichiarante, difeso da Giancarlo Vaglio; 5 anni e 4 mesi (6 anni la richiesta) per Marco Petrachi, 26 anni, di Brindisi, detenuto, difeso da Ladislao Massari e Laura Beltrami; 6 anni e 6 mesi (6 anni e 2 mesi la richiesta) per Marcello Romano, 36 anni, di Mesagne, detenuto, difeso da Paolo Antonio D’Amico. Ecco cosa scriveva il gip nell'ordinanza di custodia cautelare.

“L’associazione, aveva assunto controllo del territorio, esigendo il rendiconto di qualsiasi attività illecita da chiunque svolta sul territorio e comportante significativi profitti, inoltre, una volta divenuta di pubblico dominio la notizia della collaborazione con la giustizia di Ercole Penna, aveva organizzato una serie di attentati volti a ribadire la permanente operatività dell’associazione e la sua immutata forza intimidatrice”.

Il blitz, denominato Die Hard, fu eseguito dalla Squadra mobile di Brindisi nel maggio 2012 con sedici arresti. Nel processo, le imprese del clan Scu del terzo millennio guidato da Daniele Vicientino ed Ercole Penna, che avevano abolito i vecchi rituali di affiliazione consegnandoli all’archeologia giudiziaria, ma avevano alzato il tiro imponendo assunzioni a società di servizi ospedalieri come Manutencoop, o chiedendo tangenti ad imprese impegnate in lavori pubblici, ed il pizzo a supermercati, aziende come la Taf Pneumatici, e colpendo con attentati chi resisteva, come l’imprenditore Luigi Devicienti, o i commercianti Pasquale Greco e Cosimo Scalera.

“Tutto ciò – si legge ancora nel capo di imputazione - al fine di realizzare profitti e vantaggi ingiusti per sé e per altri, assumendo controllo o esigendo il rendiconto di qualsiasi attività illecita da chiunque svolta sul territorio e comportante significativi profitti, inoltre, una volta divenuta di pubblico dominio la notizia della collaborazione con la giustizia di Ercole Penna, organizzavano e comunque partecipavano a una serie di attentati volti a ribadire la permanente operatività dell’associazione e la sua immutata forza intimidatrice”.

 

 

 

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