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Scu e volti nuovi, secondo arresto per quattro brindisini

Sono accusati di rapine Antonio Grassi, Alfonso Polito, Vincenzo Trono e Francesco Franchin: ordinanza bis sette giorni dopo il blitz The beginners. Tutti sono già ristretti in carcere dal 23 febbraio scorso con l'accusa di aver fatto parte di un gruppo riconducibile al clan dei mesagnesi guidato da Tobia Parisi

BRINDISI-  Arresto bis nell’arco di una settimana per quattro brindisini, in carcere con l’accusa di aver fatto parte di un gruppo di stampo mafioso: nei confronti di Antonio Grassi, Alfonso Polito, Vincenzo Trono e Francesco Franchin adesso c’è anche la contestazione legata ad alcune rapine messo a segno tra il 2013 e il 2014.

La nuova ordinanza di arresto è stata chiesta dalla Procura di Brindisi ed è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale del Immagine4-2capoluogo, Maurizio Saso, sulla base di gravi indizi di colpevolezza. Il provvedimento è stato notificato ai quattro nella tarda serata di ieri, dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana al comando del capitano Nicola Maggio. 

Le rapine al centro delle indagine sono quelle perpetrate ai danni di una tabaccheria situata in via Carducci il 24 febbraio 2014, del supermercato Dok di Mesagne il 9 marzo 2014, del supermercato “Super Brio” di Torchiarolo il 7 marzo 2014, della tabaccheria Leo di San Donaci il 15 aprile 2014, della tabaccheria “Mordi e fuggi” di Mesagne il 3 maggio 2014, della Banca popolare pugliese di Tuturano il 7 aprile 2015. 

Sono due i provvedimenti restrittivi notificati dall’Arma. Il primo, per concorso in rapina aggravata, ricettazione, porto e detenzione illegale di arma da fuoco e lesioni personali aggravate, riguarda Grassi, Franchin, Polito e Trono. Il secondo, per l’assalto alla Banca popolare di Tuturano, è a carico di Vitantonio Fiaccone. 

I primi quattro erano tutti in carcere dallo scorso 23 febbraio, quando gli agenti della Mobile hanno dato esecuzione al provvedimento di arresto del gip del Tribunale di Lecce Antonia Martalò su richiesta dei sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia, Alberto Santacatterina e Valeria Farina Valaori, applicato della Procura di Brindisi.

Le indagini sull'ondata di rapine sono state avviate nel nell’aprile del 2014, fino al settembre 2015, dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana diretti dal tenente Roberto Rampino. Fondamentale si è rivelata la comparazione dei profili di Dna estrapolati dal Ris dei carabinieri di Roma. 

LE RAPINE

Rapine nel Brindisino, il tatuaggio di Grassi-2La tabaccheria “Caliandro” di  Brindisi - Alle ore 18.45 del 24 febbraio 2014, quattro individui, tutti incappucciati, uno dei quali armato di fucile a canna mozzata, facevano ingresso all’interno della rivendita di tabacchi, sita in Brindisi alla via Carducci n. 55, di proprietà di  Andrea Caliandro. Dalla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza installato all’interno della tabaccheria, si notava l’arrivo dei quattro rapinatori che, sotto la minaccia dell’arma, costringevano il proprietario e due clienti ad alzare le mani, impossessandosi del cellulare di uno di essi. In particolare, il rapinatore armato, in dialetto brindisino, proferiva al proprietario le seguenti parole: “issi li sordi ci no ti sparu”. (A sinistra, il tatuaggio di Grassi)

Dei restanti tre complici, uno entrava nell’ ufficio e, dall’armadio blindato, portava via diverse stecche di sigarette infilandosele nel giubbotto, mentre gli altri due svuotavano le due casse dal denaro contante patri a circa 1.000,00 euro.

Le telecamere installate presso la tabaccheria riprendevano le fasi della rapina e i tre rapinatori da diverse angolazioni. Grazie all’analisi delle immagini – comparate con i  filmati di altre  rapine commesse nel territorio nel medesimo arco temporale – sono emersi una serie di elementi che hanno consentito di identificare uno dei presunti  autori, Antonio Grassi.

Dai fotogrammi si poteva inoltre evincere che uno dei rapinatori presentava un tatuaggio raffigurante un elmo romano sul dorso della sua mano Rapine nel Brindisino-2-2destra. Osservando attentamente le immagini in cui lo stesso veniva ripreso nella tabaccheria “Caliandro” con il fucile spianato (imbracciato con la mano sinistra essendo il malvivente mancino), era possibile notare che l’indagato stendeva ripetutamente il braccio destro verso il basso proprio nel tentativo di far scivolare la manica del giubbino sul dorso della mano per nascondere il tatuaggio; tatuaggio che, nonostante ciò, si intravedeva per un istante nel fotogramma di seguito riportato nel quale il rapinatore  si sistemava il passamontagna sulla testa.

Supermercato “Dok” in Mesagne - Alle ore 19.15 del 4 marzo 2014, cinque individui a bordo di un’autovettura di colore grigio scuro raggiungevano il supermercato “Dok”, ubicato in Mesagne, alla via Marconi n. 118; entrati nel parcheggio del supermercato, effettuavano una repentina manovra e posizionavano l’autovettura pronta per la fuga.

Uno dei cinque rapinatori rimaneva alla guida dell’autovettura, mentre i restanti quattro - di cui uno armato di fucile a canna mozzata, l’altro di pistola ed un terzo di taglierino - raggiungevano l’interno del supermercato e, direttisi verso le casse, intimavano al cassiere (che nella circostanza era il direttore del locale), di consegnargli il denaro contenuto nelle casse.

Il capitano Nicola Maggio-2La vittima consegnava immediatamente il cassetto a scomparti della cassa da lui gestita, contenente banconote e monete di vario taglio. Poi, i rapinatori gli intimavano di prendere il denaro dall’altra cassa, che tuttavia era chiusa per un sistema di chiusura computerizzato; uno dei malviventi, quindi, colpiva il malcapitato con un violento schiaffo sull’orecchio destro procurandogli la doppia perforazione del timpano, con conseguente indebolimento permanente dell’udito (a sinistra, il capitano Nicola Maggio).

In tale frangente, invece, la cassa si apriva e i malviventi riuscivano a prelevare anche il denaro in essa custodito; inoltre, uno dei tre rapinatori – ossia quello armato di fucile  - si faceva consegnare da un cliente lì presente  il portafoglio e, dopo averlo visionato, glielo restituiva gettandoglielo addosso. Dopo avere preso il denaro dalle casse (pari a  1.771,58 euro), si davano a precipitosa fuga, salendo a bordo dell’auto che li attendeva all’uscita del supermercato.

Anche per questa rapina i carabinieri hanno identificato Grassi in virtù del citato tatuaggio sul dorso della mano destra che, dalla visione delle immagini, si intravedeva nel momento in cui il rapinatore scagliava il portafogli contro uno dei clienti del supermercato. Lo stesso rapinatore, inoltre, impugnava il fucile con la mano sinistra come nelle altre rapine (essendo Grassi mancino).

Supermercato “Super Brio” in Torchiarolo - Dopo soli tre giorni dalla rapina perpetrata a Mesagne e, precisamente, la sera del 7 marzo 2014, tre individui incappucciati scendevano da una autovettura Lancia Lybra SW di colore scuro e si dirigevano di corsa verso le porte scorrevoli del supermercato “Brio”, ubicato in Torchiarolo, alla via Brindisi.

Uno di questi era armato di fucile. La porta automatica non si apriva e quindi, non riuscendo ad entrare, i tre malviventi risalivano in macchina e si allontanavano velocemente a bordo dell’autovettura Lancia Libra, condotta dal quarto rapinatore che era rimasto alla guida dell’auto, pronto alla fuga. Dalla visione di alcuni fotogrammi era possibile individuare il tipo di autovettura utilizzata dai rapinatori, ossia una Lancia Lybra SW di colore grigio, così come peraltro indicato da un testimone.

Alle ore 01.45 del successivo 8 marzo, quindi dopo poche ore dalla tentata rapina, una pattuglia del Nucleo Radiomobile della CompagniaRoberto Rampino-2 Carabinieri di Brindisi, nel transitare sulla complanare della Strada statale  613, giunta all’altezza dello svincolo per il quartiere Bozzano, rinveniva in stato di abbandono una Lancia Lybra SW di colore grigio targata CS915HD, risultata oggetto di furto commesso presso i parcheggi dell’aeroporto di Brindisi e denunciato, il 25 febbraio 2014, presso la stazione carabinieri di Cisternino. Dopo una più accurata ispezione del mezzo, poi, venivano ritrovati  e sottoposti a sequestro due passamontagna, due paia di guanti  ed un cacciavite. Il Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma, esaminati i reperti in sequestro, riusciva ad isolare alcuni profili di Dna corrispondenti a quelli dei quattro indagati (a destra, il comandante del Norm di Francavilla Fontana, Roberto Rampino).

Tabaccheria “Leo” in San Donaci - La sera del 15 aprile 2014 veniva perpetrata un’altra rapina a mano armata. Tre individui, tutti travisati, due dei quali armati rispettivamente di una pistola e di un fucile a canna mozzata, facevano irruzione all’interno della tabaccheria sita in San Donaci, via Cellino n. 96, al cui interno vi era il titolare, i familiari dello stesso ed un cliente. I rapinatori si impossessavano di circa 3.000,00 euro in contanti, di alcuni blocchetti della lotteria gratta e vinci, di alcune stecche di sigarette e di un iPhone 4S di proprietà della figlia del titolare. Quando ancora i tre rapinatori si trovavano all’interno del negozio, la figlia riferiva di essere riuscita ad inviare il segnale  di allarme all’istituto di vigilanza: i rapinatori, accortisi di ciò, si davano alla fuga salendo a bordo di una Fiat Tipo di colore grigio scuro, della quale le vittime riuscivano a leggere e ricordare la targa “Roma 4497..”. Tra i beni oggetto della rapina, inoltre, vi era l’Iphone della figlia del titolare, dotato di sistema per il rintraccio con tecnologia Gps (trova my-iPhone); alle ore 00:05, il cellulare risultava acceso e localizzato in Brindisi, tra via Benvenuto Cellini e via Luigi Spazzavan.

Immediatamente veniva inviata sul posto una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della locale  compagnia carabinieri. I militari rinvenivano nel sotterraneo del complesso residenziale popolare di via Benvenuto Cellini l’autovettura oggetto di ricerca, ossia una  Fiat Tipo di colore grigio, che risultava oggetto di furto alle ore  23 del medesimo giorno. L’ispezione interna del veicolo consentiva, inoltre, di rinvenire una manica di maglione di colore celeste in cotone con un nodo all’estremità superiore e due fori centrali per gli occhi.

Nel corso del sopralluogo non veniva rinvenuto, in nessuno dei luoghi, l’Iphone sottratto. Il successivo 17 aprile 2014, la figlia del titolare contattava il “112” riferendo che il sistema di localizzazione del suo Iphone risultava nuovamente attivo e che l’apparecchio risultava essere in Brindisi, alla via Benvenuto Cellini. I carabinieri del Nucleo operativo di Francavilla Fontana si recavano nuovamente sul posto e, dopo un accurato sopralluogo, riuscivano a trovarlo nel terreno prospiciente il complesso popolare di via Benvenuto Cellini, proprio di fronte l’abitazione di Grassi.

Dopo la visione dei filmati, dunque, gli investigatori hanno notato che uno dei rapinatori era armato con un fucile ad unica  canna mozzata, impugnato  con la mano sinistra; sul dorso della mano destra del medesimo rapinatore era visibile, altresì, il tatuaggio raffigurante l’Elmo  Romano, ossia il tatuaggio di Grassi. Il passamontagna di colore celeste rinvenuto all’interno dell’autovettura Fiat Tipo,  sottoposto a sequestro, risultava compatibile con quello indossato dal soggetto raffigurato nei fotogrammi. Lo stesso passamontagna veniva  inviato al Ris Carabinieri di Roma che riusciva ad estrarre un solo profilo genetico che risultava corrispondente a quello di Alfonso Polito.

IL VIDEO DELLE RAPINE

Tabaccheria “Mordi e Fuggi” in Mesagne - Alle ore 20.45 del 3 maggio 2014, tre individui travisati con passamontagna di colore scuro ed armati di pistola perpetravano una rapina ai danni della tabaccheria “Mordi e Fuggi”, sita in via Marconi n. 219 di Mesagne impossessandosi di 9.650,00 euro. 

Visionando le immagini dell’impianto di videosorveglianza presente all’interno della tabaccheria rapinata, venivano subito notati alcuni dettagli che erano stati già osservati in alcune precedenti rapine. In particolare, uno dei rapinatore indossava lo stesso giubbino smanicato utilizzato nel corso della rapina ai danni del supermercato “Dok” di Mesagne e che, nel corso  delle indagini, è stato appurato che fosse di Grassi. Inoltre, dalle immagini si poteva constatare che il medesimo rapinatore aveva un tatuaggio sul dorso della mano destra proprio come Grassi, che così come già evidenziato,  ne possiede uno esattamente sul dorso di tale mano, raffigurante l’elmo romano.

Rapina Banca Popolare Pugliese in Tuturano - Il 7 aprile 2015, alle ore 11.30, un individuo, con il volto travisato ed armato di pistola, irrompeFIACCONE Vitantonio, classe 1978-2 all’interno della filiale della Banca Popolare Pugliese ubicata nella frazione brindisina di Tuturano. Il malvivente, con una mossa fulminea, saltava il bancone raggiungendo le due impiegate presenti che venivano costrette a sdraiarsi a terra.

Il rapinatore afferrava il denaro presente nella cassaforte aperta, risaltava al di là del bancone continuando ad intimare ai clienti presenti di non muoversi e di dileguava. La somma asportata ammontava a 12.965,00 euro (a sinistra, Vitantonio Fiaccone).

Il minuzioso sopralluogo effettuato dai militari della locale stazione carabinieri con l’ausilio di personale specializzato del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di brindisi consentiva di rinvenire e repertare alcune impronte sul vetro delle basi di appoggio delle postazioni delle cassiere. Dagli accertamenti tecnici esperiti emergeva che le impronte corrispondevano a quelle del mignolo e dell’anulare di Fiaccone. Questi, fra l’altro, si trovava, allo stato, ristretto in regime di arresti domiciliari poiché arrestato in flagranza dai Carabinieri di Tuturano il 19 agosto 2015, proprio all’interno dello stesso istituto di credito, nel corso di un tentativo di rapina.

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