Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Scu e traffico di droga, sentenza d’appello per 37 brindisini

Confermati 16 anni e otto mesi per Raffaele Renna, detto Puffo, coinvolto di recente nei "pizzini" trovati dai carabinieri. Pena rideterminata per Jonni Serra, da 18 anni a dieci e per Maurizio Trenta, da 12 anni a sette e quattro mesi. Un'assoluzione: Pietro Saponaro, scarcerato. Tra gli imputati cinque donne

BRINDISI – La Corte d’Appello di Lecce ha sostanzialmente confermato l’impostazione della Direzione Distrettuale Antimafia sull’esistenza di un’associazione per delinquere nel Sud del Brindisino con contatti con la Sacra Corona Unita nella gestione nel traffico di droga e delle estorsioni, ricostruiti nell’inchiesta chiamata Game Over.

SERRA Jonni Maurizio TrentaI giudici nel primo pomeriggio di oggi, sabato 24 settembre, hanno pronunciato sentenza nei confronti di 37 brindisini che avevano scelto il rito abbreviato, arrivando a confermare le pene inflitte in primo grado dal gup per 15 imputati, mentre per 21 le pene sono state rideterminate escludendo per alcuni l’aggravante mafiosa contestata in relazione a singoli reati ritenuti “satellite” rispetto all’accusa principale e per altri riconoscendo la continuazione con precedenti sentenze. Con il risultato che sono state tagliate le pene.

La corte ha riconosciuto una sola assoluzione: Pietro Saponaro è stato ritenuto estraneo “per non aver commesso il fatto” e ne ha disposto l’immediata scarcerazione se non detenuto per altra causa, annullando in tal modo la condanna a otto anni di reclusione inflitti dal gup in primo grado. Non doversi procedere nei confronti di Simone Contaldo in ordine a un capo di imputazione perché estinto per prescrizione.

La Corte d’Appello di Lecce ha rideterminato la pena per Jonni Serra, da 18 anni a dieci e per Maurizio Trenta, da 12 anni a sette e quattro mesi, entrambi ritenuti elementi di primo piano nell’impalcatura della Dda (i due nelle foto in alto). Pene limate anche per: Antonio Bonetti, pena rideterminata in sei anni, nove mesi e dieci giorni a fronte dei nove anni di reclusione inflitti in primo grado (richiesta del pm 9 anni); Davide Bonetti, undici anni e 10 mesi di reclusione (richiesta 10 anni); Cristian Rocco Cappilli, pena rideterminata in otto anni e due mesi, a fronte della sentenza del gup con condanna a 10 anni e 4 mesi di reclusione (richiesta 8 anni); Ester Carlà, pena rideterminata in quattro anni e sei mesi più ventimila euro di multa a fronte dei 5 anni di reclusione e 20mila euro di multa in primo grado (richiesta 6 anni); Roberto Colagiorgio, pena rideterminata in due anni e duemila euro di multa a fronte della condanna in primo grado a 3 anni di reclusione e 3mila euro di multa (richiesta 10 anni e 6 mesi); Simone Contaldo, pena rideterminata in otto anni a fronte dei nove anni di reclusione in primo grado (richiesta 9 anni e 6 mesi); Andrea Conte, pena rideterminata in sette anni a fronte dei 9 anni e 4 mesi (richiesta 10 anni e 6 mesi).

Rideterminazione della pena anche per: Mario Conte, pena rideterminata in 14 anni e due mesi di reclusione a fronte dei 18 anni e 8 mesi in primo grado (richiesta 18 anni); Maria Soria Cuna, pena rideterminata in cinque anni e sei mesi più ventimila euro di multa, a fronte di 6 anni e 4 mesi di reclusione e multa da 30mila euro in primo grado (richiesta 6 anni e 4 mesi); Donato Claudio Lanzilotti, pena rideterminata in sette anni di reclusione a fronte di 11 anni e 4 mesi di reclusione in primo grado (richiesta 8 anni); Giuseppe Maggio, pena rideterminata previa esclusione dell’aggravante mafiosa, sette anni, a fronte dei  9 anni e 4 mesi di reclusione (richiesta, 6 anni); Stefano Nuzzaci, 8 mesi di reclusione e 2mila euro di multa (richiesta 1 anno), con riconoscimento del beneficio della non menzione della condanna.

La Corte ha rivisto il conteggio della pena anche per: Antonio Orofalo, rideterminata in sette anni e quattro mesi, previa esclusione dell’aumento per la recidiva contestata a fronte di 9 anni di reclusione (richiesta 9 anni); Silvestro Orofalo, pena rideterminata in sei anni, nove mesi e venti giorni, previa esclusione dell’aumento per la recidiva contestata, a fronte di  11 anni e 4 mesi di reclusione (richiesta 6 anni); Saverio Palma, 3 anni e 4 mesi di reclusione e 3mila euro di multa (richiesta 3 anni); Massimiliano Perrone, un anno e 3mila euro di multa (richiesta 1 anno); Antonio Protopapa, pena rideterminata in sei mesi, previo riconoscimento della continuazione con i reati oggetto di sentenza irrevocabile  della Corte d’Appello di Lecce del 2012, a fronte di un anno e 6 medi di reclusione e 4mila euro di multa inflitti in primo grado (richiesta1 anno).

E ancora nei confronti dei seguenti imputati: Antonio Saponaro, pena rideterminata in sette anni e due mesi, a fronte di  8 anni e 6 mesi di reclusione in primo grado (richiesta 10 anni); Ivan Spedicati, pena rideterminata in otto anni e sei mesi a fronte di 9 anni di reclusione (richiesta 9 anni); Cosimo Talò, pena rideterminata in 15 anni e sei mesi a fronte di 16 anni e 6 mesi di reclusione, (richiesta 10 anni); Tonio Tauro, pena rideterminata in sette anni e otto mesi, previo riconoscimento della continuazione con sentenza della Corte d’Appello di Lecce del 2015, a fronte di 7 anni di reclusione in primo grado  (richiesta 8 anni).

Raffaele RennaCristian Tarantino, nell'ultima foto segnaleticaI giudici di secondo grado hanno confermato la sentenza del gup per Raffaele Renna, (detto Puffo), a 16 anni e 8 mesi di reclusione (richiesta 16 anni). Nel processo Uragano, lo scorso 15 luglio, sono stati inflitti venti anni di reclusione a Renna, coinvolto nell’ultimo blitz dell’Antimafia di Lecce legato alla scoperta di pizzini scritti da Raffaele Martena e indirizzati a Giuseppe Perrone, arrestato il 25 maggio scorso. In quelle sfoglie si parlava anche di lui, di Renna, in aggiunta a Cristian Tarantino, come emergente del gruppo affiliato alla frangia della Scu dei cosiddetti tuturanesi, legati a Francesco Campana, Salvatore Buccarella e Pino Rogoli. Per Cristian Tarantino, oggi la Corte ha confermato la condanna a 18 anni di reclusione inflitti in primo grado (richiesta 18 anni). Nella foto in alto Renna e Tarantino.

La corte ha confermato la sentenza del gup anche per: Pierluigi Andriani, otto anni di reclusione (richiesta di 10 anni); Simona De Pascalis,  due anni di reclusione e 6mila euro di multa, con sospensione della pena; Alfredo Epifani, sei anni di reclusione (richiesta 8 anni di reclusione); Cosimo Fina (detto Lu Biondu), 8 anni e 4 mesi di reclusione (richiesta 9 anni); Lucia Grassi, 2 anni e 8 mesi di reclusione (richiesta 7 anni); Filippo Griner, 14 anni e 10 mesi di reclusione (richiesta 10 anni); Roberto Napoletano, 4 anni e 4 mesi di reclusione (richiesta 5 anni e 4 mesi); Saverio Palma, 3 anni e 4 mesi di reclusione e 3mila euro di multa (richiesta 3 anni); Ottavio Saponaro, un anno di reclusione e 2mila euro di multa (richiesta  6 anni); Salvatore Sergio, 8 anni di reclusione (richiesta 10 anni); Alessandro Spedicati, 7 anni di reclusione (richiesta 8 anni);  Debora Valzano, 7 anni di reclusione (richiesta 8 anni); Giuseppe Vitale, un anno e 8 mesi di reclusione e mille euro di multa (richiesta 2 anni).

La camera di Consiglio è iniziata alle 10,45 ed è terminata alle 15. Novanta giorni per il deposito delle motivazioni. Il collegio difensivo è costituito dagli avvocati: Ladislao Massari, Giuseppe Guastella, Francesco Cascione, Manuela Greco,  Giacomo Serio, Antonio Degli Atti, Donata Perrone, Elvia Belmonte, Raffaele Missere, Mario Guagliani, Antonio Savoia.

Il blitz risale al 18 novembre 2013: l’ordinanza di custodia cautelare fu notificata dai carabinieri a 45 indagati (34 dei quali erano liberi). I fatti contestati risalgono agli anni 2009, 2010, 2011. Si tratta del seguito delle due operazioni "Fire" e "New Fire.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scu e traffico di droga, sentenza d’appello per 37 brindisini

BrindisiReport è in caricamento